Delia Murer

(13 aprile 2017)

I nuovi Livelli essenziali di assistenza esistono sulla carta ma fanno fatica a diventare realtà. Lo denuncia l'Osservatorio per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale della Fondazione Gimbe, che ha presentato un dettagliato dossier sul tema. “Emergono dati preoccupanti – commenta Delia Murer, deputata della commissione Affari sociali, vicecapogruppo alla Camera di Articolo Uno Movimento Democratici e Progressisti -, su cui va fatto un approfondimento, al fine di non vanificare uno strumento atteso da dieci anni e che va poi concretizzato, non solo sul tema delle coperture ma anche – come documenta il dossier Gimbe – degli strumenti tecnico-normativi. Incalzeremo il Governo in questo senso”.  "La pubblicazione dei nuovi Lea in Gazzetta Ufficiale – ha affermato alle agenzie Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - conclude un iter atteso da quasi 10 anni: grande merito al ministro Lorenzin per aver raggiunto un successo politico mancato dai suoi predecessori. Tuttavia, sfumata l'onda di entusiasmo mediatico, è doveroso rilevare che l'accessibilità alla maggior parte delle prestazioni incluse nei nuovi Lea è ancora un lontano miraggio per cittadini e pazienti, senza necessariamente voler entrare nel merito della copertura finanziaria".

 

L'Osservatorio ha rilevato che - in particolare i commi 1-5 dell'articolo 64 (Norme finali e transitorie) - "fanno emergere un provvedimento 'orfano' di indispensabili documentazioni tecniche, che rimanda ad ulteriori atti legislativi dalle tempistiche in parte ignote e imprevedibili, in parte note ma difficilmente applicabili in tutte le Regioni secondo le scadenze previste". "Va definita – ha spiega ancora Cartabellotta - una precisa tabella di marcia per fornire certezze a cittadini e pazienti sulla reale fruibilità dei nuovi Lea in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Infatti, rimandando ad atti successivi numerosi aspetti applicativi, il Dpcm li affida ad una tanto leale quanto utopistica collaborazione Stato-Regioni: secondo la storia recente, infatti, quando si entra nel merito delle risorse in sanità, assistiamo impotenti ad un acceso conflitto istituzionale che si ripercuote, oltre che su aziende e professionisti sanitari, su cittadini, pazienti e famiglie, soprattutto sulle categorie economicamente e socialmente più deboli".