Delia Murer

Migliaia di posti di lavoro a rischio a causa di un taglio del 25 % agli appalti di pulizie e sorveglianze nelle scuole. L’allarme è dei deputati del Pd Delia Murer, Cesare Damiano, Raffaella Mariani e Maria Grazia Gatti con riferimento alla circolare del 14 dicembre 2009 del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica contenente le «indicazioni riepilogative per il Programma annuale delle istituzioni scolastiche per l'anno 2010», che prevede per i servizi di pulizia ed altre attività ausiliarie nelle scuole (in particolare dell'infanzia e della primaria) la conferma dei contratti «nella misura massima del 75% del corrispettivo pattuito» con un taglio effettivo del budget del 25%, giustificando la drastica riduzione di fondi con la necessità di coprire spese per “supplenze, funzionamento ed esami di Stato”.

“Un’iniziativa improvvisa e assurda – dicono i parlamentari che hanno presentato un’interrogazione urgente ai Ministri dell’Istruzione e del Lavoro – che dispone un taglio netto senza tener conto delle singole situazioni, dei bisogni delle scuole, e della necessità, in un periodo di così dura crisi economica, di proteggere i posti di lavoro”.

“Secondo una stima della Lega cooperative sociali – continuano i deputati del Pd – sono tremila i posti di lavoro a rischio a causa di questa circolare. Almeno mille sono persone ‘svantaggiate’ occupate nelle cooperative sociali di tipo B. Appare davvero paradossale che proprio durante una crisi economica durissima che chiede al Governo e alle istituzioni un intervento deciso a tutela di imprese e lavoratori, sia proprio il Governo a provocare perdita di occupazione e ulteriori stati di crisi in aziende che svolgono mansioni per conto dello Stato”.

“E’ necessario – concludono i parlamentari – che il Governo risponda positivamente alla richiesta proveniente dai sindacati di aprire un confronto urgente per comprendere quali iniziative si possano e si intendano assumere a tutela della realtà di queste imprese e di questi lavoratori, al fine che le pur comprensibili esigenze di razionalizzazione ed efficienza nella spesa pubblica non siano un prezzo che viene sulle spalle dei più deboli”.