Delia Murer

(20 aprile 2017)

La Camera dei deputati - con 326 sì, 37 no e 4 astenuti - ha approvato in prima lettura la proposta di legge sul cosiddetto Testamento biologico. La normativa sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento passa ora al Senato. A votare a favore, Partito democratico, Movimento 5 stelle, Mdp e Sinistra italiana. Hanno votato contro Ap, Lega, Udc, Fratelli d'Italia, Idea. Forza Italia, pur avendo un'indicazione di gruppo contraria al provvedimento, ha lasciato libertà di voto ai suoi deputati. L'approvazione è arrivata dopo un lungo lavoro nelle commissioni. In particolare, nella Commissione Affari sociali, si è tenuto per mesi un fitto calendario di audizioni e poi un impegno nel Comitato dei nove per giungere ad un Testo base che fosse il più possibile unitario. Ciò nonostante, al voto finale si è arrivati con una discussione accesa e superando molti emendamenti ostruzionistici. Con la normativa rifiutare le cure per i pazienti diventa un diritto. Vietato l'accanimento terapeutico. Ok all'obiezione di coscienza per i medici che non sono disposti a staccare 'la spina'. Attraverso le Dat si potranno lasciare le proprie volonta' circa i trattamenti sanitari a cui sottoporsi o rifiutare, comprese idratazione e nutrizione artificiali.

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(20 aprile 2017)

(La dichiarazione di voto finale in Aula sul Testamento biologico della vicecapogruppo di Articolo 1 - Mdp, Delia Murer)

Presidente, siamo finalmente giunti alla conclusione dell'esame in Aula di questa legge. È una legge che noi riteniamo molto importante, molto attesa da tanti e tante, che si sono visti negare diritti in tema di dignità della vita nella sua fase finale, e che hanno dovuto ricorrere ai giudici. Una legge è necessaria per garantire uguali diritti a tutti. È stata preceduta da casi molto dolorosi, e tra questi voglio ricordare Max Fanelli col suo appello al Parlamento perché si arrivasse ad avere una legge sul fine vita; ma voglio anche ricordare Umberto Grandolfo, un veneziano, colpito da una malattia degenerativa progressiva, morto pochi giorni fa, che purtroppo è mancato senza che gli fossero evitate inutili sofferenze in presenza di un conflitto tra i suoi familiari e il comitato di bioetica dell'Azienda sanitaria 3. Una legge che è stata preceduta anche da un movimento civile per sollecitare un'iniziativa del Parlamento, dall'istituzione in molti comuni dei registri per accogliere i testamenti biologici, dalla raccolta di firme su una proposta di legge di iniziativa popolare sull'eutanasia, che giace nelle Commissioni affari sociali e giustizia di questa Camera. 

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(30 marzo 2017)

Entra finalmente nel vivo l’iter per l’approvazione a Montecitorio della legge sul cosiddetto Biotestamento, vale a dire le norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. Dopo la discussione generale e la bocciature delle questioni pregiudiziali di costituzionalità, martedì scorso si è aperta la discussione sul complesso degli emendamenti, che saranno poi votati a partire dalla prossima settimana. “Siamo finalmente ad un punto cruciale – dice Delia Murer, deputata di Articolo Uno Movimento Democratici e Progressisti, vicecapogruppo alla Camera -. E’ una legge importante, attesa, che riconosce diritti e dignità. Porrà fine a casi dolorosi, tra cui voglio ricordare quello di Umberto Grandolfo, veneziano, colpito da una malattia degenerativa progressiva, morto pochi giorni fa, che purtroppo è mancato senza che gli fossero evitate inutili sofferenze in presenza di un conflitto tra familiari e comitato di bioetica dell'Asl 3. Una legge, quindi, che arriva dalla spinta di un bisogno reale, su cui si è costruito un movimento civile a cui il Parlamento dà una risposta”. Sul complesso degli emendamenti, in Aula, per Articolo Uno, ha parlato Pierluigi Bersani, esponendo con efficacia e sintesi le ragioni del sì alla legge. Ecco il testo integrale del suo intervento.

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(6 aprile 2017)

Esaurita la discussione generale e quella sul complesso degli emendamenti, si è già al voto, nell’Aula di Montecitorio, sulla proposta di legge sul Biotestamento. Passato il vaglio dell’articolo uno, ad eccezione di due capoversi, si procederà nei prossimi giorni, tentando di arrivare al voto finale entro il 19/20 aprile. “E’ una grande sfida di civiltà – commenta Delia Murer, deputata Articolo 1  Movimento democratici e progressisti, vicecapogruppo alla Camera e firmataria di una delle proposte di legge iniziali -, che stiamo conducendo con equilibrio e ragionamento. Abbiamo fatto un lavoro intenso nella commissione,  per mesi, armonizzando le varie proposte e arrivando ad un testo unificato con una mediazione positiva per tutti. Purtroppo si vedono in queste ore le dinamiche ostruzionistiche a cui abbiamo già assistito in passato, che offrono punti di vista a volte strumentali. La legge sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento non è una normativa eutanasica ma il riconoscimento del diritto costituzionale a scegliere, senza obblighi per nessuno, dentro un quadro laico e mite di una legge che fissa un diritto di civiltà. Speriamo di approvare presto la norma e di portarla poi a termine anche nel Senato, in tempi rapidi e ultimativi”.

 

(16 marzo 2017)

“Lavoriamo intensamente alla legge sul biotestamento da mesi ed è grande la soddisfazione di vederlo approdare finalmente in Aula, dove speriamo di poterlo approvare presto”. Lo dichiara Delia Murer, deputata del Movimento Articolo 1 – Democratici e Progressisti, vicecapogruppo alla Camera, dopo che Montecitorio ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità e ha dato il via libera all'esame del provvedimento. “La discussione generale di lunedì – continua la parlamentare – ha avuto poche presenze in aula solo perché era un adempimento preliminare e formale su cui l’attenzione, in genere, è scarsa. Ma la nostra vigilanza sul tema è altissima. Lavoriamo in Commissione Affari sociali da molti mesi. Abbiamo fatto audizioni ed elaborato testi. Siamo arrivati a un testo unificato e abbiamo fronteggiato batterie di emendamenti ostruzionistici, riuscendo a portare il testo in Aula. Ora dovremo continuare a condurre una battaglia politica aspra, portando in porto il provvedimento. Siamo di fronte a una sfida di civiltà e progresso. E’ una legge urgente, quella sulle disposizioni anticipate di trattamento che arriva in ritardo. Non è una norma eutanasica ma una legge di dignità e di civiltà. Un diritto mite, come abbiamo detto altre volte, che vuole garantire tutti nel rispetto della laicità dello Stato. Nessun obbligo ma libertà di ciascuno”.