Delia Murer

(16 novembre 2017)

Si inaugura il prossimo 23 novembre, a Roma, a Palazzo Valdina, una delle sedi della Camera dei deputati, la mostra di Paola Volpato dal titolo Femminicidio. Resterà aperta fino al sei dicembre, incrociando così la Giornata contro la violenza di genere. La mostra si compone di duecento ritratti di donne vittime di femminicidio negli anni 2015, 2016, 2017. Duecento volti di donne uccise perché donne, dalla mano spesso di un ex compagno, di un marito incapace di riconoscere alla donna il suo spazio di autonomia e di autodeterminazione. “Un evento culturale importante – commenta Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Mdp – non solo dal punto di vista artistico perché consente di ammirare una creatività e una potenza visionaria uniche ma anche sul piano politico. Mostrare i volti di vittime che troppo velocemente archiviamo, voltando le pagine di cronaca e dimenticando i drammi che ci sono dietro le etichette, è anche un tributo alla forza della memoria ed è uno stimolo a chi deve promuovere azioni concrete. Ospitare una mostra di questo tipo in una delle sedi più prestigiose della Camera è motivo di orgoglio della istituzione che, prontamente, ha colto l’occasione e apre i suoi spazi ma deve diventare anche monito perché, ai proclami, ai programmi, alle dichiarazioni d’intenti, poi seguano fatti reali, iniziative vere”.

 

(2 novembre 2017)

"L'addio al Pd del presidente del Senato, Pietro Grasso, è la conferma che la scelta di lasciare quel partito, compiuta da molti di noi mesi fa, ha radici in un cambiamento di valori e idee che non era più possibile sostenere". Lo dichiara Delia Murer, deputata di Mdp, vicecapogruppo alla Camera. "Le motivazioni stesse con cui Grasso - continua la parlamentare - ha spiegato la scelta sono parte del nostro stesso processo costitutivo. La mortificazione del dibattito democratico con la questione di Fiducia imposta sulla legge elettorale, il continuo accordo con la destra per scelte istituzionali e anche politiche, la qualità della democrazia interna, il tono del dibattito, sono tutti elementi di una degenerazione che rischia di modificare il codice genetico di un partito, fino a renderlo troppo diverso da quello che era, dalle sue radici, dal suo sistema di valori. La scelta di Grasso, come in queste ore a Napoli quella di Antonio Bassolino, segnala al tempo stesso un problema e una opportunità. C'è una strada ed è quella di ricostruire un centrosinistra di valori e idee che sia nel solco della nostra identità comune. Ripartire dai bisogni delle persone, dal lavoro, dalla giustizia sociale, e dalla democrazia interna, dal rispetto delle istituzioni. Ci siamo messi in campo per questo con un nuovo movimento, affrontando una sfida tutt'altro che semplice. Ma è una battaglia necessaria, che guarda al futuro e interroga il passato, che vuole tenere insieme progetto e radici, prospettive e valori di riferimento. Tanti elettori storici della sinistra ci hanno lasciato in questi ultimi anni a causa di politiche e azioni irriconoscibili. Contiamo di tornare a dare proprio a loro un punto di riferimento politico, per riaccendere una speranza e riattivare un luogo che sia la casa di tutti i progressisti".

 

(19 ottobre 2017)

