Delia Murer

(5 ottobre 2017)

“Abbiamo votato lo scostamento di Bilancio per impedire l’aumento dell’Iva ma sulla relazione relativa alla nota di aggiornamento del Def siamo usciti dall’Aula e non abbiamo partecipato al voto perché è necessaria una svolta nella prossima Legge di Bilancio. Ci vuole un segnale forte su welfare e sanità, bisogna intervenire in modo significativo su chi sta peggio, sulle diseguaglianze e sulle aree di sofferenza del Paese”. Lo dichiara Delia Murer, vicecapogruppo di Mdp alla Camera, a commento dell’esito del voto che ieri, nei due rami del Parlamento, ha portato ad alcune differenziazioni interne alla coalizione di governo. “Assumiamo una posizione critica – continua la deputata – perché c’è necessità di un cambio deciso di passo. Abbiamo segnalato da tempo questo bisogno e lo portiamo avanti con responsabilità e decisione. Lavoreremo nella prossima legge di Bilancio a proposte specifiche su stato sociale, sulla sanità, sul tema degli investimenti pubblici e sul lavoro. E’ su quello che misureremo il nostro rapporto con la maggioranza e valuteremo, dalla proposta che arriverà dal Governo, e dalla disponibilità a farsi carico dei temi che segnaliamo, delle istanze sociali che rappresentiamo, il nostro voto positivo o negativo. Intanto, la decisione assunta sullo scostamento e sulla relazione relativa alla nota di aggiornamento del Def sono un segnale politico: siamo responsabili ma anche determinati. Niente tagli alla sanità, anzi eliminazione del superticket. La difesa dei ceti deboli, delle categorie svantaggiate, di chi soffre la crisi, un nuovo piano di investimenti pubblici: questi i punti del nostro orizzonte politico. Su questi fissiamo la nostra rappresentanza e la battaglia politica che intendiamo condurre”.

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(5 settembre 2017)

No ad accordi col centrodestra, sì a un nuovo centrosinistra unito sui valori comuni. Questa la posizione di Mdp nel dibattito politico che si sta vivacizzando con le prossime elezioni regionali siciliane. «In Sicilia – ha detto il capogruppo alla Camera di Mdp, LaForgia - il Pd vorrebbe fare il centrosinistra con pezzi di centrodestra e questo si chiama trasformismo. Ma per le regionali lombarde se ci sono primarie e si allarga alla sinistra, allora Mdp ci sarà». “Si tratta di rimanere nel solco dei nostri valori – aggiunge Delia Murer, deputata e vice capogruppo alla Camera – Noi stiamo costruendo un nuovo centrosinistra. Lo vogliamo fare con chi è compatibile con le nostre idee. In Sicilia abbiamo sempre combattuto alcuni gruppi di potere e non possiamo che continuare a farlo. L'accordo con il Pd si può costruire solo se si riparte dalle cause della sconfitta di questi anni, dallo scollegamento con il nostro popolo, che ci ha voltato le spalle proprio perché non riusciva più a riconoscersi in idee, posizioni, alleanze. Dobbiamo ripartire dalle radici. La destra vince quando riesce a far fare cose di destra anche a chi si dice di sinistra. Noi lavoriamo per evitarlo, in Sicilia e nel resto del Paese. Non ci mancano, naturalmente, senso di responsabilità e capacità di dialogo. Ma vogliamo farlo con idee chiare e una rotta precisa, che costruiamo con la nostra rete di militanti”.

