Delia Murer

(3 agosto 2017)

Discussione, con parere favorevole in vista, nelle commissione della Camera dei deputati sullo schema di decreto legislativo con la misura nazionale di contrasto della povertà, presentato dal Governo nell’ambito della legge delega approvata nei mesi scorsi. Al lavoro la XI e la XII commissione, ciascuna per le loro parti di competenza. “Parliamo di un provvedimento molto atteso – commenta la deputata Murer, di Mdp, vicecapogruppo alla Camera e componente della XII commissione -; l’obiettivo è creare una misura di protezione e di sostegno per le persone che vivono in condizioni di povertà. L’Istat ha diffuso proprio la scorsa settimana nuovi dati in merito: nel 2016 si stima che 1 milione e 619.000 famiglie, pari a circa il 6,3 per cento, siano in condizione di povertà assoluta. Significa un totale di 4 milioni e 742 italiani; cioè circa l’8 per cento della popolazione intera. In questo contesto, introdurre una misura unica nazionale per il contrasto alla povertà, con il riordino delle altre prestazioni dello stesso tenore, appare una necessità”. Il decreto legislativo punta a creare il cosiddetto Reddito di inclusione (ReI), dentro i principi e i criteri di delega elencati dalla legge 33 del 2017. Il Rel appare come una misura nazionale di contrasto alla povertà, condizionata alla prova dei mezzi con una vocazione universale, ma dentro i limiti delle risorse disponibili nel Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale. Un beneficio economico, quindi, ma dentro un progetto personalizzato, con impegni vari finalizzati al raggiungimento di obiettivi che puntino all'autonomia e all’uscita dalla condizione di povertà.

Leggi tutto: Reddito di inclusione, primo passo

(28 luglio 2017)

“Andare avanti nel percorso costituente di un nuovo centrosinistra, ma avendo chiari i temi e la visione culturale entro cui muoversi”.  Lo auspica Delia Murer, deputata di Articolo 1 – MDP, vicecapogruppo alla Camera, in merito alle polemiche degli ultimi giorni con l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. “Credo che alcune tensioni siano state enfatizzate un po’ ad arte – continua la deputata -, il lavoro comune, infatti, prosegue, con la convinzione di tutti che solo insieme, come ci siamo detti lo scorso primo luglio, a Roma, possiamo avere la forza di imporre la nostra agenda politica. Quello che conta è stare sui temi. Lavoro, sviluppo, giustizia sociale: sono queste le colonne del nostro progetto. Mettersi insieme significa andare nella direzione di un preciso disegno strategico. La discontinuità con le politiche di questi ultimi anni è una necessità che ci viene segnalata innanzitutto dal nostro popolo, che si è allontanato, che è rimasto deluso, che ci chiede di rimettere in moto un lavoro intenso sulla rappresentanza dei bisogni popolari. Non coltiviamo sentimenti personalistici ma una visione culturale di progresso che ha idee precise, nette, distinte da quanto ha fatto il Pd in questi anni. Non è la testa rivolta all’indietro ma il bisogno di una discontinuità che ci faccia andare avanti su basi diverse”.

 

(20 luglio 2017)

Un campo largo di centrosinistra che si contrapponga al centrodestra. E’ questo l’obiettivo del lavoro che sta facendo l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che da alcuni giorni a Roma incontra vari esponenti della sinistra al fine di sondare lo spazio per un cammino comune.  Lungo e articolato il vertice con Roberto Speranza, durante il quale si è “condivisa la necessità di accelerare il percorso unitario avviatosi a Roma in Piazza Santi Apostoli per la costruzione di una nuova forza politica progressista”.  “E’ in corso un tentativo di ricostruire un campo che è stato smantellato – commenta Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Articolo Uno Movimento democratico e progressista -. Vogliamo dare voce a chi, in questi anni, si è allontanato dal Pd per l’incapacità di questo partito di parlare alla gente di sinistra, di declinare i temi stessi della sinistra, come lavoro, giustizia ed equità, nella maniera giusta. Si tratta di ricostruire un linguaggio e una modalità, un modo di fare comunità”. 

Nei prossimi giorni con Pisapia si lavorerà alla Carta del Primo Luglio che indicherà i punti fondamentali dell’agenda programmatica per il Paese. Per guidare il percorso verrà  istituito un coordinamento provvisorio. “Sarà plurale e aperto – si legge in una nota di Mdp - e avrà anche il compito di favorire la massima partecipazione dal basso nel percorso costitutivo”. Oltre al coordinamento che verrà formato la prossima settimana è previsto un comitato di garanti. Personalità esterne alla politica che avranno il compito di scrivere le regole del nuovo movimento.

 

(28 luglio 2017)

Via libera definitivo della Camera dei deputati al disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto Vaccini. Dopo il voto al Senato, la norma è definitiva. Per arrivare rapidamente all’approvazione il Governo ha posto la questione di Fiducia, chiudendo così lo spazio per emendamenti e correttivi. In Aula è stato possibile presentare solo ordini del giorno per impegnare il Governo ad assumere decisioni successive. Uno spazio troppo stretto per introdurre veri correttivi. “Restiamo convinti – dice la deputata Delia Murer, vicecapogruppo Mdp alla Camera – che i vaccini siano indispensabili, che le coperture vadano garantite e l’immunità di gregge perseguita con decisione. Ma avremmo preferito, all’obbligo, una campagna capillare, seria, di informazione. Meglio scegliere consapevolmente che essere obbligati. Positivi, in ogni caso, i correttivi introdotto dal passaggio parlamentare, che rendono la normativa più aderente alle necessità del Paese. Il punto focale deve restare l’informazione. Bisogna costruire una consapevolezza ampia in modo da rendere addirittura inutile l’obbligo. Ai cittadini vanno offerti gli strumenti per capire e scegliere direttamente”.

 

(6 luglio 2017)

“Sulla questione migranti l’Europa ha una occasione unica: dimostrare che serve a qualcosa”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Articolo Uno Movimento democratico progressista. “Con l’estate – continua la parlamentare -, grazie alle condizioni climatiche migliori, le traversate si rimettono in moto e gli sbarchi si moltiplicano. I migranti arrivano sulle coste italiane per raggiungere l’Europa e l’Occidente, per scappare a un destino di morte e di fame. Aiutarli e gestire la situazione non può essere solo un compito dell’Italia. E’ una grande questione sovranazionale. Scaricare la responsabilità solo sul nostro Paese è un gesto intollerabile. Francia e Spagna devono sentire la necessità di fare la propria parte.  Le dichiarazioni dell’Austria sono incomprensibili: non solo perché da quel valico non ci sono mai stati grandi passaggi. Ma soprattutto perché i migranti arrivano da noi per arrivare in Europa e la gestione della vicenda non può essere solo italiana. Tutti i paesi Ue devono essere protagonisti del processo di gestione, delle pratiche di accoglienza o di rimpatrio, delle scelte, della loro applicazione. L’Italia è la costa meridionale del Mediterraneo, lasciarla sola significa rinunciare a una strategia di soluzione strutturale, che dovrà tenere dentro accoglienza e politiche sui territori africani, solidarietà e diplomazia internazionale, equilibrio e fermezza. Se Francia, Spagna, Austria e istituzioni dell’Unione pensano di affrontare una delle più grandi questioni dei nostri tempi dicendo che non è affare loro, dimostrano di non aver capito la portata del fenomeno e di non sapersi muovere in una ottica di integrazione continentale”.