Delia Murer

(14 febbraio 2018)

Otto milioni e 816mila donne tra i 14 e i 65 anni nel corso della loro vita hanno subito una forma di molestia sessuale. Lo riferisce il nuovo rapporto Istat 2015/2016, presentato in questi giorni a Roma. Il 43,6% delle donne nell'età sopra indicata ha subito una molestia nella sua vita. Oltre 3 milioni di donne l'hanno subita negli ultimi tre anni. “Un dato spaventoso – commenta Delia Murer, deputata Mdp-Liberi e uguali – che dà la misura di quanto sia urgente organizzare politiche e azioni sia di natura repressiva che di natura preventiva e culturale. La violenza di genere, in questo Paese, è una emergenza sociale”. Andando a leggere meglio i numeri dell'inchiesta si nota che la molestia più frequente è quella verbale: il 24% delle donne è stata importunata verbalmente, infastidita o spaventata da proposte o commenti sul proprio corpo. Poi ci sono pedinamenti, molestie fisiche, offese e messaggi osceni fino alle situazioni più drammatiche. Un campionario di vero e proprio calvario psicologico e fisico, che per la maggior parte viene considerato dalla donne grave e molto grave mentre gli uomini minimizzano, dimostrando spesso di non avere neppure coscienza delle conseguenze di gesti, linguaggi e comportamenti ed evidenziando le radici culturali di certi atteggiamenti. Sul terreno della violenza, poi, sono oltre 2 milioni (il 5% della popolazione dai 14 ai 65 anni) le vittime che hanno subito, addirittura prima dei 18 anni, atti sessuali non voluti. A volte sono fatti capitati una sola volta, ma per circa un quarto si sono ripetuti da 2 a 5 volte. In questi casi, gli autori sono stati spesso conoscenti e familiari e per la maggior parte, le vittime non ne hanno fatto menzione con nessuno. Sono, infine, 1 milione 404 mila le donne tra 15 e 65 anni che hanno subito molestie sul luogo di lavoro. Ad agire, a volte un collega, spesso superiore gerarchicamente, altre volte il datore di lavoro stesso, realizzando una forma odiosa di ricatto che in una fase di crisi economica e del lavoro, diventa ancora più violento e drammatico.

 

 

(22 dicembre 2017)

“Avevamo chiesto una correzione di rotta sui temi economici, sociali e del lavoro. Non è arrivata e così non abbiamo avuto altra scelta che non votare la Fiducia al Governo e proporre una visione alternativa”. Lo afferma Delia Murer, deputata e vicecapogruppo di Mdp- Liberi e uguali, dopo il via libera dell'Aula di Montecitorio alla Legge di Bilancio. “Il discorso di Pierluigi Bersani sulla Fiducia – commenta la parlamentare veneziana – ha ben focalizzato la situazione del Paese. Il problema è la forbice della disuguaglianza, che si spalanca anche nella ripresa dalla crisi, che appare incerta e mal distribuita. Abbiamo enormi disparità nel Paese fra condizioni sociali, territori, imprese. Compito della sinistra è intercettare la sofferenza, costruire risposte. Ridurre le disuguaglianze non è solo giusto ma fa bene all'economia e alla società. Bersani ha detto che questione democratica e questione sociale si tengono tra loro. E' vero. Noi siamo in campo per questo. Ridurre le disuguaglianze, intervenire sui temi sociali”.

 

Lavoro, welfare, fiscalità fedele e progressiva, sanità, diritti, riscattare le generazioni, aumentare le tutele, investire. Questi gli elementi del cambio di passo che si chiedeva e che non è arrivato. “Tutte queste cose – dice ancora la deputata Murer – non si potevano certo affrontare e risolvere con una sola Legge di Bilancio, per giunta a fine legislatura. Ma potevano essere dati segnali, qualche tratto netto che avesse una visione alternativa. Il segno di una correzione. Non c'è stata. Una scelta di fondo, di progetto, di cultura politica che non ci ha lasciato scelta. La vecchia strada, no. Vogliamo un nuovo progetto per il Paese”.

