Delia Murer

(19 ottobre 2017)

“E’ il momento della verità per il testamento biologico. O il testo arriva presto, senza modifiche, nell’Aula del Senato oppure il parlamento avrà perso un’occasione storica perun diritto minimo di civiltà”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Mdp, a proposito della legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento, approvata alla Camera, e ancora in discussione al Senato. “La marea di emendamenti presentati – commenta la deputata – ha un evidente obiettivo ostruzionistico. Si vuole impedire l’approvazione della legge. A questo punto non resta che portarla direttamente in Aula, con le dimissioni della relatrice De Biasi. Da una intervista pubblicata oggi su Repubblica, la senatrice pare orientata a farlo, consentendo l’arrivo del testo in Aula la prossima settimana. Sarebbe una svolta positiva, in modo da consentire al Senato di votare e assumersi pubblicamente le sue responsabilità. E’ chiaro che, visti i tempi strettissimi della legislatura, qualunque modifica, emendamento approvato, stroncherebbe la legge, che dovrebbe tornare alla Camera dentro un iter impossibile da completare. La legge, per far guadagnare a questo paese un diritto fondamentale come quello di scegliere i trattamenti sanitari a cui sottoporsi, deve essere approvata così com’è. Non sarà facile ma mi auguro che accada”.

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(19 ottobre 2017)

Una occasione perduta, quella della legge sulla cannabis arrivata in Aula a Montecitorio per il voto finale, approvata con 317 voti, con il consenso di quasi tutti i gruppi. “Poteva e doveva essere qualcos’altro – commenta Delia Murer, deputata Mdp, vicecapogruppo alla Camera -. Il dibattito nelle commissioni era cominciato su proposte che ambivano alla legalizzazione del mercato, aprendo spazi di liberà alla coltivazione per uso individuale e assegnando al monopolio pubblico coltivazione e vendita. Un modo per sottrarre questo settore al business della mafia, per inquadrarlo normativamente, per uscire dai limiti del proibizionismo, per intercettare un largo sentimento popolare e sperimentare modelli alternativi già presenti in molti paesi. Purtroppo il dibattito è deragliato su posizioni ideologiche, di contrapposizione aspra, che hanno cancellato dal provvedimento qualunque riferimento all’uso personale e si sono rivolte solo a quello terapeutico per scopi medici. Ne esce così una legge depotenziata, parziale, deludente, che segna comunque un punto a favore almeno per l’uso medico ormai riconosciuto ma lascia l’amarezza per aver perso una opportunità”.

 

(21 settembre 2017)

“Positivi gli spiragli che si sono aperti per l’approvazione in Senato dei provvedimenti sullo Ius soli e sul Biotestamento. Speriamo non cadano nel vuoto”. Lo dichiara Delia Murer, deputata di Articolo Uno Mdp, vicecapogruppo alla Camera. “Sullo Ius soli – continua – in particolare mi pare che il dibattito stia sistemando i contenuti nella giusta direzione, lottando contro una bassa e demagogica propaganda, e trovo positiva che si faccia strada una più ampia consapevolezza di cosa sia davvero questa nuova legge sulla cittadinanza. Nulla che riguardi sbarchi, profughi e migranti ma una nuova civiltà per i bambini nati in Italia, già italiani, a cui va riconosciuta giuridicamente una identità che già possiedono. Il fatto che il governo pare orientato a sostenere il voto in Senato dopo la legge di stabilità e prima della fine della legislatura, è molto positivo. Mi auguro non si torni indietro, come mi auguro si facciano passi avanti sul Biotestamento. Il testo al Senato, già approvato alla Camera, delinea una normativa equilibrata, frutto di concertazione e mediazione, che potrebbe segnare un punto positivo sul terreno dei diritti senza ferire la sensibilità di nessuno. Perché non approvarla?”

 

(13 ottobre 2017)

“Si mette la fiducia sulla legge elettorale ma non sui diritti civili. E' un grave errore, una cautela che fa male al Paese”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Articolo 1 – Mdp, a proposito dei ritardi con cui il Senato sta affrontando sia la nuova legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento sia quella sulla nuova cittadinanza ai ragazzi nati in Italia da genitori stranieri stabilmente residenti. “Si tratta di due normative – commenta ancora la parlamentare – che la Camera dei deputati ha approvato da tempo, in prima lettura, con testi equilibrati, moderati, frutto di grande lavoro comune. Non si capisce perché al Senato non si possa arrivare a un risultato finale per il Paese. Si tratta di diritti, di conquiste di civiltà che, senza alcuna forzatura, fanno fare un passo avanti all'Italia. Due norme che andrebbero approvate subito, senza modifiche, per renderle pienamente operative, e che invece giacciono nelle commissioni, senza nessuna volontà vera di portarle avanti, anzi con qualche ambizione di modifica che significherebbe affossarle. I tempi della legislatura sono ristretti e il rischio, a questo punto, che si chiuda anche questa fase senza due diritti così importanti è grande. E' un peccato perché si è davvero a un passo. La speranza è che il governo, come ha messo la fiducia sulla legge elettorale, decida di dare una sterzata anche a queste due norme e provi a lasciare nei documenti ufficiali almeno qualche traccia edificante del suo passaggio”.

(22 giugno 2017)

“Si sta giocando una battaglia di propaganda su un tema che riguarda migliaia di bambini di fatto già italiani”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera dei deputati di Articolo 1 Movimento democratico e progressista. “Il Presidente del Senato, Grasso – continua la parlamentare – ha detto che la legge sarà votata entro l’anno, probabilmente prima della pausa estiva. Ne sono contenta e spero che accada davvero, in modo che a Palazzo Madama siano messi tutti davanti alle loro responsabilità. Sulla cittadinanza si sta giocando una partita politica di demagogia e propaganda. La legge, già votata dalla Camera, non prevede un diritto automatico alla cittadinanza con la nascita in Italia, come stanno facendo credere. E nulla c’entra con la migrazione e i barconi di disperati che solcano il Mediterraneo. E’ una legge di civiltà, che lega la nascita in Italia ad una lunga permanenza, al permesso di soggiorno di lunga durata dei genitori, a un meccanismo già consolidato di integrazione e presenza, a una dinamica denominata ius culturae, che riguarda la frequenza di cicli scolastici interi in Italia. In sostanza si riconoscono italiani anche sui documenti, bambini che italiani di fatto lo sono già, essendo nati qui, avendo vissuto sempre qui, andando a scuola qui, avendo completato percorsi di studi ed essendo inseriti in famiglie stabilmente integrate. Semplicemente, quindi, il riconoscimento di un diritto minimo di civiltà, atteso da tempo, invocato dagli stessi ragazzi che si sentono discriminati pur essendo di fatto italiani”.