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(18 gennaio 2018)

Un’interrogazione urgente al Ministro dell’Istruzione sul caso dei maestri che con il solo diploma magistrale rischiano di essere esclusi dalle Graduatorie a esaurimento. L’hanno presentata i deputati di Mdp, Murer e Mognato. “ Nella giornata dell'8 gennaio 2018 – dice la deputata Murer, vicecapogruppo alla Camera di Mdp -, migliaia di insegnanti della scuola primaria e dell'infanzia hanno tenuto una manifestazione nazionale a Roma e manifestazioni locali in molte altre città italiane. In virtù di una sentenza del Consiglio di Stato rischiano di essere estromessi dalle Gae e di vedersi preclusa qualunque possibilità di stabilizzazione, dopo anni di precariato. Inoltre si rischia di creare un danno serio anche alla continuità didattica di migliaia di scuole. L’istruzione è un punto centrale della nostra battaglia politica. Come testimonia anche il programma di Liberi e Uguali e del presidente Grasso sulle tasse universitarie, noi ci battiamo per l’affermazione del diritto allo studio, che è un caposaldo della nostra idea di società. Lavoro, tutela di chi è impegnato nella scuola, sostegno agli studenti. Con questi principi, conduciamo il nostro lavoro politico”.

Ecco di seguito il testo integrale dell’interrogazione.

 

MURER e MOGNATO. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

   nella giornata dell'8 gennaio 2018, migliaia di insegnanti della scuola primaria e dell'infanzia hanno tenuto una manifestazione nazionale a Roma e manifestazioni locali in molte altre città italiane;

   la protesta scaturisce da una recente sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata il 20 dicembre 2017, che nega alle maestre e ai maestri precari con il solo diploma magistrale conseguito fino al 2001/2002 di essere presenti nelle Gae (graduatorie a esaurimento);

   la sopra citata sentenza del Consiglio di Stato va in segno contrario a tutte le altre sentenze emesse negli ultimi tre anni, che avevano invece dato ragione a migliaia di insegnanti non in possesso della laurea;

   negando agli insegnanti di cui sopra il diritto all'inserimento nelle gae viene loro preclusa la possibilità di qualunque stabilizzazione dopo anni di precariato;

   ci si riferisce a docenti di classe e di sostegno che per anni sono stati indispensabili per il funzionamento della scuola pubblica;

   almeno seimila docenti già immessi in ruolo rischierebbero il licenziamento, mentre per altri migliaia di essi si prefigurerebbe l'espulsione dalle graduatorie, tornando paradossalmente alla funzione di supplenti ma per non più di 36 mesi e senza alcuna possibilità continuativa;

   ad agosto 2017 risultavano inseriti nelle graduatorie a esaurimento, complessivamente, 125 mila precari: 67.622 per l'infanzia e 57.369 per la primaria; di essi sono circa 50 mila i diplomati magistrati iscritti con riserva, gli stessi che ora si trovano messi alla porta e ritenuti non idonei a svolgere il lavoro che per anni hanno svolto e che tuttora svolgono quotidianamente;

   per sindacati e comitati di insegnanti la soluzione è quella di riaprire le graduatorie ad esaurimento per chi ha l'abilitazione, adottando un provvedimento urgente così da garantire anche la continuità didattica in vista poi di una soluzione legislativa definitiva e stabile, che dia certezze a insegnanti e mondo della scuola –:

   quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato, nell'ambito delle sue competenze, per rispondere con urgenza e tempestività alla vertenza di cui in premessa, che riguarda sia gli insegnanti sia tutto il mondo della scuola, che rischia di subire ulteriori e gravi disagi. 

(4-18985)