(14 dicembre 2017)

Giustizia sociale, lavoro, e poi diritti umani e questioni internazionali. Questi i temi su cui si è discusso lo scorso martedì, alla Camera, nel corso delle comunicazioni del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, a Montecitorio in vista del Consiglio europeo del 14 e 15 dicembre 2017. “Abbiamo ascoltato la relazione del presidente, di cui abbiamo apprezzato i toni e l’atteggiamento – commenta Delia Murer, deputata Mdp, vicecapogruppo -. Meno convincenti, però, sono stati alcuni contenuti. Avremmo voluto più determinazione sulle questioni dell’economia e del lavoro. C’è una esplosione del precariato, che si accompagna alla disoccupazione. E poi le questioni internazionali: i diritti umani in Libia. Non possiamo rimanere indifferenti. E poi la questione delicata di Gerusalemme, sui cui Trump sta accendendo un fuoco pericoloso con le sue dichiarazioni sulla città che a suo dire dovrebbe essere la capitale di Israele. L'Italia ha fatto bene, in sede di Consiglio di sicurezza dell'ONU, a opporsi a questa scelta. La Camera, il 27 febbraio del 2015, con 300 voti, e il parere favorevole del Governo, ha approvato una mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Bisogna ripartire da lì”.

 

(14 dicembre 2017)

Arriva alla stretta finale la legge di Bilancio. In queste ore si comincia a votare nella Quinta commissione permanente della Camera. La prossima settimana, invece, la manovra finanziaria approderà in Aula a Montecitorio per il voto finale. Tanti gli emendamenti presentati dai gruppi politici. Molti sono stati dichiarati inammissibili per estraneità di materia, alcuni di questi sono stati recuperati dopo i ricorsi all’ufficio di presidenza. Su tutti gli emendamenti si pronuncerà prima la commissione, poi, eventualmente, l’Aula, sempre che il governo non decida di ricorrere alla Fiducia. “Le nostre proposte di correttivo – dice Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Mdp – sono tutte orientate a portare più risorse su settori chiave come il welfare e la sanità”.  Proprio a prima firma Murer sono ancora in corsa due emendamenti: uno sul Fondo contro la violenza di genere, che andrebbe dotato per ulteriori 40 milioni di euro per il prossimo triennio, e uno sull’assistenza ai malati psichici, con una dotazione aggiuntiva di 50 milioni. Sempre dal gruppo Mdp arrivano anche emendamenti sulla sanità (un aumento di stanziamento nell’ordine di 5 miliardi di euro per il prossimo triennio) e sulla povertà (150 milioni di euro in più sul Fondo per la non autosufficienza). “Facciamo la nostra battaglia – commenta ancora Murer – per portare più risorse sull’area del disagio e per consentire allo Stato di strutturare politiche più efficaci sui bisogni sociali”.

 

(30 novembre 2017)

Il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera dei deputati con 284 voti a favore, 162 contrari, sul decreto fiscale. Dopo il voto sugli ordini del giorno, anche il via libera finale al provvedimento, così come già avvenuto al Senato. “L’ennesimo ricorso alla Fiducia – dice Delia Murer, vicecapogruppo alla Camera di Mdp – ha stroncato qualunque discussione, qualunque possibilità di emendamenti o di correttivi. Eppure si tratta di un provvedimento importante, che in qualche modo anticipa la Legge di Bilancio, e che delinea profili di manovra finanziaria decisivi per il futuro del Paese. Non aver potuto neppure discutere rappresenta un grave deficit democratico. Nel merito, sono tante le ombre di questo provvedimento. Trasporti, istruzione, sanità: avremmo voluto dire la nostra, sottolineare le misure positive, indicare i correttivi. Invece il pacchetto è stato preconfezionato e il tutto è stato posto davanti alla Camera con la formula del prendere o lasciare. Purtroppo si profila uno schema simile anche per la Legge di Bilancio. Si va verso la Fiducia al Senato e poi, forse, anche alla Camera, dal 19 dicembre. Noi lotteremo, in commissione e in Aula, per rafforzare l’impegno su lavoro, welfare, salute, equità, pensioni e giustizia sociale, i temi per i quali ha senso la nostra stessa militanza politica”.