Delia Murer

(28 settembre 2017)

Andrà al voto dell’Aula di Montecitorio tra due settimane la nuova proposta di legge elettorale denominata Rosatellum, attualmente in discussione nelle commissioni della Camera. Si tratta di un sistema misto con grossi collegi maggioritari uninominali e una buona parte dei seggi assegnati col sistema proporzionale e liste bloccate. Si rispolverano così in parte le coalizioni e si possono uniformare i sistemi di Camera e Senato, come chiesto più volte dal presidente della Repubblica. Non mancano, però, dubbi e perplessità tra le forze politiche. “E’ una proposta sbagliata, pasticciata – dice la vicecapogruppo di Mdp alla Camera, Delia Murer -, nata da un accordo tra Renzi e Berlusconi, che cerca di massimizzare i risultati per i loro partiti ma non garantisce governabilità, visto che non dà luogo a maggioranze certe, e rappresentatività, visto che ci porterebbe di nuovo a un Parlamento di nominati. Le proposte serie non possono che essere due: un ritorno al Mattarellum oppure un proporzionale senza pasticci sul sistema elettorale tedesco. Lo diciamo da tempo e lo ribadiamo. Tutto il resto determina solo pasticci, come quelli peraltro che si sono fatti finora e che ci hanno portato fin qui, a questa situazione di stallo, a pochi mesi dal voto, con leggi in parte cancellate dalla Corte costituzionale, e le proposte nuove impallinate dai franchi tiratori, presentate e poi ritirate, e poi di nuovo presentate, senza una linea precisa né le idee chiare”.

 

(21 settembre 2017)

"Noi vogliamo connettere le diversità per la costruzione di una proposta politica limpidamente di centrosinistra. C'è chi invece sembra più interessato a dividere, a spaccare la mela in due e poi ancora in spicchi sempre più piccoli.  Appare evidente la continua frammentazione tra chi si propone di perdere e chi si candida a perdersi. La sinistra minoritaria sceglie di adagiarsi sulla sconfitta, mentre l'attuale Pd sembra accettare di perdersi". Lo ha scritto Giuliano Pisapia, nei giorni scorsi, in due lettere distinte inviate ai quotidiani Corriere della Sera e Repubblica. “Due documenti politici molto interessanti – commenta la deputata Delia Murer – che mi sembra delineino con grande chiarezza la necessità politica del nuovo campo della sinistra. Rimettere insieme le persone che non si arrendono alla rissa, al declino e alla narrazione senza fatti, dice Pisapia. Mi pare che si parli, finalmente, del bisogno di un nuovo linguaggio, di una maniera tutta nuova di fare politica. Pisapia la chiama rivoluzione gentile, credibile, che provi a spingere idee e passioni. E’ esattamente quel tempo della costruzione che invochiamo e che, però, si può aprire solo se si determinano condizioni chiare di agibilità politica”. 

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(14 settembre 2017)

“Ci sono tutte le possibilità per organizzare un campo largo della sinistra di governo che si ponga come obiettivo soprattutto la rappresentanza dei bisogni delle classi più deboli”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Articolo Uno Mdp, a commento dell’incontro a Roma con Giuliano Pisapia. “Nasce un coordinamento – dice ancora la deputata Murer – per andare verso un soggetto unitario. Basta divisioni a sinistra, sì invece al recupero dei nostri valori comuni, del progetto progressista per il Paese che invece, negli ultimi anni, è stato sacrificato per uno spostamento a destra. Basti vedere quello che succede in queste ore sullo Ius soli al Senato. Rinunciare ad uno strumento di giustizia sociale, di integrazione, di dignità per migliaia di ragazzi che sono già italiani e che chiedono solo di essere riconosciuti, non è una sconfitta sul terreno dei nostri valori? Lo stesso succederà sulla legge di Stabilità. Difendiamo i nostri temi, le nostre idee: cerchiamo l’unità sul terreno dell’identità. Con Pisapia il campo della sinistra ha un interlocutore serio, affidabile, e ci sono le premesse per costruire una battaglia vincente”.

 

(21 settembre  2017)

Prosegue nelle Commissioni congiunte Affari sociali e Giustizia la discussione sulle proposte di legge in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati, avviata alla fine di luglio. Nella seduta di martedì scorso sono arrivati i pareri dei relatori alle tante proposte emendative, giunte sul testo base della relatrice Miotto, dopo che era stato messo da parte il testo iniziale, sommerso a luglio da oltre 1700 emendamenti.  Gran parte dei correttivi ultimi ha ricevuto comunque parere contrario dalla stessa relatrice di maggioranza per la XII commissione. Tra questi, anche quelli depositati da Articolo Uno Mdp. Si profila un provvedimento normativo che circoscrive, in maniera piuttosto netta, la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati allo scopo medico e terapeutico, peraltro dentro confini molto rigorosi. “Nulla a che vedere con il discorso sulla legalizzazione delle droghe leggere – sottolinea la vicecapogruppo alla Camera di Mdp, Delia Murer -, che era iniziato con le proposte portate in parlamento.  Non siamo nel solco dell’antiproibizionismo, che pure aveva mobilitato molti ambienti politici e associativi. Siamo di fronte a un testo che parla solo al mondo sanitario e che fa lievi aperture all’uso terapeutico. Probabilmente, anche per questo, il testo non andrà molto lontano. Sarà l’ennesima occasione perduta di questa legislatura”.  

 

(5 settembre 2017)

“La migrazione dai paesi in guerra e poveri verso l'occidente è una grande questione globale. Non può certamente affrontarla l'Italia da sola. Ma nemmeno si può gestire con una politica di chiusura e di propaganda. Ci vogliono responsabilità, visione, cooperazione e solidarietà. La parola chiave resta quella dell'integrazione, dentro ovvi limiti di sostenibilità”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Articolo Uno Mdp. “Le scene a cui abbiamo assistiti nelle settimane scorse – continua la parlamentare – riguardo allo sgombero di Roma sono tutto quello di cui non abbiamo bisogno. I profughi e i richiedenti asilo sono in Italia con un titolo e vanno tutelati. Ma l'accoglienza va fatta con giudizio e capacità di gestione. Togliere le persone da un immobile e lasciarle per strada, e poi sgomberarle anche dalla strada, disperdendole nelle vie della città, a quale strategia risponde? Ci vogliono soluzioni alternative e capacità di gestione, anche dell'impatto sociale di vicende così complesse”.

“Nessuno nega che gli sbarchi in Italia, per esempio – dice ancora la deputata – gestiti in chiave emergenziale, così come si erano visti nei mesi scorsi, non erano sostenibili. Ma la risposta è alzare muri, mettere barriere, chiudere gli occhi rispetto alle gravi violazioni dei diritti umani in Libia? La mano forte ha la prospettiva debole. Dobbiamo uscire dalla propaganda e ritrovare un equilibrio nella costruzione delle politiche, in modo da coniugare solidarietà possibile, integrazioni, politiche europee e cooperazione vera. Anche per questo è auspicabile che il Senato voti presto la nuova legge sulla cittadinanza. Diritti e doveri per chi è in regola garantiscono tutti. Oltre c'è solo marginalità e maggiore insicurezza complessiva”.