Delia Murer

(8 gennaio 2018)

(di Delia Murer)

 

Ne stanno già parlando i giornali ma desidero spiegare bene qui, scelte e ragioni; qui, la newsletter e il sito web, i luoghi che in tutti questi anni ho scelto per tenere teso un filo di dialogo, di informazione, di ragionamento comune soprattutto con cittadini del territorio di riferimento.

La mia scelta è quella di non ricandidarmi alle prossime elezioni per il Parlamento. Concludo, con queste ultime settimane prima del voto del 4 marzo e l’insediamento del nuovo Parlamento, il mio secondo mandato a Montecitorio.

In tutto sono quasi dieci anni di presenza alla Camera dei deputati. Credo che siano sufficienti. Ho la convinzione, non da adesso, che la presenza istituzionale, proprio in quanto servizio, debba essere a tempo determinato e che, a un certo punto, si debba lasciare strada a energie e persone nuove.

Il mio bilancio dei dieci anni in Parlamento non può stare in poche righe. Chi ha avuto la generosità di seguire questa newsletter e il mio sito web conosce le cose che abbiamo provato a fare, utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione. Non sono tanti, come ci siamo resi conto da subito, ma non ci siamo mai fermati. Diritti civili, questioni di genere, democrazia paritaria, welfare, salute, migranti, territorio sono state le aree nelle quali abbiamo provato a lavorare di più, ottenendo anche qualche buon risultato.

La legge sul testamento biologico, diventata definitiva e vigente dopo il voto al Senato, è scaturita a Montecitorio anche da una mia proposta. Altri atti come emendamenti, ordini del giorno, mozioni hanno determinato risultati, così come siamo riusciti a sollevare questioni politiche con molti atti di indirizzo e di controllo, soprattutto sollevando questioni cruciali per il territorio.

Soddisfatta dei risultati? E’ difficile dire di sì. Sicuramente l’impegno non è mancato. Ce l’abbiamo messa tutta per essere presenti sui temi.

Sono stati anni difficili: la prima legislatura quasi per intero con il governo Berlusconi, con un tratto molto marcato di tagli al welfare, alla sanità pubblica, all’istruzione. Poi, questa legislatura, partita male con i risultati elettorali in equilibrio, senza maggioranza al Senato, la necessità di larghe intese, i compromessi a volte al ribasso, con provvedimenti imperfetti a volte costruiti a fatica, e sostenuti non senza difficoltà anche per senso di responsabilità. Qualche conquista (le Unioni civili, il Biotestamento, la legge contro la violenza di genere con la ratifica della Convenzione di Istanbul, il Dopo di noi), molti errori politici, la necessità a volte di votare in dissenso dal gruppo fino a una brutta lacerazione nel Pd, con la necessità di un cammino tutto nuovo alla luce di una trasformazione culturale e politica che, per alcuni di noi, non è stata più tollerabile.

Oggi la decisione di non ricandidarmi. Non è un lasciare il campo. La passione politica non va mai in pensione. La militanza è un tratto della vita. Ma si può lasciare, invece, il passo rispetto alla presenza istituzionale. Non mi candido alla Camera ma resto una militante politica e sarò impegnata in prima fila con Liberi e uguali, e il progetto di ricostruire una sinistra dei bisogni e dell’uguaglianza, dei diritti e della giustizia sociale.

Si lotta ancora per le questioni di genere, per l’integrazione, la dignità sociale, il lavoro, l’uguaglianza. Si continua, cioè, a lavorare per tentare di costruire una società meno iniqua, più attenta a chi sta peggio. Non mancherà la mia voce in questa campagna elettorale, come in tutte quelle della mi vita. Non mancherà la mia presenza accanto alle compagne e ai compagni, con cu condivido cammino e scelta. Mancherà il nome sulla scheda. Ma quello, come ci hanno insegnato nel passato, è secondario. Non i destini individuali ma gli ideali e il progetto comune, queste le cose che contano nell’impegno politico. Ci sarò, quindi. Totalmente, come sempre. Con passione e convinzione.

(22 dicembre 2017)

“Pur contrari all'intero impianto della Legge di Bilancio, siamo riusciti comunque, nei lavori di commissione, ad aprire la strada ad alcuni emendamenti che hanno spostato risorse e aumentato l'attenzione verso questioni per noi importanti”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo di Mdp-Liberi e uguali, a commento dell'esito del voto nell'Aula di Montecitorio sulla manovra finanziaria. Il riferimento è in particolare all'emendamento che istituisce la Zona logistica semplificata per sette anni rinnovabili per altri sette con l'obiettivo di stimolare nuovi investimenti nelle aree portuali, e a quello che finanzia ulteriormente la legge speciale per Venezia, non ulteriori risorse. “Con quest'ultima decisione - hanno scritto in una nota congiunta i deputati veneziani di PD e LEU, Michele Mognato, Delia Murer, Davide Zoggia, Andrea Martella e Giulio Marcon, presentatori dell'emendamento - si conferma che lo Stato riconosce la salvaguardia di Venezia e della sua laguna quale problema di preminente interesse nazionale, come recita la legge speciale. E proprio per queste ragioni, e per confermare tale rilievo, riteniamo non condivisibile la richiesta che la Regione Veneto ha fatto, nell’ambito della trattativa con il Governo sull’autonomia rafforzata, di assumere la competenza di tale materia”.

(23 novembre 2017)

“Ci sono molte iniziative quest’anno per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: segno di una consapevolezza diffusa, di un desiderio forte di mobilitazione. E’ un segnale positivo che la politica e le istituzioni devono essere pronte a raccogliere”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Mdp, a proposito del 25 novembre, giorno in cui prenderà il via anche una no stop di 16 giorni di attivismo in tutto il mondo decisa dall'Onu. Una lunga campagna che si concluderà il 10 dicembre, Giornata per i diritti umani. “L’ampio calendario di iniziative – continua la deputata Murer – che vede in campo associazioni, comitati, anche in Veneto e a Mestre, soprattutto con Se Non Ora Quando, è un segnale importante. Ma dalle istituzioni le notizie non sono confortanti. Le azioni contro la violenza di genere devono essere intensificate e assumerle come impegno politico e programmatico dovrà essere un compito delle forze politiche anche in vista delle prossime elezioni”.

La campagna UNiTE dell'Onu si concentra quest'anno sul tema "Nessuno deve essere lasciato indietro: poniamo fine alla violenza contro le donne e le ragazze”. In occasione del 25 novembre, la presidente della Camera, Laura Boldrini, aprirà l’aula di Montecitorio ad associazioni e attiviste. A Roma si terrà una manifestazione nazionale di Non Una di Meno mentre tante sono le iniziative territoriali. Intanto, dalla Commissione di inchiesta sul Femminicidio, istituita al Senato nel gennaio scorso, e presieduta dalla senatrice Puglisi, arrivano notizie non confortanti. La prima bozza di documento della commissione denuncia problemi, vuoti legislativi, ostacoli ancora da superare. 

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