Delia Murer

di Delia Murer

(4 febbraio 2016)

L’avvio della discussione nell’Aula di Palazzo Madama sul disegno di legge che istituisce le Unioni civili è un momento importante per il Paese. Si avvia a soluzione, almeno parziale, un tema annoso su cui, da troppi anni, il Parlamento trascina un ritardo insopportabile.  Il disegno di legge Cirinnà, che ha superato i primi voti sulla costituzionalità, ed è atteso la prossima settimana ai voti di merito su emendamenti e articoli, rappresenta una proposta molto moderata nata dal dibattito fatto nelle commissioni. E’ già il frutto di una mediazione e costruisce una architettura giuridica equilibrata, perfino cauta, che consente all’Italia di superare insostenibili discriminazioni stigmatizzate per altro da due sentenze della Corte costituzionale e dall’Unione europea.

L’uguaglianza è assenza di discriminazione. Quando lo stesso diritto ad alcuni è riconosciuto e ad altri è negato, siamo di fronte ad una discriminazione, che per volontà costituzionale, va rimossa. Oggi, in Italia, le coppie di orientamento omosessuale, legate da vincolo affettivo e conviventi, si vedono negati diritti civili fondamentali. Questa è indiscutibilmente una discriminazione. Allargare l’area dei diritti è quindi un dovere del Parlamento. Nessun passaggio del testo parla di matrimonio tra omosessuali. Non sarebbe stato uno scandalo, farlo. Ma la ricerca di una mediazione, nel tentativo di costruire una politica del riconoscimento a piccoli passi, ha condotto a una sintesi: innanzitutto rimuovere le discriminazione e promuovere il riconoscimento. Nasce, così, il concetto di Unione civile: uno strumento che consente un livello di tutela oggi assente e fa in modo che lo Stato riconosca un diritto naturale pre-giuridico come quello dell’affettività e della tutela di chi su questa costruisce una unione, a prescindere dall’orientamento sessuale. 

Molta disinformazion

Leggi tutto: Unioni civili, questione di uguaglianza

(17 dicembre 2015)

Arriverà in aula al Senato a gennaio il ddl Cirinnà sulle Unioni civili. Le ultime sedute dell’anno, infatti, saranno quasi per intero dedicate alla legge di Stabilità. Ma da gennaio la questione si aprirà sul serio. “Non si può più aspettare – dice la deputata Delia Murer -; l’Italia attende una legge sulle coppie di fatto da troppo tempo. Siamo indietro rispetto a tutti i Paesi europei”. La discussione in Aula a Palazzo Madama vedrà contrapposti i fronti che già si sono misurati in commissione, senza riuscire di fatto a trovare un accordo vero. Diversi i nodi, soprattutto nel confronto con il mondo cattolico. Uno su tutti, quello delle adozioni.  "Abbiamo detto e ribadiamo – aggiunge Delia Murer - che parlare di 'utero in affitto' in Italia, in questo momento, è fuorviante. Non è prevista dalla legge e non c’è alcun cenno in tal senso nella proposta al Senato. Non ha senso aprire un dibattito su questo tema ". 

Leggi tutto: Unioni civili, da gennaio in Aula

(7 gennaio 2016)

"Il Presidente Mattarella è riuscito, con poche parole, nel suo messaggio di fine anno, a disegnare un'agenda morale per il Paese. Mi sembra che nella ripresa dei lavori parlamentari si debba ripartire proprio da alcuni temi che ha posto con tanta fermezza". Lo dichiara Delia Murer, deputata del Pd. "Mi hanno colpito - dice ancora - i passaggi sulla politica intesa come risposta ai bisogni della gente. Problemi e questioni di vita quotidiana sono l'orizzonte entro il quale dobbiamo agire. Mi sono sembrati importanti i richiami al lavoro e alla scuola, al trasporto pubblico, elemento centrale anche per la lotta ambientale. Importante poi il riconoscimento alle donne, la necessità di declinare una politica paritaria, e il ricordo di Valeria Solesin". "Significativo, infine - conclude la deputata Murer - è stata la capacità del Presidente di intervenire sul tema complesso della migrazione, con parole di solidarietà, di sostegno all'integrazione, riconoscendo la necessità di dare aiuto a chi fugge dalla guerra e dalla fame, unitamente a parole di fermezza verso chi non rispetta le regole. Accoglienza e rigore sono elementi che devono convivere".

Leggi tutto: Da Mattarella, agenda morale per il Paese

(3 dicembre 2015)

Si è aperta a Parigi Cop21, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Centocinquanta leader da ogni angolo della Terra per discutere di ambiente e di salvaguardia del pianeta. Obiettivo: costruire un accordo sul riscaldamento climatico. Tempo ultimo per siglare l’intesa, il prossimo undici dicembre, data di chiusura della Conference of the parties. Nei giorni precedenti all'inaugurazione della Conferenza, l’assemblea di Montecitorio ha affrontato il tema, fissando i punti programmatici con cui l’Italia siede a quel tavolo. Il Ministro Galletti ha riferito all’Aula, dove poi si è tenuto un dibattito. Una mozione, presentata dal Pd, era stata approvata nei mesi scorsi. “La Conferenza – commenta Delia Murer – ha in gioco una posta alta. Siamo a 23 anni dalla Conferenza di Kyoto, quando si affrontò il tema dei gas serra. Oggi il cambiamento climatico è ancora in crescita e influisce indubbiamente sulle condizioni del pianeta, sia sul piano naturalistico che su quello politico-sociale. Intervenire sui mutamenti ambientali è necessario per mettere in sicurezza la Terra e guardare al futuro di ciascun Paese con più ottimismo”.