Delia Murer

(9 giugno 2017)

E’ calendarizzata per il prossimo 15 giugno, al Senato, la legge sulla cittadinanza, già approvata dalla Camera e in attesa da mesi. La situazione di stallo nelle commissioni al Senato, con 8mila emendamenti, è stata scavallata con la decisione di portare nell’aula di Palazzo Madama direttamente il testo della Camera. Ma è prevedibile una nuova ondata ostruzionistica finalizzata a bloccare il provvedimento. “Noi lavoreremo per approvare rapidamente lo Ius soli – dice Delia Murer, deputata Articolo 1 Movimento democratico progressista, vicecapogruppo alla Camera -. Lo ribadiamo da tempo.  Ci auguriamo che si superi ogni ostruzionismo e si dia al Paese, prima delle eventuali elezioni anticipate, una normativa attesa da migliaia di persone, soprattutto minori, bambini figli di immigrati che sono di fatto italiani”.

 Il via libera della Camera alla legge è arrivato il 15 ottobre del 2015. Più di un anno e mezzo fa. Da allora la normativa è rimasta ferma nelle commissioni del Senato. Prima il referendum costituzionale, poi il cambio di governo, poi le fibrillazioni sulla legge elettorale e la norma è rimasta ferma. Ora si rischia un altro stop, con un eventuale ritorno in commissione o una batteria ostruzionistica di emendamenti. Per dare voce a quanti chiedono l’approvazione è partita una mobilitazione, che ha toccato anche Mestre la scorsa settimana. Un mese intero di iniziative e flash mob sulla riforma, è previsto in tutto il Paese.  “Attendiamo questa riforma da anni, se venisse rimandata ancora non potremmo che considerarlo un tradimento, che riguarda un milione di ragazzi nati o cresciuti qui – sottolinea a Redattore sociale, Xavier Palma, uno dei portavoce del movimento - . Ci era stato promesso che il provvedimento sarebbe andato in aula dopo il referendum di dicembre, così non è stato. Poi nei mesi successivi abbiamo incassato altre promesse: si era parlato di febbraio, poi maggio e infine di metà giugno. In realtà quello che sta accadendo è che manca la volontà politica. Se dovesse essere affossata ancora questa legge ci sentiremmo rinnegati dalla nostre madre patria”.