Delia Murer

di Delia Murer

(23 febbraio 2017)

Forse non è ancora chiara a tutti la portata storica del risultato elettorale del referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Si è chiusa una fase, quel giorno. Si è chiusa un’epoca, forse, come succede in alcuni momenti cruciali, e spesso segnati proprio da un referendum. Si è chiuso il capitolo della politica maggioritaria e si è aperta la stagione delle identità. Questo comporta contraccolpi, che di per sé non sono né positivi né negativi, solo note di cui tenere conto. Dati di fatto da cui non si può prescindere. Con un altro referendum, quello dell’inizio degli anni Novanta sulla preferenza unica, a causa anche di fatti storici rilevanti e concatenati, si aprì un’altra fase che chiuse con i sistemi elettorali proporzionali, i governi parlamentari di alleanza, i radicamenti territoriali, le grandi famiglie ideologiche. Ne nacque, di lì a poco, il Mattarellum, con le grandi coalizioni prima del voto, la nascita del centrosinistra (prima Ulivo, poi Unione) e del centrodestra (prima Casa delle libertà, poi Polo per le libertà). Il culmine di quella fase, non priva di momenti critici, di difficoltà, è stata la nascita, circa dieci anni fa, del Partito democratico: un grande partito contenitore che superava le alleanze e provava a tenere nella stessa casa, culture differenti, classi dirigenti che sono nate divise e poi solo alleate, storie dissimili. Uno sforzo nato dall’esigenza di rimodulare il concetto di partito com’eravamo abituati a declinarlo: un luogo, più che una struttura, con le singole identità a confronto dentro la necessità di una sintesi. La nascita del Pd portò anche alla nascita del Pdl, nel campo avverso.

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(9 febbraio 2017)

Si cominciano a vedere i primi effetti di quella importante legge sulla disabilità grave chiamata Dopo di noi, e varata dal Parlamento qualche mese fa. In questi giorni, l’Agenzia delle entrate ha pubblicato il Modello 730 del 2017, con riferimento ai redditi del 2016 e, tra le detrazioni possibili, ha introdotto anche alcune agevolazioni relative al mondo della disabilità, conseguenza della legge entrata in vigore il 25 giugno del 2016. In particolare, per le assicurazioni sulla vita finalizzate a coprire il rischio di morte e tutelare i disabili gravi rimasti senza figure di riferimento, l’importo Irpef detraibile sale a 750 euro. Inoltre per le elargizioni liberali e le donazioni a trust o fondi di beneficenza relative al mondo della disabilità si potrà beneficiare di una deduzione fiscale del 20%, per un importo massimo di 100 mila euro annuo. “Si tratta di due provvedimenti fiscali – commenta la deputata del Pd, Delia Murer – che erano attesi da tempo e che finalmente si concretizzano. Il segno che questa normativa, a cui abbiamo molto lavorato, comincia a dare frutti. Non è, certo, solo questo ma è una riforma esistente, attesa, finalmente operativa”. 

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(16 dicembre 2016)

Via libera, con molte osservazioni, della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati allo schema di decreto del Governo sui nuovi Lea. Il provvedimento è arrivato all’attenzione di Montecitorio dopo l’intesa raggiunta con Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano lo scorso 7 settembre e dopo il parere favorevole espresso dalla V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione). “Siamo di fronte a un aggiornamento – commenta Delia Murer, deputata del Pd, componente della Commissione Affari sociali – che si attendeva da molti anni e che arriva oggi a ridefinire la fonte primaria di attività, servizi e prestazioni fornire ai cittadini nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Nei nuovi Lea trovano spazio nuove patologie croniche, 110 nuove voci e l’aggiornamento del nomenclatore protesico, atteso da tempo dalle persone con gravissime disabilità. E’ quindi un momento positivo dentro il quale, però, non abbiamo mancato di chiedere correttivi, modifiche e verifiche dovranno essere fatte in corso d’opera e, per il 2017, entro la data del 28 febbraio, già individuata dalla Conferenza Stato-Regioni per una prima valutazione. Da sottolineare, la necessità che il Lea, a differenza di quanto avvenuto, trovino omogeneità nell’erogazione su tutto il territorio nazionale”.

