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(8 ottobre 2015)

Prosegue a Montecitorio la discussione in Assemblea sulla Proposta di legge sulla cittadinanza. E’ stata respinta in Aula una mozione che poneva la pregiudiziale di costituzionalità. A presentarla i deputati della Lega Nord, che chiedevano di non proseguire il dibattito sul testo unificato che riforma le modalità di acquisizione dello status di cittadino perché contrario alla Costituzione. L’esame del provvedimento, con il no alla pregiudiziale, può proseguire. Intanto, cresce anche il dibattito sulle politiche migratorie, che debbono sempre più costruire un profilo europeo di integrazione e condivisione. Sarà presentato il prossimo 22 ottobre, a Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il rapporto 2015 sull'economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa. “Si apre uno spiraglio – commenta Delia Murer – per tirare fuori la discussione sulla migrazione dalle secche demagogiche di chi soffia sulle paure e avviare, invece, una riflessione seria sulle politiche e sulle azioni per combinare solidarietà e integrazione”.

“I 5 milioni di stranieri residenti in Italia– si legge nell’introduzione al Rapporto Moressa – sono divenuti ormai una componente economica importante non solo per il nostro paese (in termini di imposte pagate, contributi previdenziali pagati e ricchezza prodotta) ma anche per i paesi d’origine, attraverso le rimesse inviate in patria e le sinergie attivate tra le due economie.”

Secondo le stime della Fondazione Leone Moressa, inoltre, la riforma della cittadinanza attualmente in discussione alla Camera potrebbe portare 800mila nuovi italiani immediati e altre 50 mila naturalizzazioni ogni anno. Beneficiari immediati, con l’introduzione dello ius soli temperato, potrebbero essere i figli di immigrati nati in Italia dal 1998 ad oggi (ovvero ancora minorenni) i cui genitori risiedono in Italia da almeno 5 anni, circa 600 mila. Inoltre, grazie allo ius culturae, rientrerebbero nella riforma circa 178 mila alunni nati all’estero che abbiano già completato 5 anni di scuola in Italia.  “Considerando che i nati stranieri in Italia negli ultimi anni – si legge in una nota della Fondazione - si sono attestati tra i 70 e gli 80 mila, si può prevedere il numero di beneficiari dei prossimi anni. Mantenendo fissa la stima dei nati da genitori residenti da oltre 5 anni (65%), è possibile calcolare una quota di 45-50 mila potenziali nuovi italiani ogni anno per ius soli e 10-12 mila bambini nati all’estero e iscritti a scuola.”