Delia Murer

(16 febbraio 2017)

Donne più istruite degli uomini ma con più difficoltà a entrare nel mondo del lavoro e con salari più bassi. I dati arrivano dall’Ufficio statistico della Regione Veneto e confermano differenze ancora troppo marcate e obiettivi ancora lontani per la parità di genere. “In Veneto – si legge nel documento statistico - il 32,2% delle donne tra i 30-34 anni risulta laureato rispetto al 20,6% dei maschi, tuttavia rimane ancora una certa differenza nella scelta dei percorsi di studio e delle future professioni. Oggi il tasso di occupazione è del 73,2% per gli uomini e del 54% per le donne.”. “Sono dati che confermano l’esistenza di una grande questione – commenta Delia Murer, deputata Pd -, su cui evidentemente la politica non lavora abbastanza. Il gap tra i generi è ancora troppo marcato e si riflette con varie conseguenze sul reddito, sul lavoro di cura, sulle pensioni, fino ad arrivare ai numeri ancora drammatici della violenza di genere. C’è un gran lavoro ancora tutto fare”.

“Vi è una diversa opportunità di entrare nel mercato del lavoro  – si legge ancora nello studio statistico - e ci sono anche opportunità diverse di carriera, visto che le posizioni apicali sono ricoperte soprattutto da uomini. Se su 100 lavoratori uomini si contano 72 donne lavoratrici, a livello apicale ogni 100 dirigenti/imprenditori uomini ci sono solo 39 donne. L’indicatore medio europeo dell’equilibrio di genere nei compiti domestici e di cura, inoltre, è ben lontano dalla parità (100), attestandosi appena a 42,8 punti, e per l’Italia è ancora più basso (40,4). Che all’impegno lavorativo fuori casa delle donne non corrisponda una maggior condivisione di compiti tra i partner dentro casa è una realtà che emerge anche nel Nord-Est dove, se entrambi i partner lavorano, la donna continua a farsi carico del 65% delle incombenze familiari. Un fattore che contribuisce a migliorare la conciliazione è la disponibilità di servizi per la famiglia. Ciononostante la spesa pubblica nazionale per le famiglie non si è adeguata a queste mutate esigenze e nel 2013 corrisponde solo all’1,4% del PIL, quando nel Regno Unito sfiora il 4%”.

“Secondo l’European Union Agency for Fundamental Rights – continua la ricerca -, il 33% delle donne in Europa dichiara di aver subito qualche forma di violenza nel corso della vita, per l’Italia il dato Istat è del 31,5%. In Veneto il 31,7% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fi sica o sessuale: il 19,1% violenza fisica (schiaffi , spintoni, strattoni, colpi,…), il

22,6% violenza sessuale (molestie, rapporti indesiderati, stupri) e il 5,4% stupro o tentato stupro, la forma più grave di violenza sessuale. L’autore delle violenze può essere interno alla relazione di coppia (partner o ex) o esterno (conoscente, amico, parente, sconosciuto). Il 25% delle donne è stata vittima di un uomo diverso dal partner, mentre il 13,1% delle donne che hanno avuto almeno una relazione di coppia ha subito violenza dal partner o ex”.