Delia Murer

(17 novembre 2016)

Una giornata intera di studio sui temi del lavoro e delle donne, nel ricordo di Valeria Solesin, la ricercatrice veneziana morta nell’attacco al Bataclan, nel novembre dello scorso anno. E’ stato organizzato dall’Università Ca’ Foscari e vi ha partecipato la presidente della Camera, Laura Boldrini. “Valeria da studiosa – ha detto l’on. Boldrini - si è cimentata su un grande tema, ovvero che ruolo devono avere le donne nella nostra società. La domanda che si faceva era perché le donne sono costrette a scegliere tra lavoro e fare figli”. “Ricordare Valeria Solesin – commenta la deputata veneziana del Pd, Delia Murer – non è solo un omaggio ad una giovane vittima del terrorismo ma è anche il ricordo di una studiosa di temi cruciali per l’uguaglianza, la democrazia paritaria, il lavoro. Per questo, l’università è stato il luogo più giusto, e proprio con una riflessione e uno studio su questi temi. Non un omaggio, quindi, ma la prosecuzione di un lavoro”.

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(17 novembre 2016)

“Il Centro Donna di Venezia va rispettato nella sua autonomia, nella sua storia di indipendenza, elaborazione, militanza civile, che ne hanno fatto negli anni un vero e proprio luogo simbolo”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, a proposito della mobilitazione contro la riorganizzazione amministrativa del Centro decisa dalla Giunta comunale con la delibera 276 dello scorso 27 settembre. La deputata veneziana, insieme ad altre deputate venete del Pd (Camani, Casellato, Miotto, Moretto, Narduolo, Rotta, Rubinato) ha indirizzato una lettera-appello alla Ministra per le Pari Opportunità. Maria Elena Boschi.  “Le chiediamo – scrivono le deputate – di far sentire la sua voce e quella del governo contro lo smembramento di una buona pratica di valore nazionale che, nel solco di quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul e dal Piano nazionale antiviolenza, è stata capace negli anni di tenere dentro un progetto unitario, con ottimi risultati, sia l’impegno sociale sia il lavoro culturale”.

“Da amministratrice – continua l’on. Murer – ho contribuito a far nascere il Centro Donna, che fu costruito proprio come intesa tra soggetto pubblico e associazioni e gruppi delle donne, con autonomia, unitarietà e indipendenza nell’elaborazione di azioni politiche e di cittadinanza attiva. Con questo spirito il Comune ha organizzato tre servizi unitari: il Centro Donna e la biblioteca, il centro antiviolenza e l’osservatorio, a cui si è sommato il centro multiculturale. Una struttura organica, che comunica internamente, che si sviluppa dentro un solo progetto complessivo. Una esperienza che è cresciuta molto negli anni, che è stata punto di riferimento nazionale, che ha declinato un modello di partecipazione e collaborazione attiva tra enti locali e associazionismo territoriale, nel rispetto reciproco di competenze e autonomie”.

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(10 novembre 2016)

A poco più di tre settimane dal referendum, sale la tensione tra le forze politiche sia sul merito della riforma costituzionale sottoposta al voto popolare sia sugli scenari che esso determinerà.  “Io confido nel senso di responsabilità di tutti – commenta Delia Murer, deputata Pd -. Noi del Partito democratico abbiamo il dovere di rimettere in campo la nostra comunità, anche nello spirito, nella maniera di stare insieme. Ci possono essere scelte e valutazioni differenti senza per questo sconfinare in un clima di attacchi personali e delegittimazioni. Quello che si è scatenato all’indirizzo di un leader leale come Pierluigi Bersani, ad esempio, è sbagliato. Ognuno fa le sue scelte, le argomenta, e merita rispetto. Anche io sono convinta che l’accordo siglato sull’Italicum non significhi molto. Sarebbe stata necessaria ben altra iniziativa per rendere credibile la volontà di cambiare il sistema elettorale. E rimango dell’idea che con questo Italicum, la riforma costituzionale fa rischiare al Paese una deriva, cioè lo stravolgimento dei principi fondamentali della nostra Carta costituzionale. Non ce lo possiamo permettere, anche alla luce di quello che si muove nel mondo. Tuttavia, si può esprimere la propria opinione senza attaccare chi la pensa diversamente, mantenendo lo spirito di una comunità che si confronta ma non si lacera, che discute democraticamente ma non si divide. Ha detto bene Bersani: niente padroni e niente servi. Ma una comunità che sta insieme sulle idee, sui progetti, sul rispetto reciproco, nella dialettica, con un occhio fisso sulle questioni vere, che sono poi la crisi economica, la disoccupazione, la sofferenza delle persone, e l’ondata di rabbia che si solleva e rischia di travolgere tutto, anche la democrazia”.