Delia Murer

(26 novembre 2015)

E' ripreso alla Camera dei deputati l'iter per l'approvazione della riforma costituzionale che modifica profondamente composizione e poteri del Senato, oltre ad altri interventi sull'assetto istituzionale. L'Aula di Montecitorio ha bocciato le pregiudiziali di costituzionalità. Bocciate anche le pregiudiziali sul merito delle Riforme. Ora tocca al complesso degli emendamenti, con un dibattito più lungo e i primi voti sulle proposte di modifiche. Il programma dell’assemblea prevede che si vada all'approvazione del testo normativo prima della Legge di stabilità, quindi entro pochi giorni. Il testo passerà, poi, al Senato e infine di nuovo alla Camera per il voto definitivo, in tempo utile per tenere il referendum confermativo nell’autunno del 2016. "Ormai sul testo - dice Delia Murer - ci siamo già interrogati e abbiamo discusso a lungo. Il Senato ha fatto un buon lavoro di correzione in alcuni punti. La riforma ha sicuramente elementi positivi ma contiene anche notevoli punti che non convincono. Uno di questi è per esempio il tema dei poteri che, con legge dello Stato, si possono attribuire alle regioni. La riforma al Senato ha inserito la possibilità di assegnare alle regioni le disposizioni generali per le politiche sociali, che hanno bisogno, invece, di un potere statale rafforzato, come anche sui temi della salute, in modo da garantire omogeneità sul territorio nazionale." "Sul Senato, poi - continua la deputata Murer - ci sarebbe voluto più coraggio. Avrei immaginato un modello Bundesrat, una vera Camera delle autonomia, con ridisegno stesso delle Regioni, superamento degli Statuti speciali, differenti modalità di composizioni. Il Governo non ha voluto o potuto osare di più".

 

(8 ottobre 2015)

Prosegue a Montecitorio la discussione in Assemblea sulla Proposta di legge sulla cittadinanza. E’ stata respinta in Aula una mozione che poneva la pregiudiziale di costituzionalità. A presentarla i deputati della Lega Nord, che chiedevano di non proseguire il dibattito sul testo unificato che riforma le modalità di acquisizione dello status di cittadino perché contrario alla Costituzione. L’esame del provvedimento, con il no alla pregiudiziale, può proseguire. Intanto, cresce anche il dibattito sulle politiche migratorie, che debbono sempre più costruire un profilo europeo di integrazione e condivisione. Sarà presentato il prossimo 22 ottobre, a Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il rapporto 2015 sull'economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa. “Si apre uno spiraglio – commenta Delia Murer – per tirare fuori la discussione sulla migrazione dalle secche demagogiche di chi soffia sulle paure e avviare, invece, una riflessione seria sulle politiche e sulle azioni per combinare solidarietà e integrazione”.

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(19 novembre 2015)

(di Michela Marzano – Pubblicato su la Nuova Venezia)

Perdere un figlio o una figlia è forse il dolore più grande che possa toccare un essere umano. Quello che lascia senza parole e che spezza il mondo. Quello per cui non esiste nemmeno un termine specifico. Perdi un marito e sei “vedova”. Perdi una madre e sei "orfana". Ma se perdi una figlia cosa sei? Come si fa a nominare l’innominabile? Nell’antico sanscrito, si diceva che i genitori cui moriva un figlio o una figlia erano “vilomahed”, dalla parola “vilomah” che significa “caos”, “disordine”, “contrario all’ordine delle cose”. E in fondo è proprio questo che accade quando si perde un figlio o una figlia: nonostante la vita continui, e debba continuare, si è devastati da un dolore senza senso, senza ragione, senza fine. Quello stesso dolore che solcava ieri il viso della mamma di Valeria Solesin, Luciana Milana, e che le faceva tremare la voce. Quello stesso dolore, però, che nemmeno per un istante ha portato questa madre a lasciarsi andare alla scompostezza e al clamore. «Porteremo sempre nel cuore nostra figlia nel suo essere», ha dichiarato Luciana. «Quello che preme a me e a mio marito è il ricordo di nostra figlia che era una persona meravigliosa», ha detto. «Una figlia, una persona, una cittadina e una studiosa meravigliosa».

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(10 settembre 2015)

“L’Europa, non solo l’Italia, rischia molto. Rischia di perdere i suoi connotati, la sua cultura, il suo futuro se non sa affrontare in modo vigoroso, umano, serio e responsabile il problema dei diritti”. Lo ha detto Delia Murer, deputata Pd, partecipando ad un dibattito sul tema “Come cambia l’Italia con i nuovi diritti”, nell'ambito della Festa nazionale dei Diritti organizzata dal Dipartimento nazionale Diritti PD.  Qui è possibile visionare il filmato integrale del dibattito.

Temi toccati, quello della migrazione e poi altri nodi centrali sul sistema dei diritti, come quello del testamento biologico e dell’aborto, nell’orizzonte di una Italia che sia capace di riscrivere il lessico dei diritti civili fondamentali. “Spero che sulla migrazione si riesca ad aprire un terreno europeo di condivisione – ha detto l’on. Murer-. Mi pare stia accadendo ed è positivo. Non è accettabile che i nuovi arrivati in Europa costruiscano muri per la storica Europa. Se un Paese come la Germania dice che accoglierà 800mila siriani, lo fa perché c’è la guerra ma anche perché c’è bisogno di nuovi lavoratori. Noi abbiamo problemi diversi, anche sul profilo occupazionale. Ma dobbiamo essere aperti all’accoglienza. Dobbiamo aprire una fase due. Dobbiamo vedere i nodi critici: abbiamo piccoli comuni che hanno avuto concentrazioni improvvise con 150 persone da ospitare. Non è possibile. Ci vuole un modo nuovo: coinvolgere le comunità, costruire integrazioni, distribuire i pesi”.

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