Delia Murer

(7 novembre 2013)

L'aula della Camera dei deputati ha deliberato la procedura d'urgenza chiesta dal Partito democratico per l'esame delle Proposte di legge di disciplina organica del diritto di asilo. Sull'iter veloce, in genere, decide la conferenza dei capigruppo. Poiché però la scorsa settimana non c'è stato accordo la parola è passata all'Aula. Con l’approvazione della procedura d'urgenza le proposte di legge sul diritto d'asilo verranno calendarizzate già a dicembre. Martedì scorso, durante la conferenza dei capigruppo, si era creato un inedito asse Pdl-Cinque stelle che si sono astenuti sulla proposta Pd non permettendo di raggiungere la maggioranza dei 3/4 necessaria per avere la corsia preferenziale. Scelta civica, Sel e gruppo Misto si erano schierati con il Pd. Lega e Fratelli d'Italia hanno votato contro.

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(31 ottobre 2013)

Incontro alla Camera dei deputati con Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace. Si è svolto lunedì scorso, nella sala Aldo Moro di Montecitorio. Una delegazione di deputati ha incontrato la deputata birmana, leader dell’opposizione, che in questi giorni si trova in Italia per ricevere la cittadinanza onoraria a Roma e Bologna, e fare alcune visite istituzionali. “Ho avuto l’onore di partecipare all’incontro alla Camera – dice Delia Murer – ed è stato un momento di riflessione importante su alcuni temi. Quelli della pace, ma anche del ruolo della donna. Ci siamo trovati di fronte un leader di grandissimo coraggio e di straordinaria personalità”. Qui un filmato con i tratti salienti dell’incontro.

Aung San Suu Kyi è attiva da molti anni nella difesa dei diritti umani diventando leader e simbolo del movimento non-violento. Fortemente influenzata dagli insegnamenti di Gandhi e dai concetti buddisti, Aung San Suu Kyi entrò in politica fondando la Lega Nazionale per la Democrazia, il 27 settembre 1988. Neanche un anno dopo le furono comminati gli arresti domiciliari, con la concessione che se avesse voluto abbandonare il paese, lo avrebbe potuto fare. Aung San Suu Kyi rifiutò la proposta del regime e rimase agli arresti in Birmania per testimoniare la sua battaglia non violenta. Nel 1990 alle elezioni ci fu una schiacciante vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, destinata ad essere Primo Ministro, tuttavia i militari rigettarono il voto, e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. L'anno successivo Aung San Suu Kyi vinse il premio Nobel per la Pace, e usò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione a favore del popolo birmano. Gli arresti domiciliari le furono revocati nel 1995, ma rimase comunque in uno stato di semi libertà. Gli arresti domiciliari furono rinnovati per un anno nel 2005 e ulteriormente rinnovati nel 2006 e nel 2007. Il 13 novembre 2010 Aung San Suu Kyi è stata liberata. Il 1º aprile 2012 ha ottenuto un seggio al parlamento birmano. Nonostante ciò la Birmania non è ancora libera e il passato dittatoriale grava ancora sulla nazione. Solo il 16 giugno 2012 ha potuto ritirare personalmente il premio Nobel per la Pace.

 

 

(10 ottobre 2013)

“Un passo importante, un buon provvedimento. C’è ancora da fare ma per combattere la violenza di genere, in Italia, abbiamo uno strumento in più”. Lo dichiara Delia Murer, componente della commissione Affari sociali, dopo l’approvazione alla Camera della legge di ratifica del decreto legge sul femminicidio. “Il provvedimento – continua l’on. Murer – passa ora al Senato. Mi auguro che sia approvato in tempi rapidissimi e che non decada. Abbiamo lavorato intensamente, nelle commissioni, per migliorare il testo del Governo che, nella sua versione originaria, era carente. Siamo riuscite ad ottenere, con emendamenti mirati, norme di maggiore tutela per le donne, finanziamenti per la rete di centri antiviolenza e case rifugio con il Piano che sarà costruito in modo partecipato e il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità". “La legge – conclude la deputata – è per noi solo un primo passo. La convenzione di Istanbul, che abbiamo ratificato ad inizio di legislatura, comincia a trovare concreta attuazione. C’è ancora da lavorare e lo faremo a partire dalla legge di Stabilità. Ma il tema è ormai una chiara priorità per l’agenda politica”.

