Delia Murer

(16 gennaio 2014)

“Le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale possono dare un contributo decisivo alla riforma. Ora, finalmente, si faccia e si chiuda la stagione negativa del porcellum”. Lo dichiara Delia Murer, a proposito del dispositivo con cui la Corte ha illustrato il suo no alla legge elettorale vigente. “Ora ci sono chiari anche i motivi – continua la deputata -; il quadro è più lineare e non ci sono più alibi per nessuno. Si faccia una nuova legge elettorale e rapidamente, abolendo innanzitutto le liste bloccate, che tanti danni hanno creato nel rapporto tra gli eletti e gli elettori, si agisca sui meccanismi giusti per creare maggioranze stabili e si cancelli, finalmente, il porcellum dalla scena”. “Dopo di che, però – conclude l’on. Murer – ci si metta a lavorare, senza mascheramenti, ai problemi reali del Paese: la disoccupazione, la crisi economica, il disagio delle famiglie. Il Governo utilizzi questo tempo per mettere in campo provvedimenti seri e rapidi, e si lavori con unità di intenti. Non è il tempo di lotte interne. Non è il tempo di attese infinite”.

 

(9 gennaio 2014)

"La Bossi-Fini si dovrà rivedere, ma attenzione alle parole del Papa: ha indicato le politiche giuste per le persone più deboli". Lo ha detto Cecile Kyenge, ministra dell'Integrazione, aggiungendo che il suo obiettivo principale per il 2014 è dare alla luce una nuova legge per la cittadinanza. E l'Italia - ha sottolineato - "si è orientata sempre di più sullo Ius soli temperato". “Non posso che condividere le parole della Ministra Kyenge – dice Delia Murer -; tuttavia mi sento di invitare anche lei, e tutto il Governo, ad una maggiore operatività su questo tema. Ormai abbiamo detto più e più volte quali sono gli obiettivi e le necessità. E’ ora di mettersi al lavoro con atti concreti. Si deve intervenire sui Cie, chiudendoli. Si deve cambiare la Bossi Fini. Si deve abolire il reato di clandestinità. Si deve ripensare il modello intero della migrazione in questo Paese, a cominciare dal tema della cittadinanza. Sono sicuramente fatti complessi ma su questi, al momento, stiamo consumando solo slogan. Manca una proposta organica del Governo, su cui intavolare il dibattito parlamentare. In questo modo non arriveremo mai ad un risultato. Bisogna accelerare e dare un impulso, non solo nelle intenzioni, a questa materia. Ci aspettiamo segnali più concreti”.

 

(11 dicembre 2013)

Con 379 sì, 212 no e due astenuti il governo ha ottenuto dall'aula di Montecitorio la fiducia. La richiesta del presidente Letta è arrivata dopo la rottura con Forza Italia e la costituzione del nuovo gruppo del Centrodestra nazionale. "Ci sono le condizioni, adesso, per definire un nuovo patto di governo per il 2014", ha detto il presidente del Consiglio nel suo discorso alla Camera, indicando un nuovo orizzonte temporale per l'esecutivo. "Il grande obiettivo entro il quadro temporale dei 18 mesi – ha aggiunto - è avere istituzioni che funzionino e una democrazia più solida". Le priorità indicate sono: riforme istituzionali (riduzione dei parlamentari, l'eliminazione delle province, la fine del bicameralismo perfetto, modifica delle funzioni delle regioni, la nuova legge elettorale), misure economiche (far scendere il debito, il deficit, le spese, le tasse su famiglie e imprese; aumentare la crescita al 2% nel 2015, aggredire la disoccupazione giovanile; rilanciare gli investimenti pubblici, usando al meglio i fondi strutturali europei; aggiornare le politiche per la competitività industriale, per l'internazionalizzazione e la digitalizzazione delle Piccole e medie imprese; creare un clima favorevole agli investimenti dall'estero, semplificando i codici del lavoro e fiscali e l'iter della giustizia civile).

“Il discorso di Letta – dichiara Delia Murer – mi è sembrato contenere una grande consapevolezza civica. C’è presa di coscienza rispetto alle condizioni del Paese, ed è chiaro a tutti che bisogna agire rapidamente per ridurre i costi della politica, riformare la legge elettorale, rilanciare l’economia e l’occupazione, sostenere imprese e famiglie. Tutto questo ha bisogno di un orizzonte che valga almeno il 2014. A noi spetta il compito di incalzare il governo, di sostenere le sue proposte, di prendere l’iniziativa. A cominciare dalla legge elettorale che, dopo la pronuncia della Corte costituzionale, rappresenta un’assoluta priorità”. "Chi proverà a far saltare il banco – ha concluso Letta alla Camera - ne risponderà davanti ai cittadini. Farò di tutto meno che arrendermi alle tentazioni di chi dice il caos è troppo. Sono convinto che ce la faremo e, per quanto mi riguarda, mi batterò come un leone".

