Delia Murer

(26 gennaio 2017)

di Delia Murer

Il prossimo 31 gennaio, il Consiglio regionale del Veneto sarà chiamato a decidere sulla “meritevolezza” del quesito referendario per la separazione tra Venezia e Mestre. L’argomento è iscritto all’ordine del giorno dell’assemblea. Con il voto sul quesito, si chiede alla giunta regionale di indire la consultazione. Un obbligo previsto dalla legge. L’esito della votazione appare scontato: si andrà al referendum, a quanto pare. Si torna, quindi, a parlare di dividere Venezia in due città, con Mestre, se non – con altre proposte - addirittura in tre, con Marghera. E’ un dibattito che periodicamente si riaccende sull’onda di spinte territoriali, di malintesi sensi dell’identità, di progetti di rafforzamento che, però, rischiano di indebolire il territorio. Dividersi, infatti, rende tutti meno forti. La questione ha rilevanza sia dal punto di vista giuridico sia da quello politico. Sul piano legale, la procedura risente chiaramente della recente attuazione della legge istitutiva della Città metropolitana, per cui una eventuale deliberazione di ripartizione del comune capoluogo in più comuni, non solo deve essere deliberata con procedimento rafforzato dal Consiglio comunale ma deve essere sottoposta a referendum tra tutti i cittadini della città metropolitana. Una procedura che vincola di fatto la vecchia normativa regionale, per la quale era sufficiente acquisire i pareri, e che rende non più sufficiente una legge del Consiglio veneto ma necessita di un iter più complesso. Sul punto rischia di aprirsi un conflitto di competenze non facile da dirimere.

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(19 gennaio 2017)

Interrogazione al Ministro della Salute sul rischio chiusura del Punto nascite dell’Ospedale civile di Venezia. L’ha presentata la deputata del Pd, Delia Murer, con i parlamentari veneziani Mognato e Zoggia. “Il Punto nascite – si legge nell’interrogazione- sarebbe a rischio chiusura perché collocato in classe 2, la fascia caratterizzata da un numero di parti inferiore ai 500 l'anno e da “condizioni oro geografiche difficili”. La chiusura sarebbe un evento traumatico e grave, una follia vista la specificità della città, e le difficoltà di collegamento, soprattutto con condizioni climatiche avverse, con altri presidi”. “La situazione di Venezia – commenta l’on. Murer – ha tutte le caratteristiche per ottenere una deroga, istituto previsto dal decreto dell’11 novembre del 2015. Per questo chiediamo al Ministro di convocare un tavolo e di attivarsi per impedire la chiusura di questo importante presidio sanitario”. Ecco il testo integrale dell’interrogazione. 

Leggi tutto: No alla chiusura del Punto nascite di Venezia

(12 gennaio 2017)

“Rimpatrio per chi commette crimini, con misure che ne garantiscano la certezza. Riorganizzare tutto il sistema dell’accoglienza”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, a commento della questione migranti. “E’ necessario differenziare i richiedenti asilo – aggiunge la parlamentare – che arrivano per una grande vicenda umanitaria e vanno sostenuti da chi è sul nostro territorio e commette crimini. Per questi ultimi, il rimpatrio sia determinato con celerità e certezza. Buona l’iniziativa del Ministri Minniti di apertura di un canale di dialogo con la Libia, per organizzare sul posto il tema, e limitare sbarchi. Sul territorio, poi, alla questione Cie bisogna fare grandissima attenzione. Mi sembra utile e condivisibile la presa di posizione del prefetto Morcone sia su Conetta sia sulla paventata e per fortuna inesistente ipotesi di un nuovo Cie a Campalto”.  “Priorità smontare Conetta – ha detto nei giorni scorsi, Mario Morcone, capo del dipartimento Immigrazione del ministero degli Interni - L'ipotesi di un hub a Campalto non esiste - dichiara Morcone - non ci risulta alcun progetto di questo genere. Di certo una soluzione si dovrà trovare.” L’idea del Governo è di collocare un Cie in ogni regione e costruire un sistema di accoglienza diffusa: piccoli nuclei distribuiti sui territori”. L’appuntamento è per il prossimo 19 gennaio, quando è attesa una Conferenza Stato-Regioni per strutturare un piano.

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