Delia Murer

(3 agosto 2017)

Ancora femminicidi, si allunga la lista di donne uccise soprattutto ad opera di ex compagni. Gli ultimi casi in Veneto e Friuli. Prima a Musile di Piave, con l’uccisione di Marcia Archetta Mennella, per mano dell’ex marito. Poi in provincia di Pordenone, con il delitto di Nadia Orlando compiuto dal fidanzato che poi si è costituito. Casi sempre diversi eppure simili per modalità, azione, retroterra culturale.  “Siamo senza parole – si legge in un appello di Se Non Ora Quando? - anche se le parole ci sono, le conosciamo per averle dette anno dopo anno, femminicidio dopo femminicidio, sono sempre uguali, ci sembrano ogni volta e sempre di più vane a forza di dirle, ripeterle, urlarle, scriverle, perché inascoltate. Ma noi continueremo a parlare a denunciare e a manifestare il nostro sconcerto di fronte a questa strage che non si ferma e che non vede l’adeguata consapevolezza e responsabilità di chi dovrebbe nella società tutta, vigilare, agire per il cambiamento, per il presente e il futuro, a cominciare dalle istituzioni. Continueremo a parlare perché la violenza domestica degli uomini contro le donne sia trattata come una questione di Stato”. L’associazione ha convocato per oggi, 3 agosto, alle 21, una manifestazione a Musile, che partirà dal Municipio e vedrà la partecipazione della sindaca e di tutta l’amministrazione comunale. “Do il mio sostegno all’iniziativa – commenta Delia Murer, deputata veneta di Mdp – perché ritengo che si debba tenere alta l’attenzione su una questione che è cruciale per la nostra democrazia. Donne uccise in quanto donne: è necessaria un’azione politica mirata, non solo sulle misure di tutela della vittima, di contrasto, di repressione ma anche sui sistemi culturali di riferimento che, evidentemente, sono il terreno dentro il quale maturano questi gesti criminali”.

(28 luglio 2017)

La discussione generale nell’Aula del Senato sul Testamento biologico è stata rinviata a settembre, alla riapertura dei lavori dopo la pausa di agosto. Si allungano, così, i tempi per l’approvazione di una norma attesa da anni e che, a questo punto, rischia di non vedere la luca. “Un fatto grave – commenta Delia Murer, deputata Mdp, vicecapogruppo alla Camera –. Il rischio che la legge non arrivi più è molto concreto. In autunno ci sarà la manovra finanziaria, poi si correrà verso lo scioglimento delle Camere e nuove elezioni. Il Senato dovrebbe approvare la norma così com’è, senza modifiche, per renderla definitiva senza un nuovo passaggio alla Camera. Ma con migliaia di emendamenti e una scarsa volontà politica diventa davvero arduo. Si profila un grave danno per il Paese. L’Italia nega ai suoi cittadini il diritto a dichiarare in anticipo se vogliono o no sottoporsi a trattamenti sanitari che, per loro natura, e per diritto costituzionale, sono legate alla libera scelta e alla libera determinazione delle persone. 

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(13 luglio 2017)

Doppio appuntamento a Mestre per Articolo Uno Movimento democratico e progressista. In piazzetta Pellicani, giovedì 13 luglio, alle ore 18, Pierluigi Bersani viene intervistato da Chiara Geloni, offrendo l’opportunità di discutere e riflettere sulla situazione politica nazionale, sulle scelte a sinistra, sulle prospettive. Il giorno dopo, venerdì 14 luglio, sempre alle 18, nello stesso posto, tocca a Massimo D’Alema, intervistato per l’occasione da Alessandro De Angelis. “Sono due appuntamenti importanti – commenta Delia Murer, deputata di Mdp, vicecapogruppo alla Camera – sia per il nostro territorio, dove le adesioni alla nuova formazione politica crescono, sia per lo stesso movimento che stiamo costruendo piano sui territori con lo spirito della comunità. Siamo ad una fase cruciale, ci attendono scelte strategiche importanti, già delineate nell’ultima riunione di direzione a Roma. Unità a sinistra, radicalità sui temi del lavoro, dell’economia, della giustizia sociale, sfida per il governo ma da una prospettiva di attenzione ai valori dell’uguaglianza e dell’equità. Ci muoviamo dentro questo orizzonte, non solo per le prossime elezioni ma fin da oggi, con il sostegno ad un governo come quello di Gentiloni che, o garantisce una svolta effettiva, reale, concreta sui temi della sinistra o non può continuare a chiedere i nostri voti”.