Delia Murer

(19 ottobre 2017)

“E’ il momento della verità per il testamento biologico. O il testo arriva presto, senza modifiche, nell’Aula del Senato oppure il parlamento avrà perso un’occasione storica perun diritto minimo di civiltà”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Mdp, a proposito della legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento, approvata alla Camera, e ancora in discussione al Senato. “La marea di emendamenti presentati – commenta la deputata – ha un evidente obiettivo ostruzionistico. Si vuole impedire l’approvazione della legge. A questo punto non resta che portarla direttamente in Aula, con le dimissioni della relatrice De Biasi. Da una intervista pubblicata oggi su Repubblica, la senatrice pare orientata a farlo, consentendo l’arrivo del testo in Aula la prossima settimana. Sarebbe una svolta positiva, in modo da consentire al Senato di votare e assumersi pubblicamente le sue responsabilità. E’ chiaro che, visti i tempi strettissimi della legislatura, qualunque modifica, emendamento approvato, stroncherebbe la legge, che dovrebbe tornare alla Camera dentro un iter impossibile da completare. La legge, per far guadagnare a questo paese un diritto fondamentale come quello di scegliere i trattamenti sanitari a cui sottoporsi, deve essere approvata così com’è. Non sarà facile ma mi auguro che accada”.

 

Sul tema è stato lanciato un appello anche dai senatori a vita Elena Cattaneo, Mario Monti, Renzo Piano e Carlo Rubbia, che, in una lettera a Repubblica, hanno chiesto di sbloccare il provvedimento. “Da più di cinque mesi il disegno di legge sul testamento biologico è impantanato nella commissione Sanità del Senato – scrivono-. Nonostante tutti i sondaggi fatti sul tema dimostrino, da almeno un decennio, il consenso di un'amplissima maggioranza di italiani, 3mila emendamenti (in massima parte ostruzionistici) e discussioni infinite ostacolano la definitiva approvazione di una legge che non è di destra, di centro o di sinistra. Quella del fine vita è una questione di libertà, di rispetto della volontà, di dignità del vivere e del morire che dev'essere lasciata quanto più possibile alla scelta di ciascuno. Come senatori a vita, chiamati ad esercitare un ruolo il più possibile libero da ogni condizionamento, appartenenza o calcolo, crediamo che questo Parlamento onorerebbe il Paese se, adottando in Senato senza modifiche il testo già approvato dalla Camera, trattasse i suoi cittadini da adulti, lasciando loro a fine legislatura, come un prezioso legato, il riconoscimento di questo spazio incomprimibile di libertà e responsabilità”.