Delia Murer

(10 novembre 2010)

di Delia Murer

 

Il Ministro Maroni, nel Consiglio dei Ministri dello scorso cinque novembre, ha annunciato un nuovo pacchetto sui temi della sicurezza. I provvedimenti sono inclusi in un decreto legge del Governi e in un disegno di legge che arriverà alla Camera. Il fatto che Maroni e Berlusconi sentano il bisogno, in un momento come questo, di rilanciare il tema della sicurezza, la dice lunga su quali sono, per il Governo, le priorità.

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di Delia Murer

 

E’ successo in Piemonte, in Lazio, in Lombardia, in Puglia. E’ successo a Mestre, dove una ragazza di sedici anni è stata uccisa a colpi di pistola dall’ex fidanzato trentenne. Non ha distinzioni geografiche, né di ceto sociale, questa nuova ondata di donne ammazzate da uomini. Uccidono carabinieri, biologi, muratori, operai. Uccidono ragazzi e adulti. Uccidono per gelosia, per reazione ad un abbandono, per un’improvvisa fiammata omicida che si attiva dentro una lite. Mogli, fidanzate, ex compagne, talvolta molto giovani, uccise in modo quasi sempre brutale, e quasi sempre per il coraggio di dire un no, per la forza di affermare loro stesse in una situazione di conflitto e insoddisfazione.

E’ una strage strisciante, che conferma una tendenza che è nota ai criminologi ma su cui spesso cala il silenzio. Questa volta il fenomeno si vede di più, perché c’è stata una impressionante catena temporale. Ma i dati dell’Onu dicono che il 70 % delle donne uccise è assassinato dai loro compagni. Negli Stati Uniti, l’anno scorso, sono state ammazzate 1400 donne nell’ambiente familiare. In Italia, sono più di 500 le donne uccise dai loro compagni negli ultimi cinque anni.

Ma perché un maschio uccide? Quasi sempre lo fa per reazione ad una decisione presa dalla donna. Una decisione che fa saltare l’equilibrio maschile. Un equilibrio evidentemente fragilissimo. Un maschio incapace di contenere la sua aggressività, vittima di istinti, avvolto in una triste immaturità. Una fragilità che esplode in maniera drammatica, con la totale incapacità di contenere le pulsioni aggressive. Un maschio che non accetta il rifiuto, che non vuole ostacoli alla realizzazione delle sue esigenze egocentriche. Un maschio spostato sul possedere una cosa, e non sul diventare qualcosa. In questo contesto, essere lasciati da una donna diventa una sconfitta, una frustrazione, una sorta di schiaffo. Come si permette la donna di lasciare l’uomo?

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di Delia Murer

 

Chi vive in via Piave prova quotidianamente sulla propria pelle che l’integrazione tra culture differenti è possibile. Da qui il mondo appare più "piccolo". Le frontiere si sono spostate sotto casa, i confini si sono fatti più prossimi e su quelle linee, spesso invisibili, si gioca il futuro del quartiere e dell'intera città.

 

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di Delia Murer

 

Arriverà a Montecitorio a metà luglio, la cosiddetta manovra economica del Governo. Si tratta della conversione in legge del decreto 78, che prevede una serie di voci di riduzione delle spese e di lotta all’evasione fiscale. Il provvedimento, com’è noto, sta sollevando molte polemiche. Le Regione e gli enti locali contestano i tagli indiscriminali, i sindacati del Pubblico impiego pure. In questi giorni il documento è in discussione in commissione Bilancio al Senato, dove sono stati presentati migliaia di emendamenti, molti dei quali anche dalla maggioranza. La manovra, quindi potrebbe trovare nuovi correttivi. Su molti punti, il Pd farà una battaglia dura per ottenere modifiche e dare alla necessaria manovra di aggiustamento dei conti un taglio più equo e più produttivo per l’economia nazionale. Tra i provvedimenti più odiosi contenuti nel decreto, c’è il passaggio sull’innanzalmento della percentuale minima di invalidità per accedere alla pensione. Questa, da decreto, viene elevata all’85 %. Il che taglia fuori intere categorie di invalidi. Una su tutte, le persone affette da sindrome di down. Il Governo si è detto disponibile a cambiare rotta. In Commissione Bilancio del Senato, nei giorni scorsi, è stato presentato dal senatore Azzolini, presidente della Commissione e relatore di maggioranza, l’emendamento del Governo, che propone una modalità applicativa che conserva il precedente limite del 74% nei casi di patologia unica (sindrome di down). Rimarrebbero escluse “solo” le persone che non raggiungono l’85% benché affette da più patologie che, singolarmente valutate, corrispondono a percentuali inferiori al 74%.

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