Delia Murer

(5 settembre 2017)

“La migrazione dai paesi in guerra e poveri verso l'occidente è una grande questione globale. Non può certamente affrontarla l'Italia da sola. Ma nemmeno si può gestire con una politica di chiusura e di propaganda. Ci vogliono responsabilità, visione, cooperazione e solidarietà. La parola chiave resta quella dell'integrazione, dentro ovvi limiti di sostenibilità”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Articolo Uno Mdp. “Le scene a cui abbiamo assistiti nelle settimane scorse – continua la parlamentare – riguardo allo sgombero di Roma sono tutto quello di cui non abbiamo bisogno. I profughi e i richiedenti asilo sono in Italia con un titolo e vanno tutelati. Ma l'accoglienza va fatta con giudizio e capacità di gestione. Togliere le persone da un immobile e lasciarle per strada, e poi sgomberarle anche dalla strada, disperdendole nelle vie della città, a quale strategia risponde? Ci vogliono soluzioni alternative e capacità di gestione, anche dell'impatto sociale di vicende così complesse”.

“Nessuno nega che gli sbarchi in Italia, per esempio – dice ancora la deputata – gestiti in chiave emergenziale, così come si erano visti nei mesi scorsi, non erano sostenibili. Ma la risposta è alzare muri, mettere barriere, chiudere gli occhi rispetto alle gravi violazioni dei diritti umani in Libia? La mano forte ha la prospettiva debole. Dobbiamo uscire dalla propaganda e ritrovare un equilibrio nella costruzione delle politiche, in modo da coniugare solidarietà possibile, integrazioni, politiche europee e cooperazione vera. Anche per questo è auspicabile che il Senato voti presto la nuova legge sulla cittadinanza. Diritti e doveri per chi è in regola garantiscono tutti. Oltre c'è solo marginalità e maggiore insicurezza complessiva”.

(5 settembre 2017)

“I drammatici fatti di Rimini, con stupri e violenze, devono far riaccendere i riflettori sulla violenza di genere, sui ritardi che si stanno accumulando, sulle politiche che tardano a decollare, sulle azioni che stiamo chiedendo da anni e che non si vedono”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Articolo Uno Movimento democratico e progressista, vice capogruppo alla Camera. “Terribili i tentativi di strumentalizzare la vicenda rispetto alla questione migranti – aggiunge la parlamentare -; è evidente che non c'è alcun collegamento. Una violenza brutale ai danni delle donne è sempre tale, chiunque sia a commetterla. E' l'atto in sé ad essere terribile e a chiederci iniziative. Spostare l'attenzione sulla nazionalità di chi lo compie significa non voler vedere il vero problema, che è invece una emergenza nazionale, che riguarda il femminicidio, lo stalking, le molestie, gli stupri e una catena ormai interminabile di violenze a cui si devono dare risposte mirate. C'è da fare, ad esempio, un grande lavoro educativo, parallelamente a quello di repressione e tutela delle vittime. C'è una grande questione culturale da affrontare, tanto più quando, come in questi casi, riguarda minorenni”.

“I ragazzi arrestati a Rimini sono in buona parte – continua la parlamentare – cresciuti e scolarizzati in Italia e quando dei minori commettono atti di tale brutalità e ferocia, bisogna non solo auspicare pene severe e certe, ma interrogarsi sul fallimento delle politiche culturali ed educative, che è sotto gli occhi di tutti, e che è trasversale e diffuso. La violenza, soprattutto quella di genere, è il prodotto di una visione del mondo, di un modo di comportarsi, di un pensiero su cui tutti dobbiamo interrogarci. Il gesto violento, con l'abuso di alcol, si manifesta in un attimo ma si costruisce nel tempo. Dov'eravamo tutti – famiglia, scuola, società civile – mentre quei minori coltivavano il germe di tanta brutalità? E' da queste domande che dobbiamo ripartire se vogliamo che fatti come questi non accadano più”.  

