Delia Murer

(16 marzo 2017)

“Lavoriamo intensamente alla legge sul biotestamento da mesi ed è grande la soddisfazione di vederlo approdare finalmente in Aula, dove speriamo di poterlo approvare presto”. Lo dichiara Delia Murer, deputata del Movimento Articolo 1 – Democratici e Progressisti, vicecapogruppo alla Camera, dopo che Montecitorio ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità e ha dato il via libera all'esame del provvedimento. “La discussione generale di lunedì – continua la parlamentare – ha avuto poche presenze in aula solo perché era un adempimento preliminare e formale su cui l’attenzione, in genere, è scarsa. Ma la nostra vigilanza sul tema è altissima. Lavoriamo in Commissione Affari sociali da molti mesi. Abbiamo fatto audizioni ed elaborato testi. Siamo arrivati a un testo unificato e abbiamo fronteggiato batterie di emendamenti ostruzionistici, riuscendo a portare il testo in Aula. Ora dovremo continuare a condurre una battaglia politica aspra, portando in porto il provvedimento. Siamo di fronte a una sfida di civiltà e progresso. E’ una legge urgente, quella sulle disposizioni anticipate di trattamento che arriva in ritardo. Non è una norma eutanasica ma una legge di dignità e di civiltà. Un diritto mite, come abbiamo detto altre volte, che vuole garantire tutti nel rispetto della laicità dello Stato. Nessun obbligo ma libertà di ciascuno”.

 

(16 marzo 2017)

La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto con disposizioni urgenti sulla sicurezza nelle città. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. "E' una legge - commenta Delia Murer, deputata e vicecapogruppo di Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista - che ha alcune imperfezioni, che ci hanno lasciato perplessi fino alla fine. Le abbiamo superate, in parte, solo nella considerazione di un impianto generale che, soprattutto con l'esame delle commissioni e poi dell'Aula, ha fatto fare diversi passi in avanti. Il tema della sicurezza urbana è intrecciato a quello della sicurezza sociale. La chiave di lettura deve essere questa: più protezione, più welfare, più tutela per le categorie deboli, più integrazione si traduce, nelle città, in più sicurezza per tutti. Non c'è sicurezza senza investimenti sul disagio, sull'emarginazione, sulle categorie più deboli. Va costruita una nuova agenda sociale, che intrecci i temi dell'economia e della protezione, e su questo siamo impegnati, anche in snodi difficili come quello appena affrontato".

 

(9 febbraio 2017)

Si inasprisce la discussione nella Commissione Affari sociali della Camera sul Biotestamento. Il voto sulla legge, uscita come testo base dal Comitato che ha avuto il compito di armonizzare le varie proposte, è fermo all’articolo uno, mentre una riunione di presidenza si prepara a fissare il calendario delle prossime sedute. L’obiettivo è provare a garantire l’arrivo nell’aula di Montecitorio nei tempi fissati, cioè per la fine di febbraio. “Noi siamo impegnati – spiega Delia Murer, deputata Pd, prima firmataria di una delle proposte – ad approvare una legge sul tema, perché c’è bisogno di una normativa leggera, non invasiva, ma che chiarisca alcuni punti e rinforzi diritti fondamentali come quello alla rinuncia dei trattamenti sanitari, inclusi nutrizione e idratazione artificiali che tali sono considerati dalla comunità scientifica. Portare questo dibattito, come già avvenuto in passato, su un livello puramente ideologico, al solo fine di boicottare la legge, è un errore. Così come è del tutto fuori luogo parlare di eutanasia. Siamo di fronte alla definizione per legge, al fine di uscire da un’ambiguità, di un diritto all’autodeterminazione rispetto alle terapie già garantito dalla Costituzione. Quelli della nutrizione e dell'idratazione artificiali sono senza alcun dubbio trattamenti sanitari. Tra l’altro, in alcuni casi appaiono anche molto invasivi. Qui si tratta di difendere la dignità della persona e il suo diritto a scegliere”.

 

(9 marzo 2017)

Arriverà lunedì 13 marzo, finalmente, in Aula a Montecitorio la proposta di legge sul testamento biologico su cui le commissioni sono al lavoro da mesi. Dopo aver superato una serie di emendamenti ostruzionistici, e dopo aver elaborato a lungo una proposta unitaria con decine di audizioni e un confronto serrato, arriva il momento atteso. Una discussione generale in assemblea, poi la prova del voto per il tentativo di approvare la legge. “Un passaggio fondamentale – commenta Delia Murer, deputata Mdp, componente della commissione Affari sociali e prima firmataria di una delle proposte da cui è scaturito il dibattito -. Il nostro obiettivo è dotare il Paese di una normativa mite, non invasiva, che fissi alcuni diritti che sono elementi di civiltà. Nessun obbligo per nessuno ma solo la frontiera laica del diritto alla libera scelta, su temi sensibili su cui a volte la discussione, impropriamente, è deragliata su argomenti che non c’entrano con la proposta di legge e col dibattito in corso”. La deputata Murer ha rilasciato, nei giorni scorsi, una intervista sul tema a Radio Radicale che si può ascoltare per intero al link o leggere nel resoconto scritto che seguono.

Leggi tutto: Biotestamento, finalmente la discussione in Aula

(2 febbraio 2017)

“La questione lavoro è quella centrale, a partire dalla lotta alla precarietà fino alla creazione di nuovi strumenti per rilanciare l’occupazione e proteggere chi non lavora”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, a margine del dibattito nella commissione della Camera dei deputati sulla Proposta di legge, con primo firmatario Cesare Damiano, che punta a riformare lo strumento dei voucher. “Sono tra le firmatarie della proposta – commenta la deputata Murer – e mi auguro che si arrivi rapidamente alla sua approvazione. Non per evitare la consultazione referendaria promossa dalla Cgil ma perché è una vera, pressante, esigenza del Paese. Il voucher deve tornare allo spirito originario: cioè retribuire forme di lavoro occasionale per ambiti molto ben delineati e ristretti. Nella proposta di legge vengono elencati: dai piccoli lavori domestici alle ripetizioni private, dai piccoli lavori di giardinaggio alla collaborazione con enti di volontariato. Il tutto dentro un perimetro definito, con soglie fissate. Solo così si evitano sfruttamento e precariato cronico, che vanno per altro verso aggrediti anche su fronti diversi. Non esistono, infatti, solo i voucher. La questione lavoro in Italia è ampia, complessa e articolata e andrebbe affrontata con cura, con l’ascolto delle parti sociali, con un impegno anche economico significativo, dentro una ottica di sostegno alle imprese e di protezione di chi viene espulso dal ciclo produttivo o non riesce a entrarvi. Misure serie e strutturali che richiedono un vero cambio di passo”.