Delia Murer

(9 febbraio 2017)

Si inasprisce la discussione nella Commissione Affari sociali della Camera sul Biotestamento. Il voto sulla legge, uscita come testo base dal Comitato che ha avuto il compito di armonizzare le varie proposte, è fermo all’articolo uno, mentre una riunione di presidenza si prepara a fissare il calendario delle prossime sedute. L’obiettivo è provare a garantire l’arrivo nell’aula di Montecitorio nei tempi fissati, cioè per la fine di febbraio. “Noi siamo impegnati – spiega Delia Murer, deputata Pd, prima firmataria di una delle proposte – ad approvare una legge sul tema, perché c’è bisogno di una normativa leggera, non invasiva, ma che chiarisca alcuni punti e rinforzi diritti fondamentali come quello alla rinuncia dei trattamenti sanitari, inclusi nutrizione e idratazione artificiali che tali sono considerati dalla comunità scientifica. Portare questo dibattito, come già avvenuto in passato, su un livello puramente ideologico, al solo fine di boicottare la legge, è un errore. Così come è del tutto fuori luogo parlare di eutanasia. Siamo di fronte alla definizione per legge, al fine di uscire da un’ambiguità, di un diritto all’autodeterminazione rispetto alle terapie già garantito dalla Costituzione. Quelli della nutrizione e dell'idratazione artificiali sono senza alcun dubbio trattamenti sanitari. Tra l’altro, in alcuni casi appaiono anche molto invasivi. Qui si tratta di difendere la dignità della persona e il suo diritto a scegliere”.

 

(2 febbraio 2017)

“La questione lavoro è quella centrale, a partire dalla lotta alla precarietà fino alla creazione di nuovi strumenti per rilanciare l’occupazione e proteggere chi non lavora”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, a margine del dibattito nella commissione della Camera dei deputati sulla Proposta di legge, con primo firmatario Cesare Damiano, che punta a riformare lo strumento dei voucher. “Sono tra le firmatarie della proposta – commenta la deputata Murer – e mi auguro che si arrivi rapidamente alla sua approvazione. Non per evitare la consultazione referendaria promossa dalla Cgil ma perché è una vera, pressante, esigenza del Paese. Il voucher deve tornare allo spirito originario: cioè retribuire forme di lavoro occasionale per ambiti molto ben delineati e ristretti. Nella proposta di legge vengono elencati: dai piccoli lavori domestici alle ripetizioni private, dai piccoli lavori di giardinaggio alla collaborazione con enti di volontariato. Il tutto dentro un perimetro definito, con soglie fissate. Solo così si evitano sfruttamento e precariato cronico, che vanno per altro verso aggrediti anche su fronti diversi. Non esistono, infatti, solo i voucher. La questione lavoro in Italia è ampia, complessa e articolata e andrebbe affrontata con cura, con l’ascolto delle parti sociali, con un impegno anche economico significativo, dentro una ottica di sostegno alle imprese e di protezione di chi viene espulso dal ciclo produttivo o non riesce a entrarvi. Misure serie e strutturali che richiedono un vero cambio di passo”.

 

 (8 dicembre 2016)

"Un'ottima base di partenza, un accordo iniziale che può rappresentare davvero l'inizio di un cammino per fissare un diritto civile fondamentale". Lo dice Delia Murer, deputata Pd, a commento dell'adozione nella Commissione affari sociali della Camera di un Testo base di legge sul tema del Consenso informato e delle Dichiarazioni anticipate di trattamento. Al testo si è arrivati dopo un lungo lavoro di elaborazione su diverse proposte di legge su una vicenda cruciale, che già nella scorsa legislatura fu oggetto di discussione senza approdare ad alcuna conclusione. "Anche con questa legislatura - commenta Delia Murer - non sarà facile arrivare alla fine. I tempi stringono ma resta importante il fatto che, seppure in un Comitato ristretto, ascoltando tutte le sensibilità e mettendo insieme vari contributi, si sia giunti ad un articolato normativo di base su cui si può cominciare un cammino. Un buon testo, che fissa principi importanti, che mi sembrano andare nella direzione di quel diritto mite che era auspicato anche nella mia Proposta di legge, e che mi sembra l'approccio più ragionevole su una materia su cui la norma deve entrare con attenzione e sensibilità".

Ecco il testo integrale della Proposta base.

Leggi tutto: Dichiarazioni anticipate di trattamento, ecco il...

(19 gennaio 2017)

Prosegue la discussione nella commissione Affari sociali della Camera sul Testamento biologico. Dopo un ciclo di dibattito, audizioni e un lungo lavoro di un Comitato ristretto che ha elaborato una Proposta di legge unificata, si passa all’esame degli emendamenti. Nei giorni scorsi ne sono stati presentati oltre 2500, con una chiara intenzione ostruzionistica da parte di alcuni settori dell’opposizione. Per un accordo tra le forze politiche, però, saranno portati in votazione soltanto 256 emendamenti, in modo da giungere rapidamente ad una votazione e al passaggio in Aula. “Il tema è delicato e importante – commenta Delia Murer, deputata del Pd e prima firmataria di una delle proposte di legge che hanno attivato la discussione -. Abbiamo condotto con un buon equilibrio oltre tre mesi di audizioni e confronto. Mi auguro che il dibattito continui nel merito, con un confronto pacato di idee, fuori da tattiche ostruzionistiche che hanno come obiettivo non quello di arrivare ad una buona legge ma di non fare alcuna legge, di bloccare il provvedimento e lasciare tutto così."

Leggi tutto: Biotestamento, dibattito non sia ideologico

(17 novembre 2016)

“E’ necessario che il Parlamento intervenga sull’enorme tema dell’obiezione di coscienza di medici e infermieri che si rifiutano di effettuare le interruzioni di gravidanza e creano enormi disagi nella sanità pubblica italiana rispetto all’applicazione della legge 194 e all’esercizio di un diritto riconosciuto”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, prima firmataria di un emendamento alla Legge di Bilancio, presentato nei giorni scorsi in Commissione. “L’emendamento – continua la deputata – aveva come obiettivo quello di imporre al Servizio sanitario nazionale l'accesso tempestivo all'intervento interruttivo della gravidanza in ciascuna azienda ospedaliera. Lo si poteva fare obbligando le aziende locale ad avere sempre presente un’equipe formata da almeno un medico ginecologo, un'ostetrica e un infermiere che non abbiano sollevato obiezione di coscienza. Purtroppo l’emendamento non è stato ammesso al voto, ed è stato respinto anche il ricorso. Ma noi ci proveremo ancora perché questa è una grande questione su cui non possiamo restare in silenzio”. L’emendamento era stato firmato anche dalle deputati Lenzi, Miotto, Amato, Agostini, Di Salvo, Pollastrini, Gnecchi, Cenni. 

Ecco il testo depositato.

Leggi tutto: 194, garantire il servizio in ogni azienda