(28 luglio 2017)

“Andare avanti nel percorso costituente di un nuovo centrosinistra, ma avendo chiari i temi e la visione culturale entro cui muoversi”.  Lo auspica Delia Murer, deputata di Articolo 1 – MDP, vicecapogruppo alla Camera, in merito alle polemiche degli ultimi giorni con l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. “Credo che alcune tensioni siano state enfatizzate un po’ ad arte – continua la deputata -, il lavoro comune, infatti, prosegue, con la convinzione di tutti che solo insieme, come ci siamo detti lo scorso primo luglio, a Roma, possiamo avere la forza di imporre la nostra agenda politica. Quello che conta è stare sui temi. Lavoro, sviluppo, giustizia sociale: sono queste le colonne del nostro progetto. Mettersi insieme significa andare nella direzione di un preciso disegno strategico. La discontinuità con le politiche di questi ultimi anni è una necessità che ci viene segnalata innanzitutto dal nostro popolo, che si è allontanato, che è rimasto deluso, che ci chiede di rimettere in moto un lavoro intenso sulla rappresentanza dei bisogni popolari. Non coltiviamo sentimenti personalistici ma una visione culturale di progresso che ha idee precise, nette, distinte da quanto ha fatto il Pd in questi anni. Non è la testa rivolta all’indietro ma il bisogno di una discontinuità che ci faccia andare avanti su basi diverse”.

 

(3 agosto 2017)

Discussione, con parere favorevole in vista, nelle commissione della Camera dei deputati sullo schema di decreto legislativo con la misura nazionale di contrasto della povertà, presentato dal Governo nell’ambito della legge delega approvata nei mesi scorsi. Al lavoro la XI e la XII commissione, ciascuna per le loro parti di competenza. “Parliamo di un provvedimento molto atteso – commenta la deputata Murer, di Mdp, vicecapogruppo alla Camera e componente della XII commissione -; l’obiettivo è creare una misura di protezione e di sostegno per le persone che vivono in condizioni di povertà. L’Istat ha diffuso proprio la scorsa settimana nuovi dati in merito: nel 2016 si stima che 1 milione e 619.000 famiglie, pari a circa il 6,3 per cento, siano in condizione di povertà assoluta. Significa un totale di 4 milioni e 742 italiani; cioè circa l’8 per cento della popolazione intera. In questo contesto, introdurre una misura unica nazionale per il contrasto alla povertà, con il riordino delle altre prestazioni dello stesso tenore, appare una necessità”. Il decreto legislativo punta a creare il cosiddetto Reddito di inclusione (ReI), dentro i principi e i criteri di delega elencati dalla legge 33 del 2017. Il Rel appare come una misura nazionale di contrasto alla povertà, condizionata alla prova dei mezzi con una vocazione universale, ma dentro i limiti delle risorse disponibili nel Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale. Un beneficio economico, quindi, ma dentro un progetto personalizzato, con impegni vari finalizzati al raggiungimento di obiettivi che puntino all'autonomia e all’uscita dalla condizione di povertà.

Leggi tutto: Reddito di inclusione, primo passo

(28 luglio 2017)

Via libera definitivo della Camera dei deputati al disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto Vaccini. Dopo il voto al Senato, la norma è definitiva. Per arrivare rapidamente all’approvazione il Governo ha posto la questione di Fiducia, chiudendo così lo spazio per emendamenti e correttivi. In Aula è stato possibile presentare solo ordini del giorno per impegnare il Governo ad assumere decisioni successive. Uno spazio troppo stretto per introdurre veri correttivi. “Restiamo convinti – dice la deputata Delia Murer, vicecapogruppo Mdp alla Camera – che i vaccini siano indispensabili, che le coperture vadano garantite e l’immunità di gregge perseguita con decisione. Ma avremmo preferito, all’obbligo, una campagna capillare, seria, di informazione. Meglio scegliere consapevolmente che essere obbligati. Positivi, in ogni caso, i correttivi introdotto dal passaggio parlamentare, che rendono la normativa più aderente alle necessità del Paese. Il punto focale deve restare l’informazione. Bisogna costruire una consapevolezza ampia in modo da rendere addirittura inutile l’obbligo. Ai cittadini vanno offerti gli strumenti per capire e scegliere direttamente”.