“Continua la nostra battaglia per l’approvazione al Senato della nuova legge sulla cittadinanza”. Lo dichiara Delia Murer, deputata e vicecapogruppo Mdp alla Camera, che ha aderito nei giorni scorsi allo sciopero della fame a staffetta che vedi coinvolti innanzitutto insegnanti e operatori della scuola, ma anche amministratori locali, cittadini, rappresentanti istituzionali.  “E’ un impegno importante – continua la parlamentare -, che dà il senso di come questa legge sia già molto sentita dai cittadini, in particolare da chi vive direttamente il problema. Non è un caso che la mobilitazione sia partita dalle scuole. Lì si vedono, in carne e ossa, questi ragazzi nati da genitori stranieri che sono di fatto italiani, che parlano solo l’italiano, che sono identici ai ragazzi italiani ma a cui manca solo un documento, un riconoscimento. Li consideriamo stranieri mentre stranieri non sono, visto che non hanno altro paese che l’Italia. Riconoscere la cittadinanza a questi ragazzi, che hanno completato un ciclo di studi, che sono inseriti in famiglie integrate e residenti da molto tempo, è un atto dovuto, non una rivoluzione. Si tratta della presa d’atto di qualcosa che già esiste nel Paese reale e che alcuni ambienti politici respingono solo per ragioni di bassa propaganda e di speculazione elettorale, raccontando agli italiani cose peraltro non vere. Mi auguro che il governo, così lesto nel mettere la Fiducia sulla legge elettorale, abbia un sussulto di coraggio e porti con decisione all’approvazione anche lo Ius soli”.

 

(26 ottobre 2017)

“Con l’approvazione del Rosatellum, grazie al voto di Fiducia, noi siamo fuori dalla maggioranza. Lo facciamo per costruire, nel Paese, una forza di sinistra e marcare con chiarezza la differenza con certe pratiche”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Mdp, vicecapogruppo alla Camera, dopo il via libera anche dall’aula di Palazzo Madama al nuovo sistema elettorale. “Mettere la Fiducia sulla legge elettorale – continua la parlamentare – è un atto grave che attiene la qualità della nostra democrazia. Non è così che si costruiscono le regole condivise. Da questo momento noi partiamo per ricostruire un tessuto democratico e progressista, nel solco dei nostri valori. Abbiamo idee nette: ripristino della dignità dei lavoratori, lotta alla precarietà, tutela di chi ha il diritto di andare in pensione, tutela contro i licenziamenti illegittimi, integrazione, dignità, equità. Le nostre coordinate sono tutte programmatiche. Chi dice di volere un accordo a sinistra deve fare politiche di sinistra. In queste settimane si è visto il contrario e mi chiedo come si possa invocare l’unità, praticando la divisione; come si possa fare appello all’intesa e poi non ascoltare. Si è preferito fare l’alleanza con Verdini e con Forza Italia. Sono anche gli scenari che il Pd ha in mente per dopo le elezioni. Noi vogliamo un altro orizzonte. Che è quello della nostra storia e delle nostre radici, saldamente a sinistra”.

 

(13 ottobre 2017)

 

“Uno schiaffo alla democrazia, uno strappo che non fa bene al Paese”. Commenta così Delia Murer, deputata Mdp, vicecapogruppo alla Camera, le concitate giornate parlamentari che hanno portato, ieri sera, all'approvazione in prima lettura della nuova legge elettorale definita Rosatellum. “Innanzitutto il voto di fiducia – commenta la parlamentare – si è configurato come una forzatura istituzionale. Non si è lasciato al Parlamento lo spazio per discutere e migliorare un testo che era nelle sue prerogative. Approvare una legge elettorale con tale arroganza, a pochi mesi dal voto, genera una lacerazione democratica che fa male. Ma anche nel merito, questa legge rischia di far fare al Paese passi indietro. Ancora nominati in Parlamento, ancora liste bloccate, addirittura con il voto bloccato, congelato su una stessa scheda, con pochissimi margini di scelta per gli elettori. Il tutto dentro un quadro che consegna il Paese all'ingovernabilità, probabilmente ad un nuovo accordo tra Pd e Forza Italia, che ha tenuto in queste ore alla Camera e si prospetta nei prossimi mesi anche dopo l'esito elettorale. Noi abbiamo combattuto con forza questo scenario. Avremmo voluto un altro metodo e un altro contenuto. Una legge partecipata, discussa, articolata e un meccanismo che ricucisse la lacerazione tra cittadini e istituzioni. Come ha ben detto Pierluigi Bersani, se non si può garantire governabilità tecnica, perché le forze politiche sono in equilibrio tra loro, si garantisca almeno governabilità politica, ricostruendo il rapporto fiduciario tra eletto e cittadino. Con il Rosatellum questa distanza, invece, si apre ancora di più, acuendo disaffezione e rottura”.