Delia Murer

(21 settembre 2017)

"Noi vogliamo connettere le diversità per la costruzione di una proposta politica limpidamente di centrosinistra. C'è chi invece sembra più interessato a dividere, a spaccare la mela in due e poi ancora in spicchi sempre più piccoli.  Appare evidente la continua frammentazione tra chi si propone di perdere e chi si candida a perdersi. La sinistra minoritaria sceglie di adagiarsi sulla sconfitta, mentre l'attuale Pd sembra accettare di perdersi". Lo ha scritto Giuliano Pisapia, nei giorni scorsi, in due lettere distinte inviate ai quotidiani Corriere della Sera e Repubblica. “Due documenti politici molto interessanti – commenta la deputata Delia Murer – che mi sembra delineino con grande chiarezza la necessità politica del nuovo campo della sinistra. Rimettere insieme le persone che non si arrendono alla rissa, al declino e alla narrazione senza fatti, dice Pisapia. Mi pare che si parli, finalmente, del bisogno di un nuovo linguaggio, di una maniera tutta nuova di fare politica. Pisapia la chiama rivoluzione gentile, credibile, che provi a spingere idee e passioni. E’ esattamente quel tempo della costruzione che invochiamo e che, però, si può aprire solo se si determinano condizioni chiare di agibilità politica”. 

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(21 settembre  2017)

Prosegue nelle Commissioni congiunte Affari sociali e Giustizia la discussione sulle proposte di legge in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati, avviata alla fine di luglio. Nella seduta di martedì scorso sono arrivati i pareri dei relatori alle tante proposte emendative, giunte sul testo base della relatrice Miotto, dopo che era stato messo da parte il testo iniziale, sommerso a luglio da oltre 1700 emendamenti.  Gran parte dei correttivi ultimi ha ricevuto comunque parere contrario dalla stessa relatrice di maggioranza per la XII commissione. Tra questi, anche quelli depositati da Articolo Uno Mdp. Si profila un provvedimento normativo che circoscrive, in maniera piuttosto netta, la legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati allo scopo medico e terapeutico, peraltro dentro confini molto rigorosi. “Nulla a che vedere con il discorso sulla legalizzazione delle droghe leggere – sottolinea la vicecapogruppo alla Camera di Mdp, Delia Murer -, che era iniziato con le proposte portate in parlamento.  Non siamo nel solco dell’antiproibizionismo, che pure aveva mobilitato molti ambienti politici e associativi. Siamo di fronte a un testo che parla solo al mondo sanitario e che fa lievi aperture all’uso terapeutico. Probabilmente, anche per questo, il testo non andrà molto lontano. Sarà l’ennesima occasione perduta di questa legislatura”.  

 

(5 settembre 2017)

“La migrazione dai paesi in guerra e poveri verso l'occidente è una grande questione globale. Non può certamente affrontarla l'Italia da sola. Ma nemmeno si può gestire con una politica di chiusura e di propaganda. Ci vogliono responsabilità, visione, cooperazione e solidarietà. La parola chiave resta quella dell'integrazione, dentro ovvi limiti di sostenibilità”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Articolo Uno Mdp. “Le scene a cui abbiamo assistiti nelle settimane scorse – continua la parlamentare – riguardo allo sgombero di Roma sono tutto quello di cui non abbiamo bisogno. I profughi e i richiedenti asilo sono in Italia con un titolo e vanno tutelati. Ma l'accoglienza va fatta con giudizio e capacità di gestione. Togliere le persone da un immobile e lasciarle per strada, e poi sgomberarle anche dalla strada, disperdendole nelle vie della città, a quale strategia risponde? Ci vogliono soluzioni alternative e capacità di gestione, anche dell'impatto sociale di vicende così complesse”.

