Delia Murer

(23 marzo 2017)

“L’episodio sgradevole che ha riguardato la trasmissione televisiva di Raiuno Parliamone sabato è solo la punta di un fenomeno culturale di arretratezza e sessismo, che ci richiama alla necessità di un lavoro profondo sulle questioni di genere, che sono attualissime”. Lo dichiara Delia Murer, deputata di Articolo 1 – Movimento democratici e progressisti, vicecapogruppo alla Camera. “Bene la decisione tempestiva della Rai di chiudere la trasmissione – continua la parlamentare – ma non pensiamo che le questioni si risolvano così. Quell’elenco volgare sulle donne dell’est è la spia di un pensiero, di un modo di trattare la donna, di una modalità di approccio che sottende una cultura precisa. E’ sulle radici culturali che bisogna andare ad incidere. In quanti altri momenti dei palinsesti della televisione italiana si ripropone lo stereotipo di una donna così come è emerso da quel triste elenco? E quante volte ancora, l’immagine stessa della donna viene mercificata sui mass media? Il lavoro da fare è ancora tanto ed è profondo. Se l’episodio della trasmissione televisiva, peraltro sul servizio pubblico nazionale, è servito a qualcosa, è proprio a farci prendere coscienza di quanto ancora è largo il campo da percorrere sui temi della parità di genere e della discriminazione”.

 

(7 luglio 2016)

“E’ una storia che spezza il cuore. Mi auguro che il sacrificio di questo uomo coraggioso e fiero serva ad aprire un dibattito vero in Italia sul razzismo e sulla violenza”. Lo dichiara Delia Murer, a commento delle notizie di cronaca che arrivano, in queste ore, da Fermo. Emmanuel Chidi Namdi, 36 anni, nigeriano, è stato ucciso a botte per aver difeso la moglie da insulti razzisti. E’ stato fermato un uomo della zona, un imprenditore agricolo con dichiarate simpatie politiche per l’estrema destra, già colpito da un Daspo in quanto responsabile di alcune violenze durante il sostegno alla squadra di calcio della sua città. “Siamo di fronte – commenta ancora l’on. Murer – ad un episodio dal chiarissimo stampo razzista. Emmanuel e la moglie scappavano dalle violenze dell’estremismo islamico in Nigeria e cercavano in Italia una speranza e un po’ di tranquillità. Questo drammatico episodio faccia riflettere tutti, soprattutto quello che soffiano sulle paure della gente, che alimentano un razzismo strisciante, insidioso, che perde di vista l’umanità, la solidarietà, e produce episodi che non fanno onore al Paese”.

 

(21 luglio 2016)

“Diciamo da tempo che il referendum costituzionale e la legge elettorale sono legati perché disegnano insieme l’assetto delle istituzioni democratiche. Riaprire il ragionamento sulla legge elettorale appare, quindi, indispensabile”. Lo dichiara Delia Murer, deputata del Pd, a commento della riapertura della discussione sul meccanismo di elezione del Parlamento, oggetto in questi giorni di una nuova proposta di legge di alcuni deputati e senatori del Pd. “Bene ha fatto il Governo – continua la deputata Murer – a dire che sulla legge elettorale decide il Parlamento. Peccato che sull’Italicum fu messa la fiducia, imbrigliando di fatto la discussione. Se oggi si riapre, non può che essere un fatto positivo, a partire dal contributo politico che offre quello che è stato chiamato Mattarellum 2.0”.

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(30 giugno 2016)

L’Europa conta i danni e si organizza per il futuro, dopo la Brexit. Il referendum con cui il popolo britannico ha chiesto al Governo di uscire dall’Unione europea sta lasciando non poche conseguenze sull’economia della Gran Bretagna e degli altri Paesi europei e rischia di indebolire ulteriormente il continente. “La grande idea europeista – dice la deputata del Pd, Delia Murer - nasce per renderci più forti e solidali e invece rischia, con politiche errate, di renderci tutti più deboli. Dall’esito del referendum britannico deve arrivare un monito a tutti: va costruita una politica comune diversa, che non guardi solo ai conti pubblici ma soprattutto ai bisogni della gente, che costruisca reti di solidarietà e non solo vincoli di bilancio. Stiamo pagando il prezzo di una Europa tutta costruita sull’economia e poco sui popoli. La crisi certamente non aiuta: crescono i voti di protesta in tutto il mondo, perfino negli Stati Uniti. Ma questi si battono con proposte che parlino ai bisogni. Bisogna leggere e capire la sofferenza, bisogna, adesso più di prima, costruire l’Europa-comunità di persone, dopo quella dei mercati. Mi auguro che il presidente Renzi, pur dentro i necessari equilibri internazionali, riesca a far passare questa necessità. Vanno cambiati passo e registro, orizzonte e visione. Altrimenti, dopo la Brexit, ci saranno altri approdi distruttivi, fino a non lasciare più nulla dei grandi ideali che hanno animato il sogno europeo fin dal dopoguerra”.