Delia Murer

(10 ottobre 2013)

“Un passo importante, un buon provvedimento. C’è ancora da fare ma per combattere la violenza di genere, in Italia, abbiamo uno strumento in più”. Lo dichiara Delia Murer, componente della commissione Affari sociali, dopo l’approvazione alla Camera della legge di ratifica del decreto legge sul femminicidio. “Il provvedimento – continua l’on. Murer – passa ora al Senato. Mi auguro che sia approvato in tempi rapidissimi e che non decada. Abbiamo lavorato intensamente, nelle commissioni, per migliorare il testo del Governo che, nella sua versione originaria, era carente. Siamo riuscite ad ottenere, con emendamenti mirati, norme di maggiore tutela per le donne, finanziamenti per la rete di centri antiviolenza e case rifugio con il Piano che sarà costruito in modo partecipato e il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità". “La legge – conclude la deputata – è per noi solo un primo passo. La convenzione di Istanbul, che abbiamo ratificato ad inizio di legislatura, comincia a trovare concreta attuazione. C’è ancora da lavorare e lo faremo a partire dalla legge di Stabilità. Ma il tema è ormai una chiara priorità per l’agenda politica”.

Qui è possibile scaricare un dossier dell’ufficio studi del Gruppo Pd alla Camera dal titolo “Violenza di genere: dalla parte delle donne”, che illustra il provvedimento nei dettagli.

Di seguito, invece, il testo integrale dell’intervento di Delia Murer alla Camera nel dibattito sul provvedimento.

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(3 ottobre 2013)

Arriva oggi in Aula, a Montecitorio, per la discussione generale e il voto, la ratifica del decreto legge del Governo sul cosiddetto “femminicidio”. Il provvedimento è stato oggetto di un lungo lavoro nelle commissioni competenti. Sono state ascoltate, in audizione, esperti e operatori, che hanno segnalato numerose criticità, soprattutto rispetto all’articolo 5 del decreto. Successivamente, sono state elaborate, dalle deputate del Pd, una serie di emendamenti, la cui approvazione ha migliorato considerevolmente il testo.

“Il decreto del Governo – dice Delia Murer, firmataria di alcuni emendamenti e intervenuta più volte in commissione – nasceva da una buona intenzione, quella di mettere al centro dell’agenda politica il femminicidio. Tuttavia non conteneva impegni di spesa, non aveva capitoli esaurienti su azioni territoriali e rubricava il tema a sola questione di sicurezza. Su questo abbiamo lavorato e siamo riusciti ad introdurre modifiche sostanziali che danno al decreto un altro senso e finalmente disegnano una mappa di azioni concrete, oltre che di principi”.

In particolare, è stato introdotto un articolo 5 bis, denominato Azioni per i centri antiviolenza e le case rifugio. Tale articolo nella sua formulazione originaria dei relatori dotava il Fondo per le politiche delle pari opportunità di 7 milioni di euro per il 2014 e di 10 milioni di euro l’anno a partire dal 2015. Con un ulteriore emendamento delle deputate Lenzi e Murer la dotazione è stata portata a 10 milioni di euro per l'anno 2013, 7 milioni di euro per l'anno 2014 e di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015. Tali risorse saranno ripartite tra le Regioni tenendo conto di una programmazione che tiene conto degli interventi già operanti, inseriti in una rete di azioni integrate che vengono costruire in un Piano non calato dall’altro ma frutto di concertazione e progettazione partecipata. Ulteriori dotazioni economiche saranno stanziate, poi, nella Legge di stabilità, dando, così nell’insieme, al provvedimento un senso più operativo.

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(11 settembre 2013)

L'Aula della Camera ha approvato il disegno di legge che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali. Il ddl costituzionale - che prevede una deroga all'articolo 138 per la riforma della Costituzione - aveva già ottenuto il primo via libera dal Senato, ora è prevista una pausa di tre mesi prima della seconda lettura in entrambi i rami del Parlamento. Si tratta di un passo importante per tentare di avviare una serie di riforme attese da troppo tempo. “C’è bisogno di cambiamenti strutturali – commenta Delia Murer -. Il Governo, opportunamente, ha portato una proposta che si è messa in cammino. Le riforme sono ancora tutte da scrivere, e vedremo se si troverà un accordo e su quale assetto".

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(26 settembre 2013)

Passa alla Camera dei deputati la legge contro l’omofobia. Un passo avanti su un tema di cui si discute da tempo. La legge Mancino, che condanna l’istigazione all’odio e alla violenza di stampo razzista, si allarga anche all’omofobia, che non è considerata “solo” un’aggravante generica, come voleva il Pdl, ma equiparata alla circostanza ben più pesante della xenofobia. “E’ una novità importante – dichiara Delia Murer – a cui guardare con favore. Un risultato che va difeso, adesso, in Senato”. Non sono mancate le polemiche, soprattutto su un emendamento che ha esentato dalle sanzioni “le organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”.

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(2 agosto 2013)

"Era necessario correre ai ripari e mi pare che lo si stia facendo con grande solerzia". Lo dichiara Delia Murer, nelle ore in cui la Commissione Giustizia della Camera introduce i correttivi per riportare la misura della carcerazione preventiva per chi si macchia del reato di stalking. "L'emendamento fatto passare al Senato - dice la deputata - con cui, di fatto, veniva evitato il carcere preventivo agli stalker è stato un gravissimo errore. Non c'è soggetto per cui le misure cautelari sono più necessarie che uno stalker. In quei casi l'escalation di violenza è quasi certa, e se il soggetto non viene immobilizzato, può esserci uno sbocco tragico. La misura cautelare in carcere è uno strumento indispensabile per proteggere la vittima".

La commissione Giustizia della Camera, in effetti, in queste ore, esaminando il decreto arrivato dal Senato, ha inserito alcuni emendamenti, ripristinando nei fatti il testo originario, e aumentando a cinque anni la pena massima per gli stalker. L'iniziativa è stata del Pd: “Ci siamo battuti per salvaguardare l’impegno contro il sovraffollamento carcerario – ha detto Walter Verini, capogruppo dei democratici in commissione Giustizia – e perchè tornasse la custodia cautelare per i reati di stalking e finanziamento illecito ai partiti”.

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