Delia Murer

(26 gennaio 2017)

Rischia una battuta di arresto il cammino della nuova legge sul Biotestamento. In commissione Affari sociali, la discussione sugli emendamenti rischia di fare slittare il voto finale e quindi l’approdo in Aula, previsto per il 30 gennaio. “Ideologizzare la discussione – commenta Delia Murer, deputata Pd, componente della Commissione e prima firmataria di una delle proposte di legge – è un grave errore. Molti emendamenti presentati hanno un impianto ideologico, fuori dalla realtà. Caricano il testo di legge di un significato che non ha, portano la discussione su questioni che non sono attinenti, e hanno come obiettivo non un miglioramento del testo ma il suo affossamento. Non si vuole una legge sulla Dichiarazione anticipata di trattamento e si tentano vie ideologiche per stroncarla, arrivando addirittura a calpestare principi costituzionali come quelli previsti dagli articoli 13 e 32 della Carta fondamentale. E’ un grave errore e spero si riesca a recuperare un ragionamento sul merito delle questioni, sulle vicende specifiche che attengono le proposte in campo”.

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(21 dicembre 2016)

Presentata al Parlamento la Relazione del Ministero della Salute sull’attuazione della legge 194, che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza e la tutela sociale della maternità. All’interno del documento, i dati relativi agli anni 2014 e 2015. “Quest’anno – si legge nella premessa alla relazione -  visto che già molte regioni a giugno 2016 disponevano dei dati definitivi del 2015 e che questi, insieme ai dati preliminari delle altre regioni, indicavano un notevole calo del fenomeno, si è deciso di prorogare di due mesi la raccolta dati per cercare di ottenere da tutte le regioni i dati definitivi delle IVG effettuate non solo nel 2014, ma anche nel 2015”. Proprio nel 2015, il numero di Interruzioni volontarie di gravidanza è stato inferiore a 90.000. Realizzata una diminuzione del 9.3 % rispetto al dato del 2014, che era invece pari a 96˙578 ( a sua volta segnava un – 6 % rispetto al 2013). Negli ultimi trent’anni le Interruzioni volontarie di gravidanza sono più che dimezzate. “La contrazione delle Ivg – commenta la deputata Pd Delia Murer – è certamente una buona notizia. Un risultato dovuto anche, in larga parte, alla cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo, venduta in farmacia senza ricetta, che rappresenta un importante tassello nelle politiche di prevenzione”.  A dimostrazione dell’effetto di questo strumento, la relazione evidenzia che “diminuzioni percentuali particolarmente elevate si osservano in Abruzzo, Molise, Calabria e Piemonte e in generale nel secondo semestre del 2015. Quest’ultimo aspetto, che merita sicuramente delle maggiori riflessioni e approfondimenti, potrebbe essere almeno in parte collegato alla determina AIFA del 21 aprile 2015  che elimina, per le maggiorenni, l’obbligo di prescrizione medica dell’Ulipristal acetato (ellaOne), contraccettivo d’emergenza meglio noto come “pillola dei 5 giorni dopo”.

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(16 dicembre 2016)

“E’ una fase difficile per tutti, a prescindere dalle posizioni avute nelle settimane scorse sul referendum. Una fase che ci chiama all’analisi e alla responsabilità”. Lo dichiara Delia Murer, deputata del Pd, dopo l’avvio del dibattito nella direzione nazionale del partito e in prossimità dell’Assemblea nazionale di domenica. “L’esito del referendum – commenta la deputata veneziana – ci ha consegnato una lettura dell’Italia di oggi. E’ stata fermata una riforma della Costituzione che molti non condividevano, nello spirito e nel merito, ma è stato anche dato un voto forte di protesta e disagio, a cui dobbiamo prestare ascolto. Mi auguro che sia questo il tema di discussione delle prossime settimane, e non una sterile, ennesima, battaglia personalistica e leaderistica. C’è tanta rabbia tra la gente. Il disagio, la paura, la sofferenza sociale devono essere innanzitutto ascoltati. Non possiamo raccontare una Italia che non c’è. Rischiamo di far crescere quel sentimento di solitudine nel quale, poi, si annida la disaffezione alla politica e alle istituzioni. Dobbiamo recuperare un dialogo con la gente che soffre, dare voce a quel dolore, e costruire – pur nelle enormi difficoltà di questa fase economica globale – delle proposte, che non alimentino illusioni, ma diano almeno un senso di lavoro comune”.

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(21 dicembre 2016)

“Bene il riconoscimento della sconfitta e della distanza con la vita vera delle persone. Ma adesso bisogna ancora tornare a parlare con quella gente, e fare un’analisi sulle ragioni del distacco e su come rimediare”. Lo dichiara Delia Murer a commento dei lavori dell’Assemblea nazionale del Pd, che per un verso hanno allontanato il congresso, portandolo alla sua scadenza naturale di fine 2017, per un altro verso sembrano aver aperto una stagione di riflessione interna al partito, cominciando proprio dalla vittoria dei No all’ultimo referendum. “Ho sentito da parte del segretario Renzi – continua la parlamentare – una doverosa e giusta ammissione. Necessaria l’autocritica. Però mi sembra ancora mancare l’analisi. Lo scontento è forte, diffuso, e non nasce certo per errori di comunicazione ma per errori nelle politiche. E proprio dalla politica si deve ripartire: ricollegare i fili della presenza territoriale, ascoltare le persone, stare nei disagi e nei luoghi della sofferenza sociale, elaborare risposte con un linguaggio tutto nuovo, che tenga fuori arroganza e attacchi personali, e punti sulla costruzione di una vera comunità che confronta anche idee differenti poggiando su radici comuni. Se non si realizza questo cambiamento, sarà inutile qualunque professata autocritica. Bene, a questo proposito, l’apertura sul Mattarellum, che il pregio di garantire governabilità e rappresentanza, ricordando che nel dibattito sulla legge elettorale bisogna tener conto del diritto dei cittadini a scegliersi i parlamentari, a contare, a decidere”.

 

(16 dicembre 2016)

“Quali sono state le principali motivazioni che hanno spinto gli elettori alle urne? E perché hanno deciso di promuovere o bocciare il progetto di revisione costituzionale? Quali sono stati gli strati sociali maggiormente favorevoli (o contrari) alla riforma?” Sono le domande che si è posto l’Istituto Cattaneo, che  ha analizzato il voto referendario del 4 dicembre dando importanti chiavi di lettura rispetto a motivazioni e provenienza. “Uno studio – commenta l’on. Delia Murer – che ci ha consentito di indagare a fondo le ragioni del voto, e che dice molto soprattutto a noi del Pd. Emerge con chiarezza che ‘i settori dove il disagio sociale è maggiore hanno avuto un comportamento più critico nei confronti del governo e della sua riforma’. Una correlazione, quindi, forte, tra le periferie ‘sociali’, oltre che territoriali, e il No.  Il Pd sembra aveva perso contatto con gli strati sociali più deboli, con quelle fasce di popolazione a cui la sinistra dovrebbe saper guardare e che, invece, sembra aver smesso di ascoltare e leggere. Forse anche per questo, lo studio rappresenta una base di discussione che tutti dovremmo conoscere a fondo ora che ci apprestiamo a riunire gli organismo dirigenti”.

Cliccando qui si possono trovare studi e relazioni dell’Istituto Cattaneo sul voto referendario.