Delia Murer

(13 dicembre 2012)

“Sono stati giorni difficili per la tenuta del Paese. Ogni volta che Berlusconi entra sulla scena l’Italia paga un prezzo in termini di credibilità e solidità. Speriamo di non veder vanificati, in poche settimane, i sacrifici fatti per un anno intero. La preoccupazione c’è, ma c’è anche la consapevolezza di aver, nel centrosinistra, un progetto chiaro, una leadership solida, un programma condiviso per le prossime elezioni”. Lo dichiara Delia Murer, dopo la decisione del Pdl di non votare più la fiducia al Governo, e di accelerare il percorso verso il voto. Si andrà alle urne, probabilmente, il prossimo 17 febbraio, circa due mesi prima della scadenza naturale della legislatura. Una improvvisa velocizzazione che lascia a terra alcuni provvedimenti importanti e mette il Paese nel rischio di una campagna elettorale accesa e dura. “L’Italia – continua l’on. Murer – non ha bisogno di risse ma di progetti. C’è una sofferenza sociale enorme. Dobbiamo tracciare una strada per uscire dalla crisi, con serietà e credibilità. Questo è il nostro compito e su questa linea ci muoveremo”. Di seguito il discorso che il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha tenuto alla Camera in occasione del voto di fiducia al Governo.

 

 

Signor Presidente, non vorrei rubare il mestiere ai commentatori politici, ma mi sembra che la situazione che si è venuta a creare sia piuttosto chiara. In primo luogo, l'onorevole Berlusconi ha deciso di scendere in campo. In secondo lungo, scende in campo con il suo piatto forte da spartirsi con la Lega, come abbiamo sentito, cioè: no Stato, no Europa, no regole, no tasse, no comunisti e così via.

La discesa in campo e l'avvio, perché di questo si tratta, della sua campagna elettorale vengono suonate in la maggiore, cioè dichiarando subito che Monti è un usurpatore e un affamatore del popolo. Ora, una persona in buona sede potrebbe chiedere: ma tutto questo dalla sera alla mattina? Tutto questo su un provvedimento che incide fortemente sui costi della politica? Tutto questo esponendosi alla critica di volersi opporre a norme sull'incandidabilità?

Queste domande sarebbero giuste, ma fatte da uno che avesse vissuto su Marte negli ultimi dieci anni, perché in realtà noi conosciamo bene l'incoerenza e la spregiudicatezza di chi ha compiuto questi gesti in queste ore e sappiamo quindi che non c'è niente di nuovo sotto il sole.

Invece, si potrà dire seriamente dell'amarezza di vedere l'eterno ritorno di quelle strade che ci hanno portato al disastro, in un Paese che avrebbe un drammatico bisogno di una nuova assunzione di responsabilità da parte di tutti.
Ma, alla fine, mi chiedo e chiedo ai colleghi del PdL, glielo chiedo sinceramente: come poteva aspettarsi qualcosa d'altro?

Poco più di un anno fa è caduto il Governo Berlusconi e in un intero anno noi non abbiamo mai, dico mai, avuto notizia di una discussione in casa vostra sul seguente ordine del giorno: ma negli ultimi dieci anni abbiamo forse sbagliato qualcosa?

Noi non abbiamo mai saputo che questa ipotesi vi abbia sfiorato per un attimo, né a proposito dell'azione di Governo né a proposito della natura personalistica, si potrebbe dire padronale, del vostro meccanismo politico. È evidente che, se non vi è niente da riflettere su questo, niente da cambiare, è ovvio che il Governo Monti, dal vostro punto di vista, non sia una transizione verso un'altra cosa, come è per noi.

No, è una parentesi: la apri, la chiudi e torna tutto come prima. Il problema, cari colleghi del PdL, è che in Italia ci siamo anche noi e le domande che voi non vi fate, le domande che voi non vi fate, ve le facciamo noi, una a una a proposito anche dell'intervento di ieri dell'onorevole Cicchitto.

Cominciate a rispondere a questa domanda: pensate o no di avere qualche responsabilità se l'Italia è là dove non doveva essere, sul punto più esposto della crisi? Non vi era ragione che fossimo lì, non vi era ragione che fossimo in squilibrio di finanza pubblica: più spesa corrente, più tassazione, più debito, ancora prima della crisi. Colleghi leghisti, venite a dire di recessione? Ma lo sapete che è dal 2007 che noi perdiamo 20 punti di produzione industriale?
Lo sapete che sono cinque anni buoni che il reddito delle famiglie va giù, e quindi i risparmi, e quindi i consumi?

Attenzione bene: ci si raccontava, in quegli anni, che la crisi era psicologica, che stavamo meglio degli altri. Voi ci avete raccontato questo! Siete stati degli irresponsabili, degli irresponsabili, voi e tutti quelli, in giro per l'Italia, che hanno fatto finta di credervi, sperando che si bagnasse solo la terza classe, per egoismo sociale.

E non vi era neanche ragione che vi fosse un solco così profondo fra istituzioni politiche e i cittadini, che fosse così ampio il discredito. Pensate di non avere avuto niente a che fare con questo? Pensate di avere sempre svolto il vostro compito con disciplina e onore, come dice la Costituzione? Pensate questo o avete qualcosa da chiedervi?

E chi ha firmato in Europa - lo ha detto il collega Della Vedova - non potendo portare riforme e credibilità, un patto del pareggio strutturale di bilancio per l'anno prossimo? Solo noi ce lo abbiamo, il Paese più in recessione dopo la Grecia! Chi ha firmato? Ha firmato Monti? No, hanno firmato Berlusconi e Tremonti! Loro hanno firmato!

Quindi, da lì derivano le manovre, i tagli, le tasse. L'IMU non è la tassa di Monti, è la tassa di Berlusconi e Tremonti.
Non tutto quello che ha fatto e fa il Governo Monti a noi piace, lo sapete benissimo, lo abbiamo detto, però noi abbiamo una parola sola: abbiamo detto qui un anno fa che noi saremmo stati leali, e saremo leali, cercando di correggere e dicendo le cose che non ci piacciono. Saremo leali, siamo pronti ad essere leali fino alla fine della legislatura, leali nel sostegno al Governo e leali alle indicazioni del Capo dello Stato, che, ancora una volta, saprà guidarci in questo frangente difficile.