“Nessuno nega che gli sbarchi in Italia, per esempio – dice ancora la deputata – gestiti in chiave emergenziale, così come si erano visti nei mesi scorsi, non erano sostenibili. Ma la risposta è alzare muri, mettere barriere, chiudere gli occhi rispetto alle gravi violazioni dei diritti umani in Libia? La mano forte ha la prospettiva debole. Dobbiamo uscire dalla propaganda e ritrovare un equilibrio nella costruzione delle politiche, in modo da coniugare solidarietà possibile, integrazioni, politiche europee e cooperazione vera. Anche per questo è auspicabile che il Senato voti presto la nuova legge sulla cittadinanza. Diritti e doveri per chi è in regola garantiscono tutti. Oltre c'è solo marginalità e maggiore insicurezza complessiva”.

(14 settembre 2017)

“Ci sono tutte le possibilità per organizzare un campo largo della sinistra di governo che si ponga come obiettivo soprattutto la rappresentanza dei bisogni delle classi più deboli”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Articolo Uno Mdp, a commento dell’incontro a Roma con Giuliano Pisapia. “Nasce un coordinamento – dice ancora la deputata Murer – per andare verso un soggetto unitario. Basta divisioni a sinistra, sì invece al recupero dei nostri valori comuni, del progetto progressista per il Paese che invece, negli ultimi anni, è stato sacrificato per uno spostamento a destra. Basti vedere quello che succede in queste ore sullo Ius soli al Senato. Rinunciare ad uno strumento di giustizia sociale, di integrazione, di dignità per migliaia di ragazzi che sono già italiani e che chiedono solo di essere riconosciuti, non è una sconfitta sul terreno dei nostri valori? Lo stesso succederà sulla legge di Stabilità. Difendiamo i nostri temi, le nostre idee: cerchiamo l’unità sul terreno dell’identità. Con Pisapia il campo della sinistra ha un interlocutore serio, affidabile, e ci sono le premesse per costruire una battaglia vincente”.

 

(5 settembre 2017)

“I drammatici fatti di Rimini, con stupri e violenze, devono far riaccendere i riflettori sulla violenza di genere, sui ritardi che si stanno accumulando, sulle politiche che tardano a decollare, sulle azioni che stiamo chiedendo da anni e che non si vedono”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Articolo Uno Movimento democratico e progressista, vice capogruppo alla Camera. “Terribili i tentativi di strumentalizzare la vicenda rispetto alla questione migranti – aggiunge la parlamentare -; è evidente che non c'è alcun collegamento. Una violenza brutale ai danni delle donne è sempre tale, chiunque sia a commetterla. E' l'atto in sé ad essere terribile e a chiederci iniziative. Spostare l'attenzione sulla nazionalità di chi lo compie significa non voler vedere il vero problema, che è invece una emergenza nazionale, che riguarda il femminicidio, lo stalking, le molestie, gli stupri e una catena ormai interminabile di violenze a cui si devono dare risposte mirate. C'è da fare, ad esempio, un grande lavoro educativo, parallelamente a quello di repressione e tutela delle vittime. C'è una grande questione culturale da affrontare, tanto più quando, come in questi casi, riguarda minorenni”.

“I ragazzi arrestati a Rimini sono in buona parte – continua la parlamentare – cresciuti e scolarizzati in Italia e quando dei minori commettono atti di tale brutalità e ferocia, bisogna non solo auspicare pene severe e certe, ma interrogarsi sul fallimento delle politiche culturali ed educative, che è sotto gli occhi di tutti, e che è trasversale e diffuso. La violenza, soprattutto quella di genere, è il prodotto di una visione del mondo, di un modo di comportarsi, di un pensiero su cui tutti dobbiamo interrogarci. Il gesto violento, con l'abuso di alcol, si manifesta in un attimo ma si costruisce nel tempo. Dov'eravamo tutti – famiglia, scuola, società civile – mentre quei minori coltivavano il germe di tanta brutalità? E' da queste domande che dobbiamo ripartire se vogliamo che fatti come questi non accadano più”.