Ecco il testo integrale del parere

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(21 dicembre 2016)

Convegno alla Camera dei deputati per ricordare, a dieci anni dalla morte, Piergiorgio Welby e rilanciare l’impegno per una legge sul Fine vita. Lo ha organizzato l’Associazione Luca Coscioni e si è svolto martedì 20 dicembre. “Un momento importante – commenta Delia Murer, deputata Pd, componente della Commissione Affari sociali – perché ci ricorda il senso di un impegno che stiamo conducendo da anni per dotare questo Paese di una normativa che garantisca il diritto della persona a scegliere e ad autodeterminarsi rispetto ai trattamenti sanitari”. Welby, malato di distrofia muscolare, nel 2006 scrisse al presidente della Repubblica, chiedendo di poter dire di no al trattamento a cui era sottoposto, e aprendo così un dibattito sul tema del diritto all’interruzione delle terapie, che coinvolse tutto il Paese. “La Costituzione – continua la deputata Murer - dice all’articolo 32 che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento”: per questo si rende indispensabile una legge che regolamenti la scelta di fine vita”. A questo proposito, è ormai incardinata presso la Commissione Affari sociali della Camera, un testo di legge base, risultato di un lavoro congiunto su varie Proposte di legge (tra cui una dell’on. Murer), che rappresenta una base di confronto per giungere a una normativa sul tema.

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 (29 novembre 2016)

 

Con lo slogan "Non una di meno", circa 200mila persone hanno manifestato a Roma sabato scorso contro la violenza sulle donne. Un corteo partecipato, aperto dalle foto e dai nomi delle 116 italiane che nel 2016 sono state vittime di violenza,  ha attraversato la capitale, da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni. “Le strade libere le fanno le donne che le attraversano”, “La rivoluzione sarà femminista”, “Il violento non è un malato, è il figlio sano del patriarcato”: questi alcuni degli slogan che più si sono sentiti durante il corteo, a cui sono affluiti manifestanti da tutta Italia, dopo l'input che le associazioni - tra cui Dire, che riunisce 77 centri antiviolenza - hanno lanciato per costruire una nuova vertenza sui temi della lotta alla violenza di genere, che "non deve essere condannata solo a parole". In campo anche l'Udi, Unione donne d'Italia e la Rete 'Io decido'. "E' stata una manifestazione importante - commenta l'on. Delia Murer, deputata Pd - come importante è stato anche il presidio di Mestre di Se Non Ora Quando nel giorno del 25 novembre. Importanti perchè fanno emergere un rinnovato protagonismo delle donne su un tema cruciale. Non solo la violenza ma anche discriminazioni, disugaglianza economica e sociale, sistema dei diritti da tutelare e rilanciare. Difesa della libertà, quindi, dell'autodeterminazione delle donne, lavoro culturale sugli stereotipi, e anche lavoro sociale di protezione, con il rilancio dei centri antiviolenza e l'attuazione del Piano nazionale". Su quest'ultimo tema, dopo essere stata ripetutamente sollecitata, anche durante un'audizione nelle Commissioni parlamentari, la nuova Ministra per le Pari Opportunità, Maria Elena Boschi, con una lettera, ha chiarito alcuni punti programmatici della sua azione. "Come previsto dal Piano nazionale - comunica la Ministra -, abbiamo insediato e convocato la Cabina di regia e l'Osservatorio contro la violenza di genere che stanno ormai lavorando con regolarità. Abbiamo firmato il nuovo Piano di riparto delle risorse, d'intesa con le Regioni. Si tratta di oltre 18 milioni di euro per il prossimo biennio per finanziare l'attività dei centri anti violenza e le case rifugio.  A queste risorse, devono aggiungersi i 12 milioni di euro con i quali abbiamo finanziato questa settimana 66 progetti dei centri anti violenza in tutta Italia, a seguito della chiusura del bando dello scorso marzo.

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