Delia Murer

 (20 aprile 2017)

Più di sette milioni di persone in Italia vivono in condizioni di grave povertà. Lo certifica, ancora una volta, l'Istat nell'audizione tenuta alla Camera durante i lavori sul Documento di programmazione economica e finanziaria presentato dal Governo. "Numeri allarmanti - commenta la deputata Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Articolo Uno - Movimento democratico e progressista -, che ci consegnano il ritratto di un Paese in condizioni di gravi difficoltà, su cui la politica deve concentrare la massima attenzione". Riflettori puntati sulle prossime misure economiche del Governo. Poche le risorse collocate sui fondi per il sociale. "Serve almeno un miliardo in più rispetto allo scorso anno", hanno chiesto i capigruppo di Articolo 1 - Mdp di Camera e Senato, Laforgia e Guerra. "Parliamo di settori ampi del Paese - aggiunge l'on. Murer -: giovani coppie, anziani, spesso soli, disoccupati, cinquantenni che perdono il lavoro. Un'area vasta, diffusa, che sottrae diritti alle persone, che rinunciano a curarsi, rinunciano agli studi, e che non può essere affrontata con misure insufficienti né con una vecchia idea di assistenzialismo a pioggia. Bisogna costruire un lavoro serio sulla dignità e sull'inclusione. Per questo servono risorse e politiche mirate".

 

(13 aprile 2017)

L'aula della Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto legge n. 13 del 17 febbraio 2017 ("Disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale"): i voti favorevoli sono stati 240, i contrari 176, 12 gli astenuti. Prima, la Camera aveva approvato la questione di fiducia posta dal Governo sul decreto con 330 voti favorevoli, 161 contrari e un astenuto. “Abbiamo votato la Fiducia – commenta Delia Murer, deputata Articolo Uno  Mdp, vicecapogruppo alla Camera – per confermare il nostro vincolo di lealtà al governo. Ma sul provvedimento, nel merito, ci sono molti netti dissensi. Non abbiamo condiviso il taglio e l’ispirazione, la cultura di fondo del decreto, che limita i diritti e non affronta, come già nel decreto sicurezza, i temi della coesione sociale dal giusto punto di vista. Bisogna intervenire sulle cause reali del disagio: combattere le povertà, non i poveri. Anche sul fronte dell’immigrazione, a maggior ragione sui richiedenti asilo, il tema è accogliere, integrare, con dignità, non restringere l’area dei diritti o alzare nuovi muri. Vanno costruite politiche che favoriscano inclusione e partecipazione; in questo modo si garantisce anche sicurezza sociale duratura perché dove si riduce la marginalità, si riduce il pericolo per tutti. Chiediamo al governo un salto culturale, in questo senso”.

 

(23 marzo 2017)

“L’attentato di ieri a Londra e l’apertura a Roma delle celebrazioni per i 60 anni dalla firma dei primi trattati europei sono legati da un filo comune: riscrivere il senso dell’Europa per costruire una comunità più forte, contro il terrore, per l’integrazione”. Lo dichiara Delia Murer, deputata di Articolo 1 – Movimento democratici e progressisti. “I fatti di Westminster – commenta la parlamentare – sono come sempre impressionanti, seminano paura e sconcerto. Ma non devono modificare i tratti della nostra cultura, che è nel segno della pace e dell’integrazione. Rispondiamo alla paura con le politiche. Proprio l’Europa dovrà essere campo di nuove sfide, in questo senso. Lo ha ricordato il presidente Mattarella, nel suo bel discorso al parlamento in seduta comune. Bisogna rifare l’Europa, ritrovare lo spirito comunitario”.  "Oggi - ha detto il capo dello Stato - l'Europa appare quasi ripiegata su sé stessa. Spesso consapevole, nei suoi vertici, dei passi da compiere, eppure incerta nell'intraprendere la rotta. Come ieri, c'è bisogno di visioni lungimiranti, con la capacità di sperimentare percorsi ulteriori e coraggiosi. Capovolgendo l'espressione attribuita a Massimo d'Azeglio verrebbe da dire: "Fatti gli europei è ora necessario fare l'Europa". 

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(6 aprile 2017)

Via libera della Camera dei deputati al disegno di legge di conversione del decreto che abroga le norme sui voucher e sulla tutela del lavoro nei subappalti. Hanno votato a favore Pd, Alternativa Popolare, Centro Democratico, Mdp e altri. Hanno votato contro Fi, Lega, Fdi, e altri. Si è astenuto il Movimento cinque stelle. "L'abrogazione dei voucher e il ritorno alla responsabilità solidale negli appalti - commenta l'on. Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Articolo 1 - Movimento democratici e progressisti - è un risultato che ci soddisfa e che abbiamo chiesto con forza. Da mesi lavoriamo, nelle commissioni, soprattutto al superamento dei buoni lavoro, che hanno alimentato un ricorso ampio e indiscriminato a una forma intollerabile di sfruttamento. Bene la raccolta di firme della Cgil, per i quesiti refenderari, che ha svolto una funzione fondamentale per superare questo strumento. La battaglia per il lavoro, però, non può finire qui. Va aperta una discussione vera sulla dinamica sociale del Paese, sulla precarietà nel suo complesso, sul lavoro, sul futuro, sullo sviluppo, aprendo anche un tavolo coi sindacati su nuove modalità di regolazione del lavoro occasionale, che ha una sua necessità e non deve essere lasciato al sommerso e al lavoro in nero".

(23 marzo 2017)

Presentato ieri a Roma, il logo e la piattaforma ideale e programmatica di Articolo 1 – Movimento Democratici e Progressisti. Un tricolore per un simbolo semplice, tutto costruito sul richiamo in lettere al primo articolo della Carta costituzionale. La Repubblica, il lavoro, la democrazia, la sovranità popolare. “Sono le basi ideali da cui partiamo, nel solco della cultura della sinistra – commenta Delia Murer, deputata, vicecapogruppo alla Camera del nuovo movimento -. La volontà è quella di costruire un campo largo, inclusivo, che guardi al cambiamento del Paese nei valori della sinistra: uguaglianza, giustizia sociale, lavoro, welfare, integrazione sociale”. 

La mancanza del lavoro mette in crisi la democrazia, questo il filo conduttore di gran parte degli interventi, a partire dal ricordo fatto da Massimo D’Alema, di Alfredo Reichlin, fino all’intervento di Roberto Speranza.  Il lavoro come fattore di emancipazione. «Se abbiamo scelto democrazia e lavoro come i nostri fari - ha detto Speranza- è perché sono a rischio. Basta con l’arroganza e con l’uomo solo al comando.  Basta con le imitazioni della destra. Un popolo di centrosinistra c’è e ci chiede una casa».