Delia Murer

(15 giugno 2017)

Sarà presentato venerdì, alle 17.30, a piazza Ferretto, a Mestre, il libro di Livia Turco, presidente della Fondazione Nilde Iotti. Si intitola “Per non tornare al buio, dialoghi sull’aborto”. Con l’ex ministro ci saranno Antonella Debora Turchetto, Silvana Fanelli e la deputata Delia Murer. Introduce il portavoce metropolitano di Articolo Uno, Gianluca Trabucco. “Parliamo di un tema cruciale – commenta la deputata Murer – su cui Livia Turco e noi tutte abbiamo speso anni significativi di lotta e impegno politico, e su cui c’è ancora molto da lavorare. L’obiezione di coscienza, per esempio, in Italia rischia di vanificare l’attuazione di una legge conquistata a fatica e che va difesa nei suoi principi fondamentali. Altrimenti, come opportunamente ci ricorda il libro che presentiamo, si torna agli anni oscuri in cui le donne erano costrette a interrompere le gravidanza nella clandestinità”.

Ecco la scheda di presentazione del volume di Livia Turco: “Ripensare l'obiezione di coscienza, che in Italia riguarda oggi oltre il settanta per cento dei medici, attraverso un dialogo fra ginecologi, obiettori e non obiettori, mettendo fine allo scontro ideologico su questo tema. Un libro di ascolto, nel quale la politica non sale in cattedra, e i medici, per la prima volta, con grande sincerità, raccontano le loro esperienze professionali e umane, e tutti, indistintamente, formulano proposte concrete, partendo da una premessa comune: tutelare la salute delle donne innanzitutto. Due diritti a confronto: quello delle donne a vedere applicata la legge e quello dei medici a esprimere l'obiezione di coscienza, quando seria e motivata. Il volume è anche il racconto, per le generazioni più giovani, del percorso straordinario di impegno civile, di mobilitazione delle donne che ha portato all'approvazione della legge n. 194/78 sull'interruzione volontaria di gravidanza. Una memoria storica, un passaggio di testimone, per evitare di vanificare una legge che si propone di salvaguardare la salute e l'autodeterminazione delle donne, di prevenire l'aborto, di valorizzare i consultori familiari. Con la convinzione che, per affrontare il problema etico e morale dell'aborto, bisogna avere il coraggio di pensare a una società materna e a una politica materna. Per costruire una società libera dall'aborto”.