Delia Murer

(29 maggio 2013)

di Delia Murer

 

L’approvazione, avvenuta ieri alla Camera dei deputati, del disegno di legge di ratifica della Convenzione di Istanbul in tema di violenza sulle donne è un momento di straordinaria importanza, che può segnare un cambio radicale di fase rispetto ad un tema su cui, negli ultimi anni, si sono versate molte parole e sono maturate, però, ben poche azioni. La Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica è stata varata dal Consiglio d’Europa lo scorso 11 maggio 2011, ad Istanbul. Essa è stata aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d'Europa, degli Stati non membri che hanno partecipato alla sua elaborazione e dell'Unione europea. Il nostro Paese ha sottoscritto il trattato il 27 settembre 2012. Solo ieri, però, è arrivata la ratifica da parte della Camera. C’è stato un ampio dibattito, purtroppo ignorato dai media. La Convenzione entrerà in vigore al deposito della decima ratifica, purché di almeno 8 Stati membri del Consiglio d'Europa. Allo stato attuale essa è stata firmata da 25 Stati membri del Consiglio d'Europa di cui 17 Paesi dell'Unione europea. La Convenzione di Istanbul costituisce il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza. Si compone di un preambolo, e 81 articoli raggruppati in dodici capitoli. L’obiettivo del trattato è creare un quadro globale e integrato che consenta la protezione delle donne. Nella Convenzione, in particolare, la violenza nei confronti delle donne è definita come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione da contrastare ad ogni livello.

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(22 maggio 2013)

E’ ormai imminente la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011, da parte della Camera dei deputati. In questi giorni il disegno di legge è stato approvato nelle commissioni competenti. La prossima settimana sarà in Aula, a Montecitorio. Nella commissione Affari sociali, relatrice del provvedimento è stata la deputata Delia Murer, che ha portato all’approvazione un parere che conteneva anche un impegno per il Governo ad assumere iniziative successive per finanziare centri antiviolenza, case rifugio e altre azioni di tutela della vittima e prevenzione del fenomeno. Ecco, di seguito, il resto della relazione dell’on. Murer e il parere approvato.

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(30 aprile 2013)

Signora Presidente, onorevoli deputati, appena una settimana fa il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, pronunciava il suo discorso di insediamento alla Presidenza della Repubblica. A lui consentitemi di rivolgere un sincero ringraziamento per lo straordinario spirito di dedizione alla nostra comunità nazionale, con il quale ha accettato la rielezione per il secondo mandato Voglio inoltre ringraziare i Presidenti?? del Senato, Piero Grasso, e della Camera, Laura Boldrini, per la collaborazione offerta nella fase di consultazione in questo primissimo avvio dell'esperienza di Governo. Quella del Presidente Napolitano è stata – lo sappiamo – una scelta eccezionale. Eccezionale perché tale è il momento che l'Italia e l'Europa si trovano a vivere oggi. Di fronte all'emergenza il Presidente della Repubblica ci ha invitato a parlare il linguaggio della verità.

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(15 maggio 2013)

E’ cominciato in XII commissione permanente “Affari sociali” la discussione sul cosiddetto “decreto Balduzzi”, dal nome del precedente Ministro della Salute. Il decreto, che conteneva disposizioni urgenti in materia sanitaria, è stato già convertito in legge al Senato e dovrà arrivare in Aula, a Montecitorio, entro il 25 maggio prossimo. Due gli articoli di cui si compone il provvedimento: il primo riguarda la soppressione degli Ospedali psichiatrici giudiziari e tutta una serie di interventi connessi; il secondo il delicato tema dell’uso di particolari medicinali, e delle staminali per terapie avanzate. “Due temi di grande importanza, su cui abbiamo già fatto un discorso articolato nella scorsa legislatura – dice Delia Murer, componente della commissione Affari sociali – e su cui, a prescindere dall’esito della conversione del decreto, bisognerà avviare un approfondimento ulteriore”.

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(17 marzo 2013)

“Due nomi di altissimo profilo, che testimoniano la possibilità di un cambiamento che mantenga radici nella competenza, nella solidità, che non sia un salto nel buio. La scelta di Laura Boldrini alla Camera e quella di Piero Grasso al Senato sono un segnale inequivocabile”. Lo dichiara Delia Murer, deputata del Pd, in occasione delle prime sedute della Camera dei deputati chiamate ad eleggere i presidenti. “Nei primi scrutini abbiamo votato scheda bianca – continua Murer – per dare un segnale di apertura, per avviare un ragionamento con altri soggetti. Poi, alla chiusura di tutte le strade, abbia fatto una scelta interna al centrosinistra, e mi sembra che l’orientamento sia netto. La direzione è del cambiamento, non improvvisato, con persone serie, di spessore, di competenza, che guardino fortemente alla legalità e al sociale”.

“Mi piace sottolineare soprattutto il profilo di Laura Boldrini – spiega l’on.Murer -, una donna impegnata in primissima linea sul fronte umanitario. Il suo lavoro per la tutela dei rifugiati politici, la sua fortissima sensibilità ai temi della solidarietà, la sua conoscenza del mondo dei migranti, il suo prestigio internazionale, e al tempo stesso la discontinuità. Una deputata alla prima elezione, una provenienza netta dalla società dell’impegno civile. E, poi, una donna, segno anche questo che ci sono tutte le condizioni politiche per una svolta. Vedremo, nelle prossime settimane, se si riuscirà a tradurre il tutto anche in una proposta per il Governo. Il Paese ha bisogno di risposte rapide e serie. Il profilo dovrà essere quello di questa occasione. Impegno sociale, legalità, solidarietà, alto profilo, competenza. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. La situazione è difficile, ma il dovere è provarci”.