Delia Murer

(28 ottobre 2015)

Comincia al Senato la discussione sulla legge di Stabilità del 2016. Il testo del Governo, con i suoi 52 articoli, è arrivato a Palazzo Madama dopo il visto della Presidenza della Repubblica. Una manovra per diverse decine di miliardi su cui si apre un dibattito che si annuncia aspro e polemico, soprattutto su alcuni punti. “Ci sono tanti passaggi da approfondire – commenta Delia Murer -; conosciamo l’impianto e adesso anche il dettato normativo. Bisogna, però, capire, quali siano i margini di intervento politico sulla manovra. Mi auguro che fin dal Senato si apra una interlocuzione e ci sia lo spazio per correggere alcuni punti che non convincono”.

Ecco, per come li ha elencati il sito web di Repubblica, i punti salienti della manovra finanziaria.

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(24 settembre 2014)

“Un accordo molto positivo: restituisce al Pd la centralità nella battaglia politica, fissa la capacità interna di dialogo e unità e fa riprendere il cammino delle riforme”. Lo dichiara Delia Murer, a commento dei lavori del Senato sulla riforma costituzionale. La maggioranza, com’è noto, dopo una lunga discussione ha raggiunto un accordo fissato in soli tre emendamenti condivisi al disegno di legge del Governo: essi riguardano le funzioni del nuovo Senato, le modalità di elezione dei senatori e l’elezione dei giudici della Consulta. I tre emendamenti sono firmati dal presidente della Commissione Affari costituzionali, Anna Finocchiaro. Prevedono, nello specifico, più funzioni per i senatori, la titolarità dell’elezione di due giudici della Corte Costituzionale in capo al nuovo Senato, e l’indicazione di lasciare la designazione dei  senatori ai cittadini con il compito dei Consigli regionali solo di ratificare l’indicazione, che potrebbe avvenire con un listino che accompagni il voto alle Regionali. Questo l’elemento più complesso di mediazione interna al Pd, che ha visto confrontarsi aspramente per settimana la maggioranza renziana con la minoranza bersaniana. Proprio Bersani si è detto molto soddisfatto per l’accordo: «Gli elettori – ha detto al Corriere della Sera - scelgono i senatori: questo è il principio costituzionale, i dettagli si vedranno come giusto nella legge elettorale. È un bel successo del Pd, e spero che in questo clima nuovo tutti assieme e senza più strappi si possa lavorare ancora per perfezionare la riforma». «Gli emendamenti presentati sulla eleggibilità dei senatori –ha dichiarato Vannino Chiti, altro senatore Pd impegnato da giorni sulla riforma - , sulle funzioni e competenze del Senato, frutto di un confronto e lavoro comune nel Pd, sono positivi. Esprimono una ritrovata unità nel partito e consentono un impegno unitario sui temi delle riforme e dell’azione di governo».

 

(9 luglio 2015)

“Ho scelto di non votare la riforma della scuola perché restano su quel testo troppi dubbi irrisolti e troppe questioni aperte, su cui bisognava intervenire diversamente”. Lo dichiara Delia Murer, deputata Pd, a proposito dell’approvazione oggi, nell’aula di Montecitorio, del disegno di legge del governo sulla cosiddetta “Buona scuola”. E’ il secondo passaggio alla Camera, dopo un voto anche al Senato. Tante le modifiche intervenute nei lavori fatti nei due rami del Parlamento. “Ma è rimasto un disegno complessivamente non soddisfacente – dice la deputata Murer -. Vanno apprezzate le parti della riforma che guardano alle assunzioni e a nuovi stanziamenti per la scuola e per questo non ho votato contro. Ho scelto la strada della non partecipazione al voto per indicare, con forza, un dissenso rispetto ai contenuti e al metodo. Bisognava aumentare la capacità di ascolto del mondo scolastico che, non a caso, è attraversato quasi per intero da un profondo malcontento. Andavano approfonditi gli aspetti più controversi. Bisognava avere più attenzione ai caratteri fondanti della nostra scuola pubblica. Andava ridiscusso il ruolo dei presidi e bisognava fare una valutazione più ampia sul complesso mondo del precariato degli insegnanti. Così non è stato, purtroppo, e per questo la riforma non ha avuto il mio voto”.

 

(17 settembre 2015)

“Tornare ad occuparsi del tema del fine vita e del testamento biologico, mettendo a confronto le varie idee e aprendo un dibattito che non sia condizionato da posizioni ideologiche e da radicalismo”. Lo chiede Delia Murer, deputata Pd, che sul tema ha depositato da tempo una sua proposta di legge. Intanto, l’on. Murer è anche firmataria di un appello sottoscritto da decine di parlamentari. "Siamo convinti – scrivono i deputati - che il Parlamento debba occuparsi della questione del fine vita, in modo attento, ascoltando le ragioni di ognuno e raccogliendo le richieste di quanti chiedono di poter decidere, di poter esercitare un proprio diritto fondamentale senza imporre nulla a nessun altro". Tra i firmatari Stella Bianchi, prima firmataria, Roberto Giachetti, Giuditta Pini, Ivan Scalfarotto,  Gennaro Migliore. "Gli straordinari progressi della medicina - si legge nell'appello - ci danno una responsabilità in più legata alla possibilità di prolungare il mantenimento di funzioni vitali alle quali però per molti non corrisponde una vita degna di essere vissuta. Facciamo nostre le parole del presidente Napolitano nella sua risposta a Piergiorgio Welby nel settembre 2006: 'il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l'elusione di ogni responsabile chiarimento'. Ci sono diverse proposte di legge presentate, una anche di iniziativa popolare firmata da decine di migliaia di cittadini”. “Il Parlamento – conclude Delia Murer - deve occuparsi della questione del fine vita in modo non frettoloso, ben ponderato, confrontando le opinioni diverse e raccogliendo le richieste e le speranze civili che tanti esprimono per veder rispettata la propria scelta e la propria dignità. Su questo mettiamo il nostro impegno".

 

(23 aprile 2015)

“Un’esperienza collettiva straordinaria, di liberazione anche individuale, che ha segnato il Paese e ha aperto una pagina nuova che deve restare nella memoria collettiva”. Lo dice Delia Murer, deputata del Pd, in vista del Settantesimo anniversario della Liberazione che si celebra il prossimo 25 aprile. Nei giorni scorsi, una toccante commemorazione si è svolta proprio alla Camera dei deputati, nell’Aula di Montecitorio. Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dei presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, partigiane e partigiani si sono seduti nei banchi dei parlamentari e hanno potuto ricordare fisicamente la ricorrenza, ed essere festeggiati, nel luogo simbolo della libertà riconquistata. “La commemorazione – continua l’on. Murer – è stata anche occasione per riflettere su alcuni aspetti non sempre ricordati della Resistenza, come ad esempio il ruolo della donne, che hanno coniugato la lotta politica per il Paese con una lotta più personale per la loro emancipazione”.

A rammendarlo anche la presidente Boldrini:  “La Resistenza  - ha detto -  ha visto il contributo attivo, in tante forme diverse, delle donne che nella spinta generale verso la libertà hanno intravisto anche l'occasione per la propria emancipazione da quella cultura opprimente che le riduceva unicamente a madri e spose e che le escludeva dal lavoro, dalla società e dalla politica".

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