Delia Murer

(23 febbraio 2017)

“Riunioni di direzione, di assemblea nazionale, convocazione del congresso senza mai una discussione seria, approfondita, sulle ragioni di una sconfitta storica. Questo lacera le comunità politiche”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd. “E’ una fase convulsa, difficile – continua la parlamentare veneziana -; lo è per tutti ma mi chiedo se le cose si possano affrontare in questo modo, facendo finta sempre che non sia successo nulla. Si sono perse in malo modo le amministrative, lasciando città importanti come Roma e Torino, e molte altre. Poi si è perso, dentro uno scontro pesante, il referendum costituzionale, segno di una divaricazione profonda tra il Paese e il Pd. Ma a fronte di questa sequenza di sconfitte, non si è mai ritenuto di avviare un’analisi profonda dei problemi, una discussione aperta su quello che non ha funzionato, una riflessione condivisa, franca, partecipata sulle ragioni della sconfitta e su come riconnettersi al sentimento popolare smarrito. Nulla di tutto questo. Ma l’ostinato rilancio di una partita personale, una discussione al solo uso interno, la ricerca di rivincite, fino all’apertura di una fase congressuale tutta costruita sulle persone e senza alcuno spazio per i temi.

Senza mai un’autocritica. Questo allontana le persone, prima ancora che dividere i gruppi dirigenti. Lamentiamo da tempo la difficoltà a stare sui temi. Abbiamo chiesto di ragionare su possibili azioni che riducano le disuguaglianze sociali, che intervengano sulla scuola e sui punti dolenti della riforma, che agiscano sullo sfruttamento, come per i voucher. Abbiamo invocato la ricostruzione di uno spirito di comunità più volte ma se non si discute mai, se non si ragiona mai insieme, se non si ascolta, e se non si costruiscono luoghi del dubbio e della riflessione partecipata, che partito politico è? Credo che il nodo della crisi del Pd sia in buona parte questo, e non da oggi”.