(20 luglio 2017)

“Rinviare l’approvazione della nuova legge sulla cittadinanza è un grave errore del governo. Si asseconda la destra anche sul terreno dei diritti”. Lo dichiara la deputata Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Articolo Uno Movimento democratico e progressista, a commento della decisione del presidente del consiglio, Gentiloni, di non porre la questione di Fiducia sul provvedimento con nuove norme sulla cittadinanza, in discussione da mesi in Senato, prima nelle commissioni poi in Aula. “La legge sullo ius soli temperato – commenta ancora la deputata Murer – andava messa ai voti e alla prova dell’Aula. Si tratta di un diritto minimo di civiltà, che viene riconosciuto a figli di stranieri integrati, che sono di fatto italiani, che vivono qui, sono cresciuti qui, vanno a scuola qui e non hanno altro paese che l’Italia. Un dietrofront spiacevole, quello dell’esecutivo, che sorprende e amareggia.  Mi auguro che il Parlamento trovi la forza per reagire alla prova di debolezza del governo e che voglia andare avanti, anche se la legge sembra, a questo punto, obiettivamente a rischio”.

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(3 agosto 2017)

Dibattito alla Camera, con voto su alcune risoluzioni, in merito alla deliberazione del Governo sulla missione internazionale a supporto della Guardia costiera libica nelle acque del Mediterraneo. La decisione del Governo è arrivata lo scorso ventotto luglio, in ragione della situazione in Libia e delle misure di cooperazione internazionale per il contrasto all'immigrazione illegale e al traffico di esseri umani. L’obiettivo è offrire sostegno alle forze di sicurezza libiche. L’iniziativa punta al rafforzamento della capacità della Guardia costiera libica di controllare meglio le acque territoriali ed interne del suo Paese, al fine di combattere soprattutto il traffico di esseri umani. “Si tratta di un passaggio importante – commenta Delia Murer, deputata Articolo Uno Mdp, vicecapogruppo alla Camera -. Sulla vicenda libica sono stati commessi molti errori negli ultimi anni. Bisogna, a questo punto, ritrovare la capacità di costruire in quell’area del Mediterraneo condizioni di stabilità e di pace senza dimenticare il dovere morale di preoccuparsi del destino di persone che si spostano per scappare da guerre, morte e fame. Non è un blocco navale a creare le condizioni giuste, né dal punto di vista politico, né militare, tanto meno umanitario. Noi dobbiamo governare un processo di stabilità insieme all'Europa e all'ONU. Il tema non può essere solo la riduzione dei flussi migratori ma la creazione di una cabina di regia che tenga dentro necessità legata alla lotta agli scafisti con la creazione dei corridoi umanitari e con, nel complesso, un'azione politica nel segno della fiducia e della solidarietà”. Il gruppo di Mdp alla Camera ha presentato una propria risoluzione, con una serie di criticità evidenziate (bocciata dall’aula di Montecitorio) e, al tempo stesso, ha votato in favore – con alcuni distinguo - della risoluzione di maggioranza.

(1 giugno 2017)

Si aprirà lunedì, in Aula, alla Camera dei deputati, la discussione sulla nuova legge elettorale, dopo l’esame della commissione Affari costituzionali. Entro la prossima settimana, secondo il calendario fissato dai capigruppo, si dovrebbe arrivare all'approvazione, per poi passare al Senato, dove la nuova legge dovrebbe essere varata entro la prima settimana di luglio. Un’accelerazione che vede concordi Pd, Forza Italia e Movimento cinque stelle su un modello che è proporzionale, senza preferenze e con sbarramento al 5%. “Une legge che solleva in noi non poche perplessità – commenta Delia Murer, deputata Articolo Uno Movimento democratico progressista -: si va verso un sistema che non garantisce governabilità, con l’intenzione evidente di costruire dopo il voto una grande coalizione tra Pd e Forza Italia e condurre così il Paese per i prossimi anni su politiche di destra. Il disappunto maggiore, però, è verso un nuovo Parlamento di nominati. Pensavamo che si fosse chiusa la stagione delle liste bloccate e invece si torna, sostanzialmente, agli eletti indicati direttamente dai capipartito, con i capilista, i listini e senza un diritto vero di scelta degli elettori. Questo sembra essere l’errore più grande, in un tempo di grave crisi di fiducia dei cittadini verso le istituzioni”. 

Mdp sta proponendo una petizione contro i nominati, il cui testo è il seguente. 

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