Delia Murer

(16 novembre 2017)

Una interrogazione al Ministro dell’interno sul caso del Centro di prima accoglienza per i richiedenti asilo allestito nell’ex base militare di Conetta, in provincia di Venezia. L’ha presentata la deputata veneziana di Mdp, Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera. L’hanno sottoscritta anche i deputati Mognato e Zoggia. “Ci sono stati disordini e proteste – dice la deputata Murer -, che hanno creato tensioni sociali. I migranti richiedenti asilo lamentano i lunghissimi tempi di attesa per ottenere una risposta. A volte passano anche 14-16 mesi. Un tempo passato nel Centro a non far nulla, in condizioni psicologiche difficili e anche in una situazione di disagio per la qualità della struttura, che presenta carenze più volte denunciate. Tutto questo si scarica sulle persone, sia sui richiedenti asilo, che sono esasperati, sia sulla comunità locale che paga la ricaduta di una forte tensione sociale. Il Governo deve garantire un intervento rapido sulla vicenda, peraltro chiesto da tempo, sia per velocizzare le procedure di risposta ai richiedenti asilo, che non possono rimanere in attesa così a lungo, sia per le condizioni del Centro, sia per la situazione sociale complessiva”.

Ecco il testo integrale dell’interrogazione.

 

 

Al Ministro dell'interno - Per sapere - premesso che: 

Nella giornata di martedì 14 novembre, centinaia di migranti ospitati nel Centro di prima accoglienza allestito in una ex base militare di Conetta, in provincia di Venezia, hanno deciso, in segno di protesta, di lasciare la struttura, organizzare un presidio e poi mettersi in cammino, a piedi, verso la Strada Romea;

il gruppo di migranti è stato fermato, nel pomeriggio, dalla polizia a Santa Margherita per evitare che col buio, immettendosi sulla strada Romea, potesse essere vittima di incidenti;

la scelta di mettersi in cammino è arrivata dopo una giornata di protesta da parte dei migranti, che hanno deciso di manifestare, in almeno 250, prima nella piazza del Municipio poi lungo le strade della cittadina;

i motivi della protesta sono riconducibili ai tempi lunghi di permanenza nel centro, in attesa di permessi che non arrivano da mesi, di risposte a richiedenti asilo che tardano ad arrivare; e  l’insofferenza per una condizione di sospensione che in molti casi dura da 12-14 mesi, e poi le condizioni stesse del Centro, considerate insopportabili da chi di fatto è costretto a starci;

secondo quanto riportato dal quotidiano La Nuova Venezia, i 1120 migranti ospitati nella struttura, che ne potrebbe ospitare poco più di 500, vivono in condizioni di sovraffollamento, con riscaldamento a intermittenza, code per l’accesso a docce e servizi, strade sterrate del campo ridotte a mulattiere di fango, tendopoli e casolari in pessime condizioni;

Già all’inizio di quest’anno, nel Centro di Conetta, si sono registrate altre situazioni di tensione; in particolare il 2 gennaio scorso, Sandrine Bakayoko, una ragazza della Costa d’Avorio, di 25 anni, morì nei bagni della struttura per una trombosi polmonare; una morte che  fece esplodere la protesta dei richiedenti asilo ospitati nel centro di accoglienza, convinti che la morte della ragazza fosse stata causata sia dal ritardo nei soccorsi sia dalle condizioni di vita nella struttura;

Una delegazione della campagna LasciateCIEentrare ha visitato il centro nel giugno del 2016 e lo ha descritto come “una tendopoli nel nulla. Alle tende si alternano casolari con letti a castello in stanze stracolme”:

la cosa che, però, più agita gli ospiti del centro è la prolungata situazione di incertezza sui tempi; un anno, a volte un anno e mezzo, a non fare nulla, ad aspettare la risposta alla richiesta di asilo, a non avere alcun cenno, a sopportare un’attesa senza alcuna certezza, senza alcun riferimento;

Alle denunce pubbliche non sono mai seguiti, in questi anni, atti concreti sia sulle condizioni di vita dei richiedenti asilo, sia sui tempi di risposta alle loro richieste;

la situazione difficile del centro alimenta, naturalmente, anche tensioni sociali con i residenti della zona, rischiando così di innescare una miccia di insofferenza complessiva : 

- Dal Ministro se sia a conoscenza di quanto sopra esposto e se non ritenga, nell’ambito delle sue competenze, di intervenire, e in che modo, sui problemi citati in premessa, al fine di garantire ai migranti condizioni di vita in linea con gli standard minimi di civiltà dell’accoglienza e tempi certi per la risposta alla richiesta di asilo, e ai residenti della zona, una situazione di vivibilità e di tutela rispetto alle tensioni sociali che turbano la comunità locale nel suo insieme.

 

MURER

MOGNATO

ZOGGIA