Delia Murer

(18 ottobre 2012)

“Un provvedimento che aveva grandi ambizioni ed è approdato a poco”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, a commento del voto in Aula a Montecitorio sul disegno di legge di ratifica del decreto Balduzzi, annunciato come una riforma importante del Sistema sanitario nazionale e falcidiato nei suoi punti essenziali da veti politici e tagli finanziari. "Il decreto - continua l'on. Mureru - era nato come uin provvedimento di riorganizzazione della medicina territoriale. Una riforma vera, che doveva avvicinare la medicina di base alle famiglie, migliorare l'assistenza, fare chiarezza nel mercato farmaceutico, introdurre novità serie. Purtroppo, fin dal decreto del Governo, molte delle innovazioni promesse sono sparite. Nel lavoro successivo, poi, a causa dei tagli finanziari e dei veti della Ragioneria dello Stato, si sono vanificati altri passaggi importanti. Noi, comunque abbiamo fatto la nostra parte. In Commissione Affari sociali è stato assorbito un mio emendamento che ha messo al centro della medicina territoriale anche l'assistenza domiciliare, mentre nell'aggiornamento dei Lea è prevista anche la revizione del nomenclatore delle protesi. In Aula abbiamo continuato il nostro impegno, nonostante la Fiducia, impegnando il Governo, con ordini del giorno, a compiere passaggi successivi".

"Resta, a questo punto - conclude l'on.Murer - la spada di damocle della legge di stabilità. La proposta del Governo contiene alcune norme che ci mettono in difficoltà. Il taglio di un miliardo sulla sanità, certe misure penalizzanti per disabili e invalidi, i tagli ulteriori al welfare. Cose su cui in Parlamento daremo battaglia".