 

 

(20 dicembre 2013)

Approvata anche alla Camera, con voto di Fiducia, la Legge di stabilità. Molte le novità introdotte, restano alcuni punti critici. "Purtroppo - dice Delia Murer - il voto di Fiducia, ha tagliato molte delle possibilità correttive in Aula. Il giudizio sulla legge di stabilità è che su alcuni aspetti si doveva fare di più. Restano, però, alcuni punti positivi che è stato giusto affrontare subito e con decisione. Altro lavoro c'è da fare, soprattutto rispetto alla crisi e al mondo del lavoro". Ecco una rassegna delle principali novità previste dalla legge di Stabilità 2013.

Fondo taglia-cuneo. La riduzione della pressione fiscale è il cavallo di battaglia di tutti. A questo dovrebbe servire il "Fondo per la riduzione della pressione fiscale", alimentato dai risparmi che derivano dalla spending-review e dagli introiti della lotta all'evasione fiscale. Una volta determinato l'ammontare disponibile per tagliare le tasse, compito demandato alla stesura del prossimo Def - Documento di economia e finanza -, queste andranno divise al 50% tra imprese e lavoratori. Nel primo lotto sono inclusi i professionisti e le micro imprese sotto i 181mila euro di valore della produzione e i benefici si sentiranno in una minore Irap. La quota dei lavoratori, invece, è da spartire con i pensionati: i vantaggi saranno in maggiori deduzioni e affini;

Web Tax. E' stata riformulata la proposta di modifica sulla tassa per gli operatori dell'online, dopo che una sua prima versione era già stata approvata dalla Commissione. Dalla versione "allegerita" è scomparso l'obbligo di aprire partita Iva per tutti i soggetti che effettuano il servizio di commercio elettronico diretto o indiretto; rimane invece in piedi la necessità di dotarsi della partita Iva per la pubblicità online e per il diritto d'autore. L'opzione dovrebbe servire a costringere le multinazionali come Google o Amazon a domicilarsi fiscalmente in Italia.

Imu e Tasi. Tra le novità più importanti approvate in Commissione figura lo slittamento dal 16 al 24 gennaio del pagamento della cosiddetta "mini-Imu", cioè il 40% dell'extragettito stimato nei Comuni che hanno aumentato le aliquote nel 2012 o 2013 rispetto allo standard del 4 per mille sulla prima casa. Il governo si è impegnato a restituire quella quota, probabilmente in forma di rimborso nell'ambito della prossima Iuc. Quanto alla Tasi, la tassa sui Servizi indivisibili dei Comuni (quali l'illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade), in Commissione si è tornati alla versione licenziata con fiducia annessa dal Senato. Salta quindi il tetto all'1 per mille del valore catastale per l'imposizione sull'abitazione principale, resta il limite al 2,5 per mille come per la seconda casa. Doppio risultato per il settore agricolo: quanto all'Imu scende la base imponibile per i terreni e vengono esentati i fabbricati strumentali; quanto alla Tasi il tetto massimo per i fabbricati è all'1 per mille.

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(5 dicembre 2013)

Prosegue nelle commissioni della Camera dei deputati l’esame della Legge di stabilità 2014, già licenziata dal Senato e in procinto di arrivare anche nell’Aula di Montecitorio. Sulla proposta iniziale del Governo, il maxiemendamento approvato dal Senato ha introdotto alcune importanti novità. “Al Senato è stato fatto un lavoro approfondito, nonostante la questione di Fiducia posta dal governo – dice Delia Murer -; siamo riusciti a modificare alcune questioni cruciali sulla legge 104, sull’Iva alle cooperative sociali. E’ stato dotato il Fondo per la non autosufficienza e sono stati stanziati ulteriori 30 milioni di euro per il Piano nazionale contro la violenza di genere. Naturalmente contiamo alla Camera, sia nel lavoro di commissione che di Aula, di introdurre nuovi correttivi. Sono necessarie più risorse sul sociale, e c’è il capitolo dei Minori stranieri non accompagnati su cui attualmente la legge di stabilità non colloca alcuna posta, scaricando di fatto sugli enti locali tutto il peso di un’azione che comunque deve essere fatta.

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