Delia Murer

(5 settembre 2017)

“I drammatici fatti di Rimini, con stupri e violenze, devono far riaccendere i riflettori sulla violenza di genere, sui ritardi che si stanno accumulando, sulle politiche che tardano a decollare, sulle azioni che stiamo chiedendo da anni e che non si vedono”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Articolo Uno Movimento democratico e progressista, vice capogruppo alla Camera. “Terribili i tentativi di strumentalizzare la vicenda rispetto alla questione migranti – aggiunge la parlamentare -; è evidente che non c'è alcun collegamento. Una violenza brutale ai danni delle donne è sempre tale, chiunque sia a commetterla. E' l'atto in sé ad essere terribile e a chiederci iniziative. Spostare l'attenzione sulla nazionalità di chi lo compie significa non voler vedere il vero problema, che è invece una emergenza nazionale, che riguarda il femminicidio, lo stalking, le molestie, gli stupri e una catena ormai interminabile di violenze a cui si devono dare risposte mirate. C'è da fare, ad esempio, un grande lavoro educativo, parallelamente a quello di repressione e tutela delle vittime. C'è una grande questione culturale da affrontare, tanto più quando, come in questi casi, riguarda minorenni”.

“I ragazzi arrestati a Rimini sono in buona parte – continua la parlamentare – cresciuti e scolarizzati in Italia e quando dei minori commettono atti di tale brutalità e ferocia, bisogna non solo auspicare pene severe e certe, ma interrogarsi sul fallimento delle politiche culturali ed educative, che è sotto gli occhi di tutti, e che è trasversale e diffuso. La violenza, soprattutto quella di genere, è il prodotto di una visione del mondo, di un modo di comportarsi, di un pensiero su cui tutti dobbiamo interrogarci. Il gesto violento, con l'abuso di alcol, si manifesta in un attimo ma si costruisce nel tempo. Dov'eravamo tutti – famiglia, scuola, società civile – mentre quei minori coltivavano il germe di tanta brutalità? E' da queste domande che dobbiamo ripartire se vogliamo che fatti come questi non accadano più”.