Delia Murer

(10 novembre 2016)

“Dal voto americano arriva un segnale anche a noi e all’Europa. Dovremmo renderci capaci di coglierlo e interpretarlo”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, all’indomani della clamorosa vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali negli Usa. “Quel voto – continua la parlamentare – andrà analizzato con attenzione. C’è ovviamente tutta la complessità della società americana, ci sono elementi tutti locali che andranno letti alla luce della situazione sociale e politica. Ogni Paese ha la sua storia e il suo assetto, e le esperienze non sono sovrapponibili. Ma si può leggere qualche tratto comune per tutto l’Occidente. C’è una chiara sofferenza del ceto medio e dei ceti popolari. La crisi schiaccia le speranze, fa crescere le paure, aumenta il conflitto. Viene colpito chi prova a governare i fenomeni, come lo stesso Obama, che pure è stato portatore di un progetto di innovazione. I democratici americani perdono otto milioni di voti negli ultimi otto anni, e perdono Stati cruciali come quelli operai. E’ chiaro che la crisi e la protesta contro il sistema hanno orientato pesantemente la scelta su Trump. Quel voto deve dire qualcosa anche a noi e all’Europa. Bisogna trovare una risposta alla sofferenza delle persone, bisogna organizzare la società su basi nuove di fronte alla sfida della globalizzazione, della migrazione, della rivoluzione tecnologica. Invece di inseguire i vincoli di bilancio, l’austerity, il rigore finanziario, l’Europa deve tornare ad essere il luogo dei popoli, che si prende cura delle persone. Dico Europa perché credo sia quello lo spazio cruciale della nuova politica. Bene fa il governo italiano a insistere – e mi auguro che continui – per chiedere in sede europea un cambio di passo sui temi dello sviluppo, del lavoro e della crescita. Non solo eccezioni per migranti e messa in sicurezza del Paese contro il sisma. Ma nuova direzione per l’economia e il lavoro. Altrimenti l’onda della rabbia travolgerà anche il nostro continente”.

 

(2 novembre 2016)

"Le drammatiche vicende relative all'ondata sismica di questi giorni riaprono il capitolo della messa in sicurezza del Paese, tema che va affrontato con unità di intenti e con un progetto serio". Lo dichiara Delia Murer, deputata del Pd, a margine del dibattito aperto sulla condizione dei territori colpiti dal sisma. "E' auspicabile - continua la parlamentare - che su questa vicenda si realizzi un vero impegno unitario di tutte le forze politiche. Per i tantissimi sfollati va costruito un piano di emergenza, che tenga conto del bisogno delle comunità di non sradicarsi ma anche di affrontare in situazione di conforto, l'attesa del recupero delle abitazioni. Su tutto, però, c'è il grande tema della tutela dei territori. Abbiamo patrimoni abitativi, anche di rilevanza culturale notevole, che vanno messi in sicurezza. Non è azione di poco conto, né sul piano finanziario né su quello del tempo. Proprio per questo, il lavoro va condotto dentro una strategia complessiva. Su questo punto, più che su tutti gli altri, va richiamata l'Europa ad un ruolo di responsabilità e giudizio. I vincoli di bilancio, mai come su questo terreno, non possono essere il laccio burocratico che troppo spesso frena e blocca le azioni. Di fronte alla messa in sicurezza di un Paese, l'Europa deve capire e collaborare. Bene, quindi, l'azione decisa del Governo in quella sede. Mi auguro che continui con determinazione e che, al tempo stesso, si definiscano nettamente i contorni di un'azione reale, non di parole ma di fatti, con un programma vero, che parta dall'ascolto delle comunità e finisca con la collocazione di risorse economiche adeguate, e che faccia fare al nostro Paese un salto di qualità nella prevenzione dei rischi. Se, infatti, terremoti e calamità non si possono prevedere né sempre evitare, si possono invece contenerne le conseguenze, limitarne i rischi, quasi cancellarne del tutto i danni a cose e persone".

