Delia Murer

(30 ottobre 2014)

E' arrivato nelle commissioni della Camera il disegno di legge di Stabilità, presentato dal governo dopo la bollinatura della Ragioneria dello Stato e la firma del Presidente della Repubblica. Il testo, che sarà ritoccato con emendamenti del governo nella direzione dell'accordo siglato in Europa, conferma, nelle sue linee generali, le misure annunciate nei giorni scorsi. L’entità della manovra rimane di 36 miliardi di euro. In gran parte finanziata con la Spending review (15 miliardi), con il deficit (11 miliardi), con il recupero dell’evasione fiscale (circa 4 miliardi) e la tassazione di rendite finanziarie (per altri 4 miliardi). Tra le misure significative: l’abbassamento dell’Irap per cinque miliardi; sgravi contributivi per tre anni ai neoassunti a tempo indeterminato per circa due miliardi; la conferma degli 80 euro del bonus Irpef per circa 10 miliardi, una serie di misure anche per le partite Iva e i precari della scuola, e la conferma di quanto annunciato dal premier Renzi sul cosiddetto bonus bebè. Ottanta euro al mese per i prossimi tre anni alle mamme che metteranno al mondo un bambino a partire dal 2015. Una misura per tutti i nuclei familiari con reddito Isee al di sotto dei 90mila euro annui.

“Manca, purtroppo – commenta Delia Murer, deputata della commissione Affari sociali - un impegno più stringente sui fondi per il sociale. La crisi ci chiede sicuramente sostegno al reddito delle famiglie, aiuti alle imprese per stimolare investimenti e nuova occupazione. Ma chiede anche una maggiore determinazione sui temi del welfare. C'è ancora poco sui servizi sociali. Né si può pensare di affrontare la questione famiglie e maternità esclusivamente con elargizioni mentre mancano i servizi. Spero che ci siano gli spazi, in Parlamento, nel rispetto dei saldi da non variare, per una maggiore concentrazione di risorse sui capitoli del sociale".

"Le risorse contenute nella Legge di stabilità sono insufficienti per sostenere i servizi sociali e il patto sul welfare che le regioni avevano presentato nelle scorse settimane ad Anci e al Forum per il Terzo settore e in più non ci convincono la social card e il bonus bebè, alle famiglie e alle donne servono piuttosto i servizi". Lo ha affermato la commissione Politiche sociali della Conferenza delle Regioni. “E’ una preoccupazione reale – ammette Delia Murer -; è giusto, in un momento di crisi, sostenere i consumi portando più risorse ad imprese e famiglie. Ma attenzione al welfare: in un momento di così acuta difficoltà bisogna investire sui servizi, anche sul fronte della maternità. Più asili nido, più sostegno, più inclusione. La legge di Stabilità, su questi versanti, si limita a rifinanziare alcune poste e conferma la vecchia social card. Gli stessi 500 milioni del bonus bebè vengono prelevati dal Fondo per gli interventi sociali a favore delle famiglie. Il rischio è che si chiudano servizi per erogare sussidi in denaro, spostando peraltro risorse dal welfare inclusivo per le classi disagiate a strumenti con platee più ampie”.