Qui è possibile scaricare un dossier dell’ufficio studi del Gruppo Pd alla Camera dal titolo “Violenza di genere: dalla parte delle donne”, che illustra il provvedimento nei dettagli.

Di seguito, invece, il testo integrale dell’intervento di Delia Murer alla Camera nel dibattito sul provvedimento.

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(17 ottobre 2013)

Entra nel vivo il confronto in Parlamento sul tanto discusso tema delle riforme istituzionali. Martedì scorso il Governo ha presentato un'informativa del Ministro Quagliariello sulla Relazione finale della Commissione per le riforme costituzionali, e si è aperto il dibattito. “Cominciamo un cammino – dice Delia Murer – che dovrà condurci ad una profonda riflessione sul nostro assetto istituzionale. Può sembrare un tema lontano dalle priorità della gente, dai bisogni più imminenti, che sono legati sicuramente alla crisi economica. Ma dobbiamo ricordare che dagli assetti istituzionali dipendono la governabilità di un Paese e la capacità della politica e delle istituzioni di essere efficaci rispetto ai problemi. Per questo è un tema cruciale”. Cliccando qui si potrà leggere la relazione presentata dal Governo mentre di seguito pubblichiamo l’intervento in Aula del deputato del Pd Bressa, componente della Commissione Affari costituzionali, che ben sintetizza la posizione del Partito democratico sulla vicenda.

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(3 ottobre 2013)

Arriva oggi in Aula, a Montecitorio, per la discussione generale e il voto, la ratifica del decreto legge del Governo sul cosiddetto “femminicidio”. Il provvedimento è stato oggetto di un lungo lavoro nelle commissioni competenti. Sono state ascoltate, in audizione, esperti e operatori, che hanno segnalato numerose criticità, soprattutto rispetto all’articolo 5 del decreto. Successivamente, sono state elaborate, dalle deputate del Pd, una serie di emendamenti, la cui approvazione ha migliorato considerevolmente il testo.

“Il decreto del Governo – dice Delia Murer, firmataria di alcuni emendamenti e intervenuta più volte in commissione – nasceva da una buona intenzione, quella di mettere al centro dell’agenda politica il femminicidio. Tuttavia non conteneva impegni di spesa, non aveva capitoli esaurienti su azioni territoriali e rubricava il tema a sola questione di sicurezza. Su questo abbiamo lavorato e siamo riusciti ad introdurre modifiche sostanziali che danno al decreto un altro senso e finalmente disegnano una mappa di azioni concrete, oltre che di principi”.

In particolare, è stato introdotto un articolo 5 bis, denominato Azioni per i centri antiviolenza e le case rifugio. Tale articolo nella sua formulazione originaria dei relatori dotava il Fondo per le politiche delle pari opportunità di 7 milioni di euro per il 2014 e di 10 milioni di euro l’anno a partire dal 2015. Con un ulteriore emendamento delle deputate Lenzi e Murer la dotazione è stata portata a 10 milioni di euro per l'anno 2013, 7 milioni di euro per l'anno 2014 e di 10 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015. Tali risorse saranno ripartite tra le Regioni tenendo conto di una programmazione che tiene conto degli interventi già operanti, inseriti in una rete di azioni integrate che vengono costruire in un Piano non calato dall’altro ma frutto di concertazione e progettazione partecipata. Ulteriori dotazioni economiche saranno stanziate, poi, nella Legge di stabilità, dando, così nell’insieme, al provvedimento un senso più operativo.

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