Delia Murer

(21 luglio 2016)

“Diciamo da tempo che il referendum costituzionale e la legge elettorale sono legati perché disegnano insieme l’assetto delle istituzioni democratiche. Riaprire il ragionamento sulla legge elettorale appare, quindi, indispensabile”. Lo dichiara Delia Murer, deputata del Pd, a commento della riapertura della discussione sul meccanismo di elezione del Parlamento, oggetto in questi giorni di una nuova proposta di legge di alcuni deputati e senatori del Pd. “Bene ha fatto il Governo – continua la deputata Murer – a dire che sulla legge elettorale decide il Parlamento. Peccato che sull’Italicum fu messa la fiducia, imbrigliando di fatto la discussione. Se oggi si riapre, non può che essere un fatto positivo, a partire dal contributo politico che offre quello che è stato chiamato Mattarellum 2.0”.

 

Il sistema elettorale delineato nella nuova proposta prevede che per la sola Camera dei deputati, 475 parlamentari siano eletti in collegi uninominali a turno unico. Tolti i 12 deputati eletti all’estero con il proporzionale, i restanti 143 servirebbero a offrire premio di maggioranza, per la governabilità, diritto di tribuna alle minoranze, prelevando comunque gli eletti dai migliori risultati nei collegi. “Nessun nominato – commentano i presentatori della legge – tutti scelti dai cittadini, premio di maggioranza basso di circa 90 deputati, che non supera il 14% e non altera quindi il risultato democratico, e diritto di presenza anche alle minoranze”.  “C’è una clausola di genere – commenta l’on. Murer – che non consente di candidare più del 60% di appartenenti allo stesso genere, e c’è lo stesso perimetro dei collegi del Mattarellum, con la possibilità di ricucire il rapporto tra l’eletto e i territori. E’ una buona base per ripartire e riprendere un discorso”.