Delia Murer

di Delia Murer

(28 giugno 2012)

Il terremoto che ha interessato nelle settimane scorse l’Emilia Romagna e parte del nord Italia ha seminato paura, dolore, disagi tra la popolazione, colpendo duramente anche le attività produttive. Imprenditori e lavoratori si sono visti sovvertire l’intero impianto della loro vita civile ed economica. Le imprese e gli operai hanno pagato il prezzo più alto. Molte delle vittime, infatti, erano al lavoro nei capannoni industriali; tra questi, sia imprenditori sia operai, hanno perso la vita per paura di perdere attività, mercato e lavoro in un momento di dura crisi internazionale. Bene ha fatto il Governo, con un suo decreto, a stanziare risorse e attivare procedure di intervento mediate dalla Regione e dagli enti locali. Ora, il disegno di legge di conversione del decreto è all’attenzione della Camera, prima della Commissione Ambiente, poi dell’Aula. In questa sede, il Partito democratico è impegnato ad introdurre correttivi e aggiustamenti suggeriti da tante istanze territoriali. Tra queste, ho segnalato, con un mio emendamento, una questione che ritengo importante e sottovalutata, quella che riguarda gli immigrati che risiedono o lavorano regolarmente nelle zone terremotate.

Leggi tutto: Immigrati terremotati, rinnovo automatico del...

di Delia Murer

(13 aprile 2012)

E’ cominciato in Commissione, al Senato, la discussione sulla riforma del mercato del lavoro. Si è parlato molto, giustamente, in queste settimane di articolo diciotto, di flessibilità, di ammortizzatori sociali e di precarietà. Non si è parlato quasi per nulla di misure a sostegno dell’occupazione femminile. Un tema messo ai margini della discussione, mentre dovrebbe essere un elemento cardine per il rilancio e lo sviluppo del Paese. I dati Istat sul mercato del lavoro di marzo ci dicono che mentre il tasso di occupazione maschile (67,2 per cento) è stabile rispetto a febbraio, quello femminile (46,7 per cento) è in calo del 4 per cento rispetto al mese precedente. Non solo: il 49,2 per cento delle giovani donne del Mezzogiorno è disoccupato. E laddove le donne trovano lavoro, prevalentemente si collocano nel segmento dei precari. Esiste, quindi, una specificità della questione femminile nella più generale vicenda del mercato del lavoro. La riforma proposta dal Governo, pur contenendo alcune proposte, non sembra tenerne conto. Il dibattito parlamentare dovrà spostare questo asse e introdurre misure più stringenti sul tema. Sia sul fronte di misure dirette sia su quello del riconoscimento del peso della donna nel ruolo familiare e nel lavoro di cura, su cui bisogna investire per dare un impulso all'occupazione femminile. I tagli di questi anni stanno mettendo a dura prova i servizi pubblici locali per la famiglia: asili nido, tempo prolungato nelle scuole, assistenza ad anziani e disabili. La donna, nell’ambito familiare, è in genere caricata di tutte queste incombenze, e, venendo meno il servizio pubblico, sparisce un sistema di sostegno alla figura stessa della donna, costretta a tagliare il tempo del lavoro per dedicarsi alla cura dei figli, dei genitori anziani, della famiglia. Ripristinare, e anzi rilanciare, la rete di servizi per la genitorialità, per l’istruzione, per l’assistenza, serve a restituire alla donna una funzione più attiva sul mercato del lavoro.

Leggi tutto: Riforma del lavoro, più azioni per l'inclusione...

di Delia Murer

(pubblicato sul quotidiano l'Unità)

(14 giugno 2012)

Accelerare l’iter per l’adesione dell’Italia alla Convenzione europea sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne, e ripristinare la dotazione del Fondo nazionale per i progetti di prevenzione e repressione del fenomeno. Sono questi i principali impegni che abbiamo chiesto al Governo con una risoluzione, approvata all'unanimità dalla Commissione Affari sociali della Camera. Una risoluzione unitaria, partita da una volontà delle deputate del Pd e costruita con lo sforzo di tutte le forze politiche, per dire con forza al Governo che è ora di aprire una fase nuova di attenzione reale al tema della violenza sulle donne. L'ultima indagine Istat risalente all'ormai lontano 2006, condotta in seguito a una convenzione con il Ministero per i diritti e le pari opportunità, ha dimostrato che le donne italiane tra i 16 e i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita sono stimate in 6.743.000 e che, in particolare, circa un milione di donne ha subìto stupri o tentati stupri e che il 14,3 per cento delle donne, che abbiano o abbiano avuto un rapporto di coppia, ha subìto almeno una violenza fisica o sessuale dal partner. Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate: il 96 per cento delle donne non parla con nessuno delle violenze subite. Numeri allarmanti che chiedono risposte precise e veloci. Nel marzo 2010, il Parlamento europeo ha approvato una relazione sulla violenza contro le donne in Europa, nella quale sono formulate una serie di proposte. In particolare, si è sottolineato proprio l'aspetto più critico del fenomeno: la violenza avviene spesso tra le mura domestiche, in famiglia, e tali casi quasi mai la vittima ha la forza di denunciare; solo quando la violenza arriva ai figli, generalmente, il muro d'omertà si rompe e la donna esce allo scoperto. Ma il danno indiretto recato ai bambini, nell'arco dei primi 15 anni di vita, è tale da indurre i figli a negare il desiderio di formare una famiglia e di avere una relazione sana di coppia. Una vera e propria reazione a catena che diventa emergenza sociale.

Leggi tutto: Violenza donne, più progetti e finanziamenti

(1 dicembre 2010)

di Delia Murer

Un vero e proprio attacco alla vita e ai diritti delle persone. E’ quello che sta facendo il Governo di centrodestra negli ultimi mesi, prima con la manovra economica di luglio, che ha tagliato risorse agli enti locali, scaricando così il peso su prestazioni sanitarie e sociali; poi, in questi giorni, con la legge di stabilità, l’ex Finanziaria approvata alla Camera e adesso in discussione al Senato, che ha proceduto ad una serie impressionante di tagli ai principali Fondi del settore sociale e sanitario, sia per l’erogazione dei servizi pubblici sia per il sostegno alla rete del Terzo settore.

Leggi tutto: Tagli al sociale, attacco alla vita