Delia Murer

(2 febbraio 2017)

Si inasprisce il clima politico, all’indomani della sentenza della Corte costituzionale sull’Italicum con un’accelerazione verso le elezioni anticipate. Il dibattito sulla nuova legge elettorale si intreccia al destino della legislatura e alle lotte politiche interne ai partiti. “Il rischio – commenta Delia Murer, deputata del Pd – è che si perdano di vista i problemi dell’Italia reale. Passiamo troppo tempo a discutere di noi stessi e troppo poco a ragionare sulle esigenze del Paese. Il terremoto, la messa in sicurezza dei territori, le risposte da dare a chi ha vissuto drammi familiari e tragedie personali. Poi, il dramma della disoccupazione, con quella giovanile al 40 %. Un Paese che soffre, una economia che rallenta, un welfare a cui si sta cercando di dare più risorse, alcuni temi etici sensibili come il biotestamento, dentro uno scenario internazionale difficile, con le spinte nazionalistiche, una deriva dell’odio. Queste sono le cose di cui dovremmo parlare, e sulla nostra capacità o meno di incidere realmente sui fatti dovremmo misurare l’opportunità o meno di proseguire questa legislatura, che in ogni caso è alle sue battute finali, che si voti a giugno oppure otto mesi dopo. Anche il tema della legge elettorale andrebbe affrontato con uno sguardo più lungo sul Paese. Che legge vogliamo? Una qualunque, purché si voti presto? O una legge che possa provare a garantire all’Italia governabilità e rappresentanza, maggioranze e parlamentari eletti dai cittadini e non nominati? Io penso – come ha opportunamente sottolineato Bersani – che si debbano fermare corse personalistiche. Un grande partito come il Pd deve aprire un cantiere di ragionamento collettivo sul progetto per l’Italia, sui connotati della democrazia in questo tempo di conflitti, sulle risposte economiche ai drammi sociali e anche su come si sta insieme in una comunità politica. Se non si fa questo, appare difficile anche chiamare politica, tutta questa fretta”.

 

(2 febbraio 2017)

“Paura, odio e intolleranza rischiano di dominare il mondo, trascinandolo in una perdita collettiva di speranza. Bisogna opporre a questa visione, un altro progetto, e il tema ci riguarda tutti”. Lo dichiara Delia Murer, a commento delle prime decisioni assunte negli Usa dal nuovo presidente Trump, e soprattutto del movimento di opinione che si è messo in moto per contrastare una deriva autoritaria. “Ho firmato la lettera aperta che sta circolando in Rete – commenta la parlamentare del Pd – e la propongo a tutti perché credo che contenga non solo valutazioni giuste ma anche l’approccio corretto ad una vicenda che non riguarda solo gli Usa. Il bando contro l’ingresso dei cittadini per la loro sola provenienza geografica, con una chiara discriminazione etnica e religiosa, è odioso. Fa a pezzi i trattati internazionali, distrugge decenni di consuetudini umanitarie, altera la cultura stessa dell’Occidente, che è dialogo, ascolto, integrazione. Trump parte da problemi reali (quello economico, quello sociale, quello della migrazione fuori dalle regole) e ne fa bandiera per una crociata culturale, che si alimenta della sottocultura della violenza, della discriminazione, dell’odio. A tutto questo va opposto un progetto alternativo, che pur disciplinando un fenomeno complesso come quello migratorio, non rinunci ai valori di tolleranza che hanno caratterizzato la nostra civiltà”.

Ecco la Lettera aperta del mondo a Trump e il link per aderire.