 

(20 ottobre 2016)

Rischio esclusione sociale per le nuove generazioni. Si ribalta il modello italiano della povertà: non più gli anziani, quelli a rischio indigenza, ma i giovani. Lo dice il Rapporto Caritas sulla povertà del 2016, presentato nei giorni scorsi. “La crisi del lavoro – commenta la deputata Pd Delia Murer – ha rovesciato il peso soprattutto su giovani e giovanissimi, che non riescono a inserirsi, restano a carico delle famiglie a lungo, e determinano un impoverimento generale della società, soprattutto nelle sue prospettive. Urgono politiche mirate a questa vera e propria emergenza sociale, che rischia di minare alle fondamenta il futuro del nostro Paese”. Dal rapporto Caritas arrivano anche altre chiavi di lettura della realtà. Per esempio, non solo l’inversione del paradigma vecchio/giovane, rispetto alla povertà, ma anche di quello straniero/italiano. In particolare al Sud, a rivolgersi ai Centri di ascolto della Caritas, sono i nostri connazionali.

Leggi tutto: Allarme Caritas, sono i giovani i nuovi poveri

(2 novembre 2016)

"Voglio ricordare la figura straordinaria di Tina Anselmi con una delle sue frasi più ricorrenti: 'le conquiste non sono mai definitive'. Un motto che dice tanto della sua forza, del suo coraggio, della ostinazione con cui combatteva la sua battaglia per i diritti, per la libertà, per la dignità". Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, a commento della scomparsa della partigiana e della prima Ministra della repubblica donna, Tina Anselmi. "Non spendo ulteriori parole per esaltarne la grandezza - continua la deputata Murer -. La storia personale di Tina Anselmi è sotto gli occhi di tutti e mi sembra che l'unanime riconoscimento di queste ore dica più di qualunque cosa. Parliamo di una figura davvero di straordinario spessore: un impegno mai domo sul lavoro, sulla salute, sulla libertà, sulla democrazia, dalla prima legge sul lavoro delle donne al Sistema sanitario nazionale, dalla salute mentale intesa come presa in carico e come cura ai temi della parità, fino alla commissione di inchiesta sulla P2. Una storia lunga di rigore e, al tempo stesso, di umiltà, di sobrietà e di capacità di ascolto. Dalla staffetta partigiana, all'età di 17 anni, ai vertici della Repubblica, sempre con lo stesso stile e con la stessa coerenza. Più di un simbolo, una radice".

 

(13 ottobre 2016)

"Due mesi a parlare di referendum con il Paese bloccato in una dura crisi economica e occupazionale. Non mi sembra una buona idea. Le riforme sono importanti ma gli italiani hanno anche altre priorità, su cui dovremmo concentrare maggiore attenzione". Lo chiede Delia Murer, deputata Pd, all'indomani del dibattito nella direzione del Partito democratico sul voto del prossimo 4 dicembre e sulla legge elettorale. "Quest'ultimo punto - continua la parlamentare - è chiaramente decisivo. Il governo ha approvato l'Italicum solo grazie alla Fiducia, con una enorme forzatura. Ora si parla di cambiare la legge elettorale. Va bene la commissione del Pd e vanno bene tutti i tentativi, anche se le perplessità sono più che legittime. Ci vuole una proposta seria del Partito democratico e un'assunzione di responsabilità netta del Governo, che ha creato il problema Italicum e, con la stessa decisione, deve risolverlo prima del voto. La legge elettorale non è un alibi, come detto in direzione, ma una grande questione di merito rispetto ai temi della democrazia e della rappresentanza. Se si vuole porre rimedio, lo si faccia con iniziativa forte e chiara. Altrimenti, sono solo stratagemmi che ci allontanano anche da quello che dovrebbe essere la nostra principale preoccupazione, cioè dare risposte alla sofferenza degli italiani, costruire prospettive per uscire dalla crisi, per rilanciare sviluppo, crescita e lavoro".