Delia Murer

(9 novembre 2017)

“Nella manovra finanziaria sembrano mancare quegli elementi di svolta che noi chiediamo da tempo su temi cruciali come il lavoro, la salute, la tutela dei ceti più deboli”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo di Mdp alla Camera. Legge di Bilancio e decreto fiscale, cioè tutto l’impianto della vecchia Finanziaria, sono in discussione al Senato, dove si è al lavoro anche con emendamenti e ordini del giorni per provare a spostare alcune partite. Poi sarà il turno di Montecitorio, che affronterà una lunga sessione fino al varo finale. “Crediamo che siano necessarie – dice la deputata Murer – politiche mirate su obiettivi precisi. Basta con bonus e mancette, o con provvedimenti spot. C’è bisogna di una strategia globale, con politiche vere e strutturate. Ci vuole un grande piano di investimenti pubblici, per esempio per mettere in sicurezza il territorio. Investimenti che sono in grado di ridare fiato ad economia e lavoro e modernizzano il Paese. Ci vuole più coraggio sulla sanità, per costruire un sistema di cure che non escluda le persone. Ci vuole un welfare più corposo e più attento, che aumenti le soglie di protezione. Ci vogliono norme sul lavoro che premino stabilità e tutele, e non precarietà e sfruttamento.  Insomma, un deciso cambio di passo che nella legge presentata nel Governo non c’è e che, a colpi di emendamenti, proviamo a realizzare in queste ore al Senato e nelle prossime settimane alla Camera. I margini sono risicati ma noi faremo la nostra battaglia”. Ecco una sintesi del pacchetto di emendamenti presentati da Mdp in Senato sul decreto fiscale:

 

1.Soppressione dell’articolo 1, vale a dire dell’ulteriore rottamazione delle cartelle esattoriali, fatta eccezione per le università; e dell’articolo 7 sui vertici delle forze armate; estensione delle misure di dilazione dei pagamenti per gli alluvionati di Livorno;

2.circa lo split payment (vale a dire l’obbligo di chi paga una prestazione professionale di versare l’IVA allo stato e non al professionista o al fornitore) proponiamo di estendere la platea dei professionisti in grado di rilasciare il visto di conformità;

3.sulla sanità, abbiamo proposto di destinare 2,5 miliardi per il servizio sanitario nazionale nel 2017 e 1,7 miliardi per il 2018. Inoltre abbiamo proposto di abolire il superticket, coprendo questa misura con circa 600 milioni derivanti dall’introduzione di una ritenuta d’acconto del 2 per cento sui redditi delle imprese che forniscono beni o servizi alle pubbliche amministrazioni individuate dalla norma sullo split payment;

4.abbiamo proposto il ripristino del finanziamento all’Ilva di 534 milioni per la bonifica ambientale con la copertura derivante dall’abolizione della riduzione dell’Ires (imposta dei redditi sulle società), contemplata nella legge di stabilità del 2016 a valere sul 2017 dal 27,5 per cento al 24;

5.in materia di lavoro, abbiamo proposto di mettere in salvo i risparmi derivanti dal monitoraggio e dalla verifica sulle salvaguardie per gli esodati e sull’Ape sociale al fine di un futuro utilizzo; e di prorogare al 30 giugno 2018 il termine entro cui il MEF deciderà – sulla base  delle rilevazioni ISTAT – l’aumento della vita media. Vogliamo infatti che l’automatismo nell’adegumento  dell’età pensionabile fosse profondamente rivisto;

6.quanto alla tariffazione telefonica e alle telecomunicazioni, abbiamo proposto di riportare le fatturazioni su base mensile (non 28 giorni);

7.quanto ai trasporti, vogliamo il rafforzamento del ferrobonus, già introdotto con la legge di stabilità 2016 (art. 1, comma 648). Lo stanziamento attuale è risibile se si vuole davvero dare un impulso allo sviluppo del trasporto merci, che sia al contempo compatibile con gli obiettivi ambientali stabiliti durante la COP 21 (dal 2007 ad oggi il traffico ferroviario delle merci è diminuito del 50 per cento) mentre bisogna invertire la tendenza, poiché il fabbisogno energetico e le emissioni di gas climalteranti del trasporto merci su ferro sono un terzo di quelli equivalenti su gomma. Proponiamo di stanziare di ulteriori 150 milioni oltre i 420 già previsti finanziandoli  con l’abrogazione di un’agevolazione  fiscale a favore di imprese armatoriali anche di carattere crocieristico. Per i pendolari prevediamo l’istituzione di un Fondo nazionale del trasporto ferroviario pendolare presso il ministero di riferimento con una dotazione di 400 milioni per ciascuno degli anni da 2017 al 2019, volto a finanziare un piano straordinario di sviluppo del trasporto su rotaia teso ad attuare l’obiettivo di 5 milioni di persone trasportate al giorno, aumentando la presenza di treni pendolari rispetto a quelli a mercato nonché i collegamenti sulle principali linee pendolari. Copriamo la proposta con la riduzione della deducibilità degli interessi passivi per gli istituti di credito e di assicurazione;

8.proponiamo che la concessione per il Gratta e vinci torni a gara pubblica;

9.proponiamo di correggere il vistoso vuoto normativo in materia di uscita degli alunni dalle scuole medie in autonomia per renderla possibile, come è sempre avvenuto attraverso liberatorie;

10.in materia di stalking, abbiamo presentato un emendamento volto a escludere la possibilità di estinguere il reato con il pagamento di una somma di danaro, che deve restare il risarcimento civile dovuto senza effetti sull’accertamento del reato.