Delia Murer

(21 dicembre 2016)

Convegno alla Camera dei deputati per ricordare, a dieci anni dalla morte, Piergiorgio Welby e rilanciare l’impegno per una legge sul Fine vita. Lo ha organizzato l’Associazione Luca Coscioni e si è svolto martedì 20 dicembre. “Un momento importante – commenta Delia Murer, deputata Pd, componente della Commissione Affari sociali – perché ci ricorda il senso di un impegno che stiamo conducendo da anni per dotare questo Paese di una normativa che garantisca il diritto della persona a scegliere e ad autodeterminarsi rispetto ai trattamenti sanitari”. Welby, malato di distrofia muscolare, nel 2006 scrisse al presidente della Repubblica, chiedendo di poter dire di no al trattamento a cui era sottoposto, e aprendo così un dibattito sul tema del diritto all’interruzione delle terapie, che coinvolse tutto il Paese. “La Costituzione – continua la deputata Murer - dice all’articolo 32 che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento”: per questo si rende indispensabile una legge che regolamenti la scelta di fine vita”. A questo proposito, è ormai incardinata presso la Commissione Affari sociali della Camera, un testo di legge base, risultato di un lavoro congiunto su varie Proposte di legge (tra cui una dell’on. Murer), che rappresenta una base di confronto per giungere a una normativa sul tema.

"Se mio marito avesse avuto questa legge davanti a sé, avrebbe detto che è una grande cosa, perché permetterà di dire al medico 'sedami e lasciami morire'", ha commentato con il settimana Panorama, Mina Welby, moglie di Piergiorgio. “Il testo – ha aggiunto l’on. Donata Lenzi (Pd), relatrice della proposta di legge - riconosce il diritto del malato a interrompere qualsiasi cura, compresa idratazione e alimentazione. Potrà essere migliorato con gli emendamenti ma comunque è un buon passo avanti. È vero, arriviamo ultimi in Europa, ma proprio per questo sarebbe importante arrivarci entro pochi, pochissimi mesi".