Delia Murer

(1 giugno 2017)

Si aprirà lunedì, in Aula, alla Camera dei deputati, la discussione sulla nuova legge elettorale, dopo l’esame della commissione Affari costituzionali. Entro la prossima settimana, secondo il calendario fissato dai capigruppo, si dovrebbe arrivare all'approvazione, per poi passare al Senato, dove la nuova legge dovrebbe essere varata entro la prima settimana di luglio. Un’accelerazione che vede concordi Pd, Forza Italia e Movimento cinque stelle su un modello che è proporzionale, senza preferenze e con sbarramento al 5%. “Une legge che solleva in noi non poche perplessità – commenta Delia Murer, deputata Articolo Uno Movimento democratico progressista -: si va verso un sistema che non garantisce governabilità, con l’intenzione evidente di costruire dopo il voto una grande coalizione tra Pd e Forza Italia e condurre così il Paese per i prossimi anni su politiche di destra. Il disappunto maggiore, però, è verso un nuovo Parlamento di nominati. Pensavamo che si fosse chiusa la stagione delle liste bloccate e invece si torna, sostanzialmente, agli eletti indicati direttamente dai capipartito, con i capilista, i listini e senza un diritto vero di scelta degli elettori. Questo sembra essere l’errore più grande, in un tempo di grave crisi di fiducia dei cittadini verso le istituzioni”. 

Mdp sta proponendo una petizione contro i nominati, il cui testo è il seguente. 

 

 

Al Presidente del Senato.

Alla Presidente della Camera dei Deputati.

Il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre ha segnato uno spartiacque nella vita politica del nostro Paese. Con l’affermazione del NO i cittadini italiani hanno respinto non solo una riforma costituzionale molto discutibile, ma nella sostanza anche il sistema elettorale ad essa strettamente collegato, il cosiddetto Italicum.

Dei due pilastri dell’Italicum, il ballottaggio e i capilista bloccati, il primo è stato definitivamente cancellato dalla sentenza della Corte Costituzionale del 25 gennaio, mentre restano in piedi i capilista bloccati, che sottrarrebbero alla scelta dei cittadini italiani quasi i tre quarti dei membri del prossimo Parlamento.

Ciò è totalmente inaccettabile.

Votare con questo sistema o con un’altra legge che non permetta ai cittadini di scegliere gli eletti infliggerebbe un altro colpo durissimo al prestigio e all’autorevolezza del Parlamento e accrescerebbe la distanza fra cittadini e istitituzioni parlamentari.

Per queste ragioni chiediamo

che la riforma della legge elettorale attualmente in discussione cancelli il sistema dei capilista bloccati e restituisca ai cittadini il potere di scegliere in maniera diretta e riconoscibile i propri rappresentanti alla Camera e al Senato. Ciò è indispensabile per tornare ad avere parlamentari che rispondano agli elettori del loro operato e che non siano semplicemente guidati dal vincolo di fedeltà al capo-partito o capocorrente che li ha nominati.

FIRMA CONTRO UN PARLAMENTO DI NOMINATI