Delia Murer

(3 luglio 2013)

“Giusto percorrere anche la strada di pene alternative al carcere, per alcuni reati, e in determinate circostanze, ma bisogna rinforzare la rete di servizi sociali territoriali, altrimenti il meccanismo rieducativo e d’inserimento viene vanificato”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, componente della commissione Affari sociali, a margine della discussione in Aula a Montecitorio della proposta di legge dal titolo “Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili”. Un provvedimento che punta ad alleggerire il peso carcerario, con misure detentive alternative, lasciando comunque, entro i limiti fissati, scelte di opportunità alla magistratura. La commissione Affari sociali, in particolare – continua l’on. Murer – ha valutato, per sua competenza, l’istituto della messa in prova, che è una maniera di misurare il livello di reinserimento sociale possibile per un detenuto. E’ evidente che le funzioni dei servizi sociali per la messa alla prova svolte dagli uffici di esecuzione penale esterna del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, hanno necessità di essere attrezzati per questo bisogno. E’ necessario che tali uffici dispongano di strutture e di risorse adeguate, così come si debbono poter costruire meccanismi di collaborazione con il Terzo settore. Altrimenti viene vanificato il senso stesso della costruzione di un’alternativa vera al carcere”.