Delia Murer

(15 maggio 2013)

Con 458 voti, pari al 85.8% dei voti validi, Guglielmo Epifani è eletto nuovo segretario del Partito Democratico. Il totale dei votanti è stato 593, 59 voti nulli e 76 schede bianche. Epifani porterà rapidamente il Pd al congresso nazionale, il cui iter comincerà subito e si concluderà ad ottobre. Al nuovo segretario è stato dato il compito di farsi garante di questa fase di transizione, di proporre agli organismi competenti, a partire dalla Direzione Nazionale, procedure e modalità del Congresso, “in un quadro di massima collegialità, ampia condivisione e partecipazione ad ogni livello”. Il congresso sarà l’occasione per un complessivo ripensamento del Pd, alla luce della doppia sconfitta dei mesi scorsi: quella elettorale, al voto di fine febbraio, e quella politica, al voto del Parlamento in seduta comune sul Presidente della Repubblica. Due ferite ancora aperte, che richiedono un lavoro profondo di ricostruzione.

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(13 febbraio 2013)

di Delia Murer

La ratifica della Convenzione di Istanbul sul tema della violenza sulle donne dovrà essere l’assoluta priorità della prossima legislatura. Camera e Senato, così come usciranno dalle prossime elezioni, dovranno mettere in cima alla lista delle cose da fare, l’approvazione del disegno di legge che ratifica questo straordinario strumento comunitario. Purtroppo, nella sedicesima legislatura si è lavorato, su questo tema, con troppi tentennamenti. Benché fosse stata approvata nel 2011, nonostante fosse stata ratificata da ben 22 Stati membri del Consiglio d’Europa, cominciando dalla Turchia e chiudendo con il Belgio, in Italia si è fatta molta fatica per porre la ratifica della Convenzione all’ordine del giorno dei lavori di Governo e Parlamento.

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(21 febbraio 2013)

di Delia Murer

Volge al termine una lunga campagna elettorale. Per molti di noi è cominciata a dicembre, con le primarie per individuare i candidati del Pd al Parlamento. E poi un ciclo intenso di incontri sui territori per ascoltare, elaborare insieme proposte, illustrare e confrontare le idee. La sensazione generale è che ci sia ancora spazio per la speranza. La rabbia, la protesta, la critica sono fortissime. La crisi economica ha scardinato le poche certezze di moltissime famiglie, e questo insinua un'amarezza diffusa anche nelle relazioni politiche. Come si recupera un rapporto con i cittadini? Non con slogan e frasi fatte. Ma con il lavoro. Comunque vadano le elezioni di domenica, credo che ci sia fa mettersi davvero, e seriamente, al lavoro. Sulle questioni cruciali non bisogna perdere un minuto. Il mio impegno politico, in Parlamento e no, sarà su questo. All'inizio di questo cammino ho sottolineato quali erano le idee su cui intendevo concentrare il mio lavoro. Le ribadisco, perchè per me saranno gli elementi centrali dell'impegno e dell'azione che svolgerò.

Lavoro: Ricostruire subito un perimetro di nuove opportunità per i lavoratori delle fabbriche in crisi, rilanciare gli investimenti pubblici in infrastrutture e servizi per attrarre investimenti privati, alleggerire il peso fiscale sul lavoro, aumentare i salari per sostenere i consumi; farlo con un riequilibrio fiscale tra redditi alti e ceti medio-bassi.

Democrazia paritaria: innanzitutto il lavoro femminile. Bisogna aumentare l'occupazione delle donne, perchè è giusto e conviene all'economia, annullare i divari salariali tra i generi, far crescere la rete di servizi alla famiglia. Aumentare gli spazi reali di rappresentanza e fare delle democrazia paritaria una questione di tutti.

Violenza sulle donne: il punto di partenza, nella prossima legislatura, sarà la ratifica della Convenzione europea di Istanbul. E' un atto fondamentale. Stabilisce i principi per prevenire, punire e contrastare la violenza. Un vero e proprio trattato dove la violenza di genere è definita come “una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione”. Da lì possono partire azioni concrete, sul piano delle prevenzione e del sostegno.

Dignità sociale: rimettere al centro delle politiche sociali la dignità, in luogo dell'assistenza. Dignità sociale significa inclusione, presa in carico, lavoro per le categorie svantaggiate, sostegno al reddito, servizi, nella sinergia tra pubblico e privato sociale (associazioni, cooperative sociali) così ben delineata dalla legge 328. Rifinanziamento, poi, dei Fondi del sociale, pesantemente colpiti da tagli negli ultimi cinque anni. Sull'immigrazione le priorità sono l'abrogazione del reato di clandestinità, una nuova legge quadro che superi la Bossi-Fini e nuove regole sulla cittadinanza per i figli dei migranti nati e cresciuti in Italia.

Salute: ridare centralità, nel Sistema sanitario nazionale, ai Livelli essenziali di assistenza: soglia minima per garantire a tutti il diritto costituzionale alle cure e alla salute. Impedire nuovi tagli, soprattutto quelli di natura lineare, indiscriminati, senza analisi effettiva degli sprechi. Bisogna rendere più efficienti i servizi territoriali, avvicinare le cure alle persone.

Territorio: Recuperare innanzitutto la Proposte di una legge speciale per Venezia, già depositata nella scorsa legislatura, e non arrivata a conclusione; recepire costantemente istante locali nel sindacato ispettivo; costruire, con gli strumenti delle interrogazioni e delle interpellanze al Governo, una connessione costante con i luoghi, in modo da trasformare il mandato parlamentare in un sindacato del territorio; una voce al servizio dei veneziani.