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(26 gennaio 2017)

Rischia una battuta di arresto il cammino della nuova legge sul Biotestamento. In commissione Affari sociali, la discussione sugli emendamenti rischia di fare slittare il voto finale e quindi l’approdo in Aula, previsto per il 30 gennaio. “Ideologizzare la discussione – commenta Delia Murer, deputata Pd, componente della Commissione e prima firmataria di una delle proposte di legge – è un grave errore. Molti emendamenti presentati hanno un impianto ideologico, fuori dalla realtà. Caricano il testo di legge di un significato che non ha, portano la discussione su questioni che non sono attinenti, e hanno come obiettivo non un miglioramento del testo ma il suo affossamento. Non si vuole una legge sulla Dichiarazione anticipata di trattamento e si tentano vie ideologiche per stroncarla, arrivando addirittura a calpestare principi costituzionali come quelli previsti dagli articoli 13 e 32 della Carta fondamentale. E’ un grave errore e spero si riesca a recuperare un ragionamento sul merito delle questioni, sulle vicende specifiche che attengono le proposte in campo”.

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(26 gennaio 2017)

“Si volle approvare l’Italicum a tutti i costi, arrivando alle dimissioni del capogruppo Speranza, e mettendo la Fiducia. Alcuni di noi decisero dolorosamente di non votarla, e oggi possiamo dire che avevamo visto giusto. Era una legge incostituzionale e imporla è stato il primo di una serie di errori”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, all’indomani della sentenza della Consulta che ha bocciato parti significativi della legge elettorale per la Camera. “La sentenza della Corte – dice ancora la deputata Murer – è immediatamente applicabile. Esiste, quindi, un sistema elettorale con cui andare al voto. Ma guardiamolo nel merito: è stato cancellato il ballottaggio ma restano i cento capilista bloccati. C’è la possibilità, per i capi dei partiti, di determinare direttamente l’elezione di una buona parte dei deputati. Non si sana quel vulnus di rappresentatività che abbiamo segnalato tante volte e non si restituisce, per gran parte, ai cittadini la scelta. E’ un errore. Va fatta una legge elettorale nuova, con iniziativa politica del Parlamento, che metta gli elettori al centro e tenga insieme governabilità e rappresentatività. Ma soprattutto, questa corsa al voto sembra non tenere conto dei problemi reali delle persone. La messa in sicurezza del Paese, l’economia reale, la mancanza di lavoro, la sofferenza della gente. E’ su questi temi che dovremmo correre, non sulle tattiche di palazzo e i progetti per il potere”.

 

(21 dicembre 2016)

Presentata al Parlamento la Relazione del Ministero della Salute sull’attuazione della legge 194, che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza e la tutela sociale della maternità. All’interno del documento, i dati relativi agli anni 2014 e 2015. “Quest’anno – si legge nella premessa alla relazione -  visto che già molte regioni a giugno 2016 disponevano dei dati definitivi del 2015 e che questi, insieme ai dati preliminari delle altre regioni, indicavano un notevole calo del fenomeno, si è deciso di prorogare di due mesi la raccolta dati per cercare di ottenere da tutte le regioni i dati definitivi delle IVG effettuate non solo nel 2014, ma anche nel 2015”. Proprio nel 2015, il numero di Interruzioni volontarie di gravidanza è stato inferiore a 90.000. Realizzata una diminuzione del 9.3 % rispetto al dato del 2014, che era invece pari a 96˙578 ( a sua volta segnava un – 6 % rispetto al 2013). Negli ultimi trent’anni le Interruzioni volontarie di gravidanza sono più che dimezzate. “La contrazione delle Ivg – commenta la deputata Pd Delia Murer – è certamente una buona notizia. Un risultato dovuto anche, in larga parte, alla cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo, venduta in farmacia senza ricetta, che rappresenta un importante tassello nelle politiche di prevenzione”.  A dimostrazione dell’effetto di questo strumento, la relazione evidenzia che “diminuzioni percentuali particolarmente elevate si osservano in Abruzzo, Molise, Calabria e Piemonte e in generale nel secondo semestre del 2015. Quest’ultimo aspetto, che merita sicuramente delle maggiori riflessioni e approfondimenti, potrebbe essere almeno in parte collegato alla determina AIFA del 21 aprile 2015  che elimina, per le maggiorenni, l’obbligo di prescrizione medica dell’Ulipristal acetato (ellaOne), contraccettivo d’emergenza meglio noto come “pillola dei 5 giorni dopo”.

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