Delia Murer

(14 dicembre 2017)

Arriva alla stretta finale la legge di Bilancio. In queste ore si comincia a votare nella Quinta commissione permanente della Camera. La prossima settimana, invece, la manovra finanziaria approderà in Aula a Montecitorio per il voto finale. Tanti gli emendamenti presentati dai gruppi politici. Molti sono stati dichiarati inammissibili per estraneità di materia, alcuni di questi sono stati recuperati dopo i ricorsi all’ufficio di presidenza. Su tutti gli emendamenti si pronuncerà prima la commissione, poi, eventualmente, l’Aula, sempre che il governo non decida di ricorrere alla Fiducia. “Le nostre proposte di correttivo – dice Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Mdp – sono tutte orientate a portare più risorse su settori chiave come il welfare e la sanità”.  Proprio a prima firma Murer sono ancora in corsa due emendamenti: uno sul Fondo contro la violenza di genere, che andrebbe dotato per ulteriori 40 milioni di euro per il prossimo triennio, e uno sull’assistenza ai malati psichici, con una dotazione aggiuntiva di 50 milioni. Sempre dal gruppo Mdp arrivano anche emendamenti sulla sanità (un aumento di stanziamento nell’ordine di 5 miliardi di euro per il prossimo triennio) e sulla povertà (150 milioni di euro in più sul Fondo per la non autosufficienza). “Facciamo la nostra battaglia – commenta ancora Murer – per portare più risorse sull’area del disagio e per consentire allo Stato di strutturare politiche più efficaci sui bisogni sociali”.

 

(14 dicembre 2017)

Giustizia sociale, lavoro, e poi diritti umani e questioni internazionali. Questi i temi su cui si è discusso lo scorso martedì, alla Camera, nel corso delle comunicazioni del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, a Montecitorio in vista del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2017. “Abbiamo ascoltato la relazione del presidente, di cui abbiamo apprezzato i toni e l’atteggiamento – commenta Delia Murer, deputata Mdp, vicecapogruppo -. Meno convincenti, però, sono stati alcuni contenuti. Avremmo voluto più determinazione sulle questioni dell’economia e del lavoro. C’è una esplosione del precariato, che si accompagna alla disoccupazione. E poi le questioni internazionali: i diritti umani in Libia. Non possiamo rimanere indifferenti. E poi la questione delicata di Gerusalemme, sui cui Trump sta accendendo un fuoco pericoloso con le sue dichiarazioni sulla città che a suo dire dovrebbe essere la capitale di Israele. L'Italia ha fatto bene, in sede di Consiglio di sicurezza dell'ONU, a opporsi a questa scelta. La Camera, il 27 febbraio del 2015, con 300 voti, e il parere favorevole del Governo, ha approvato una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Bisogna ripartire da lì”.

 

(23 novembre 2017)

Prosegue il cammino di Mdp verso la lista unitaria della sinistra. In questi giorni si concluderanno le assemblee locali. Prevista per il prossimo 25 novembre quella di Venezia. Poi, appuntamento a Roma ai primi di dicembre (probabilmente il 3) per l’Assemblea nazionale della lista unitaria civica, progressista e di sinistra da presentare alle prossime elezioni politiche. “Un progetto di progresso – commenta Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Mdp -, che si riconnette alle radici fondative della sinistra italiana. Lavoriamo per riportare nell’agenda politica i diritti dei più deboli, i temi del lavoro e dell’uguaglianza, l’urgenza di più equità e più giustizia sociale. In questo senso non possiamo che essere alternativi a tutte le politiche di destra”. Intanto, domenica scorsa, sempre a Roma, Mdp ha riunito la sua assemblea e discusso degli scenari politici.  "Penso sinceramente che Renzi sia un nome del passato, non del futuro", ha detto Roberto Speranza, coordinatore della forza politica. "Oggi il Pd appare un partito all'inseguimento della destra – ha continuato -. Meno tasse per tutti: era uno slogan di Berlusconi e oggi è uno slogan di Renzi. Se non si cambia la piattaforma per il Paese, noi non ci siamo”.  L'assemblea di Mdp ha approvato all'unanimità la relazione di Speranza (che si può vedere integralmente qui).

(30 novembre 2017)

Il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera dei deputati con 284 voti a favore, 162 contrari, sul decreto fiscale. Dopo il voto sugli ordini del giorno, anche il via libera finale al provvedimento, così come già avvenuto al Senato. “L’ennesimo ricorso alla Fiducia – dice Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Mdp – ha stroncato qualunque discussione, qualunque possibilità di emendamenti o di correttivi. Eppure si tratta di un provvedimento importante, che in qualche modo anticipa la Legge di Bilancio, e che delinea profili di manovra finanziaria decisivi per il futuro del Paese. Non aver potuto neppure discutere rappresenta un grave deficit democratico. Nel merito, sono tante le ombre di questo provvedimento. Trasporti, istruzione, sanità: avremmo voluto dire la nostra, sottolineare le misure positive, indicare i correttivi. Invece il pacchetto è stato preconfezionato e il tutto è stato posto davanti alla Camera con la formula del prendere o lasciare. Purtroppo si profila uno schema simile anche per la Legge di Bilancio. Si va verso la Fiducia al Senato e poi, forse, anche alla Camera, dal 19 dicembre. Noi lotteremo, in commissione e in Aula, per rafforzare l’impegno su lavoro, welfare, salute, equità, pensioni e giustizia sociale, i temi per i quali ha senso la nostra stessa militanza politica”.

 

(5 ottobre 2017)

“Abbiamo votato lo scostamento di Bilancio per impedire l’aumento dell’Iva ma sulla relazione relativa alla nota di aggiornamento del Def siamo usciti dall’Aula e non abbiamo partecipato al voto perché è necessaria una svolta nella prossima Legge di Bilancio. Ci vuole un segnale forte su welfare e sanità, bisogna intervenire in modo significativo su chi sta peggio, sulle diseguaglianze e sulle aree di sofferenza del Paese”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo di Mdp alla Camera, a commento dell’esito del voto che ieri, nei due rami del Parlamento, ha portato ad alcune differenziazioni interne alla coalizione di governo. “Assumiamo una posizione critica – continua la deputata – perché c’è necessità di un cambio deciso di passo. Abbiamo segnalato da tempo questo bisogno e lo portiamo avanti con responsabilità e decisione. Lavoreremo nella prossima legge di Bilancio a proposte specifiche su stato sociale, sulla sanità, sul tema degli investimenti pubblici e sul lavoro. E’ su quello che misureremo il nostro rapporto con la maggioranza e valuteremo, dalla proposta che arriverà dal Governo, e dalla disponibilità a farsi carico dei temi che segnaliamo, delle istanze sociali che rappresentiamo, il nostro voto positivo o negativo. Intanto, la decisione assunta sullo scostamento e sulla relazione relativa alla nota di aggiornamento del Def sono un segnale politico: siamo responsabili ma anche determinati. Niente tagli alla sanità, anzi eliminazione del superticket. La difesa dei ceti deboli, delle categorie svantaggiate, di chi soffre la crisi, un nuovo piano di investimenti pubblici: questi i punti del nostro orizzonte politico. Su questi fissiamo la nostra rappresentanza e la battaglia politica che intendiamo condurre”.

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