Delia Murer

(17 luglio 2013)

Dopo un lungo lavoro nelle commissioni è in dirittura di arrivo, alla Camera, l’approvazione del disegno di legge di ratifica del cosiddetto “decreto del fare”, uno dei primi provvedimenti significativi del Governo Letta sui temi economici. L’atto sarà all’esame e al voto di Montecitorio a partire da lunedì. Si tratta di un provvedimento che non contiene iniziative drastiche, ma tanti piccoli interventi (80 misure) su infrastrutture, scuola, università che dovrebbero stimolare l’economia. Il lavoro nelle commissioni parlamentari è stato intenso, con centinaia di emendamenti e piccoli correttivi approvati. “Anche la commissione Affari sociali – commenta Delia Murer, deputata pd e componente di questa commissione – ha esaminato la proposta, per alcuni aspetti, come quello delle Ipab. Nell’insieme il giudizio è positivo.

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(3 luglio 2013)

“Giusto percorrere anche la strada di pene alternative al carcere, per alcuni reati, e in determinate circostanze, ma bisogna rinforzare la rete di servizi sociali territoriali, altrimenti il meccanismo rieducativo e d’inserimento viene vanificato”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, componente della commissione Affari sociali, a margine della discussione in Aula a Montecitorio della proposta di legge dal titolo “Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili”. Un provvedimento che punta ad alleggerire il peso carcerario, con misure detentive alternative, lasciando comunque, entro i limiti fissati, scelte di opportunità alla magistratura. La commissione Affari sociali, in particolare – continua l’on. Murer – ha valutato, per sua competenza, l’istituto della messa in prova, che è una maniera di misurare il livello di reinserimento sociale possibile per un detenuto.

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(22 maggio 2013)

E’ ormai imminente la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011, da parte della Camera dei deputati. In questi giorni il disegno di legge è stato approvato nelle commissioni competenti. La prossima settimana sarà in Aula, a Montecitorio. Nella commissione Affari sociali, relatrice del provvedimento è stata la deputata Delia Murer, che ha portato all’approvazione un parere che conteneva anche un impegno per il Governo ad assumere iniziative successive per finanziare centri antiviolenza, case rifugio e altre azioni di tutela della vittima e prevenzione del fenomeno. Ecco, di seguito, il resto della relazione dell’on. Murer e il parere approvato.

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(29 maggio 2013)

di Delia Murer

 

L’approvazione, avvenuta ieri alla Camera dei deputati, del disegno di legge di ratifica della Convenzione di Istanbul in tema di violenza sulle donne è un momento di straordinaria importanza, che può segnare un cambio radicale di fase rispetto ad un tema su cui, negli ultimi anni, si sono versate molte parole e sono maturate, però, ben poche azioni. La Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica è stata varata dal Consiglio d’Europa lo scorso 11 maggio 2011, ad Istanbul. Essa è stata aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d'Europa, degli Stati non membri che hanno partecipato alla sua elaborazione e dell'Unione europea. Il nostro Paese ha sottoscritto il trattato il 27 settembre 2012. Solo ieri, però, è arrivata la ratifica da parte della Camera. C’è stato un ampio dibattito, purtroppo ignorato dai media. La Convenzione entrerà in vigore al deposito della decima ratifica, purché di almeno 8 Stati membri del Consiglio d'Europa. Allo stato attuale essa è stata firmata da 25 Stati membri del Consiglio d'Europa di cui 17 Paesi dell'Unione europea. La Convenzione di Istanbul costituisce il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza. Si compone di un preambolo, e 81 articoli raggruppati in dodici capitoli. L’obiettivo del trattato è creare un quadro globale e integrato che consenta la protezione delle donne. Nella Convenzione, in particolare, la violenza nei confronti delle donne è definita come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione da contrastare ad ogni livello.

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(15 maggio 2013)

E’ cominciato in XII commissione permanente “Affari sociali” la discussione sul cosiddetto “decreto Balduzzi”, dal nome del precedente Ministro della Salute. Il decreto, che conteneva disposizioni urgenti in materia sanitaria, è stato già convertito in legge al Senato e dovrà arrivare in Aula, a Montecitorio, entro il 25 maggio prossimo. Due gli articoli di cui si compone il provvedimento: il primo riguarda la soppressione degli Ospedali psichiatrici giudiziari e tutta una serie di interventi connessi; il secondo il delicato tema dell’uso di particolari medicinali, e delle staminali per terapie avanzate. “Due temi di grande importanza, su cui abbiamo già fatto un discorso articolato nella scorsa legislatura – dice Delia Murer, componente della commissione Affari sociali – e su cui, a prescindere dall’esito della conversione del decreto, bisognerà avviare un approfondimento ulteriore”.

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